Nurag…Haus… moderno Naive in Sardegna, Birori (NU) …

 

“Foto mia….

Perché mi affascina ?? Boh!”

Andrea Costa

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2 Responses to Nurag…Haus… moderno Naive in Sardegna, Birori (NU) …

  1. sergio bonanni ha detto:

    Ogni architettura è grande dopo il tramonto: forse l’architettura è veramente un’arte notturna, come quella dei fuochi artificiali. Gilbert K. Chesterton

  2. Michele Granata ha detto:

    A me quello piu’ affascina è il suo “Boh!”.
    Questa esclamazione che sott’intende il misterioso istinto che ci spinge a apprezzare o a rifiutare qualcosa.
    Una architettura, un quadro, una musica, una poesia ci possono lasciare estasiati o indifferenti.
    Perché?
    A che è dovuto?
    Me lo sono sempre domandato.
    E’ forse dovuto alla nostra educazione , alla nostra storia, ai ricordi della nostra infanzia?
    Da giovane, tanti, ma tanti anni fa, sfogliando un libro d’arte, sono rimasto a bocca aperta davanti una foto di Guernica di Picasso. Non capivo niente di di Arte (a dire il vero neanche adesso, ma ne sono appassionato), non sapevo il perché, non conoscevo la ragione di quell’opera né il dramma di quel bombardamento, ma quel quadro mi ha trasmesso un intenso sentimento di tristezza e di angoscia.
    Non c’è niente di bello in quel quadro, anzi è bruttissimo. Ma perché ne sono rimasto affascinato?
    Posso ripetere il suo“Boh!”.
    E’ forse questo il bello di tutto cio che si considera Opera d’Arte.
    Nell’architettura pero’ c’è una differenza, perché nell’architettura non c’é solamente l’aspetto formale, c’e anche quello funzionale che fa intervenire una logica ed un ragionamento che, forse, è assente nelle altre arti.
    Per caso questa mattina leggendo “La Repubblica” sono caduto su un editoriale di Eugenio Scalfari, e c’era un riferimento ad una frase che mi ha colpito:
    « ……Immanuel Kant sul “legno storto dell’umanità”. Isaiah Berlin ha scritto un libro intitolato a questa frase. L’umanità è un legno storto e lo è perché l’uomo risulta da un’incredibile mescolanza di istinti e di ragione. Un legno storto ma un legno vivo, con radici e fronde vitali. Nelle vene del suo tronco scorrono linfe, passioni, sentimenti, memoria, progetti, ragionamenti, sogni, trasgressioni, bisogno di regole e di limiti. »
    Il tema dell’articolo è diverso, ma ritrovo un certo parallelismo nella critica architettonica.
    L’emozione che provoca una forma, sia essa di un edificio o di un oggetto, non è forse derivata da un istinto? E l’istinto non è derivato da quelle “linfe, passioni, sentimenti, memoria, progetti, ragionamenti, sogni, trasgressioni » ?
    E la funzione non è forse la “ragione” che interviene nella costruzione? E la ragione non é anche un bisogno di regole e di limiti?
    Comunque è sempre bello reagire emozionalmente davanti un’opera; significa che si é vivi e sensibili.
    Perché? Boh!

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