Gli spazi di Purini …


“Assieme alla scrittura il disegno è uno dei pochi linguaggi capaci di rendere visibile il tempo. Un tempo il quale, a differenza di quanto si tende a credere, non è qualcosa che scorre uniformemente lungo una traiettoria lineare. Esso infatti può avvitarsi a spirale, dilatarsi e contrarsi, arrestarsi, cambiare improvvisamente direzione, muoversi seguendo gli andirivieni di un labirinto infinito. Inoltre, il tempo può non solo invertire il proprio corso o arrestarsi, ma è anche in grado di sdoppiarsi progressivamente fino a comporsi in una molteplicità di espressioni. Il tutto in un’avvincente dialettica tra tempo interiore e tempo esterno. Nel suo immediato svolgersi il tempo non consente una sua vera e propria esperienza. Solo una sua rappresentazione permette, attraverso la memoria, che gli spazi mentali che esso produce si configurino come una narrazione incessante e stratificata, nella quale l’abbandono emotivo e l’elaborazione razionale convivono generando plusvalori conoscitivi e poetici. Assieme alla scrittura il disegno trascrive il tempo nel suo contrario, trasformandolo in una immobilità che pensa, desidera, ricorda.”

F.P.

 

GANGEMI EDITORE
Sala mostre & convegni Via Giulia 142 Roma

FRANCO PURINI

GLI SPAZI DEL TEMPO
Il disegno come memoria e misura delle cose

4 febbraio 2011 – 7 marzo 2011

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3 Responses to Gli spazi di Purini …

  1. mara dolce ha detto:

    CIOE’?

  2. eduardo alamaro ha detto:

    Sabato mattina, che bel sole, che bel tempo, che buon caffè. E bello anche lo scritto di Purini sul tempo del disegno $ memoria sua … tempo imprevedibile e bizzarro … “che può avvitarsi a spirale, dilatarsi e contrarsi, arrestarsi, cambiare improvvisamente direzione, …”
    Tempo che fa rima con vento, e forse evento. E mi sono così ricordato della “immobilità che pensa (e pesa), desidera e ricorda” il mio tempo lontano … la mia adolescenza canora. Quella di … Oh oh oh oh! / Oh oh oh oh! / Oh oh oh oh! / Oh oh oh! / (oh ohra ricordo..): Io sono il Tempo, / sono la furia che passa / e che porta con sé, / che nella notte ti chiama, / e te fa disegnà / che pace non ha, / son l’amor / che non sente pietà per nessun …. / Sono l’aria / che talora sospira / e che al sol del mattino / l’abbandono emotivo / più forte se fa / Son la furia / che improvvisa si adira / che s’incarta e va, fugge e va, / dove andrà, non lo so, / chi lo sa … dove finirà …..”
    Cantava Arturo di Testa, 1959, festival di Sanremo, sezione memorie e disegni purini d’Italia. Tra emozione & ragione. Saluti canori, Eldorado

  3. mara dolce ha detto:

    Muratore non mi censurare:
    se uno fa una mostra e mostra,poi non deve frignare e minacciare rivalse se gli altri hanno, purtroppo per lui( ma mica tutti) delle opinioni.
    la mia è questa:
    Purini, anche da questo testo(senzacaponècoda),dai suoi disegni(tristitristi),dalle sue architetture(bruttebrutte e tristitristi)è un personaggio sopravvalutato, sia come architetto, che come(si fa per dire) intellettuale. Infatti, la sua grandezza risiede nella mediocrità e nel servilismo altrui,nell’incapacità degli altri di contrapporre argomenti intelligenti alla sua roba torbida,criptica e scadente; insomma, la sua fortuna è nel fatto che nessuno gli dica, di tanto in tanto: “a Franco, macchèstaiaddì, macchèstaiaffà?” e lui ci crede..

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