Abitare meno tossico …

da Giancarlo Galassi: …

“L’immagine è tratta dal film «Il vento fa il suo giro» di Giorgio
Diritti del 2005. Un pretesto. Niente di più. Niente ritorni
nostalgici. Però in pensieri meno dopati forse si può sperare.
Disintossicarsi da overdose di architettura stupefacente.

«La disintossicazione da stupefacenti è utilizzata per ridurre o
alleviare i sintomi di astinenza, aiutando gli individui dipendenti a
vivere senza droghe; la disintossicazione non significa trattare la
dipendenza, ma è soltanto un primo passo del trattamento a lungo
termine. Spesso la disintossicazione e il trattamento sono effettuati
con un programma che dura parecchi mesi e che ha luogo in un centro
residenziale invece che in un centro medico» [Wiki].

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4 Responses to Abitare meno tossico …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Mi piace moltissimo lo spirito di questa foto ed il testo che l’accompagna: non un richiamo nostalgico ma un elogio della quotidianità. Niente retorica all’incontrario, per carità, ma l’Italia non è fatta di metropoli con case da pubblicità dei profumi, donne perennemente in tubino e tacchi da 15 e giovani maschi dalla mascella quadrata e da fitte chiome corvine (che invidia però!). Come le città non sono fatte di sole architetture “dopate”, come dice Galassi, ma da comune edilizia entro cui si svolge la vita della stragrande parte della popolazione.
    Ecco, sarebbe bene che quelle case venissero disposte in maniera più coerente affinché lungo le strade si potesse svolgere una normale vita sociale, analogamente a quella familiare della foto.
    Poi c’è sempre posto anche per altro, ma non “solo” per altro.
    Saluti
    Pietro

  2. Vittorio Corvi ha detto:

    Figurati, Pietro, è solo un altro “stile”. Qui tutto lucido e liscio, di là tutto scrostato e sdrucito.
    Mi pare che nei negozi di arredamento lo vendano come “arte povera”, qualcosa del genere. Non conosco bene il mercato: ormai mi servo solo da Ikea.
    saluti

    • giancarlo galassi ha detto:

      Poiché anch’io ormai mi servo solo da Ikea, adesso riprovo a dire a Corvi quel che volevo dire, forse mi sono espresso male: «Niente ritorni nostalgici. Però in pensieri meno dopati forse si può sperare». Ecco l’ho detta meglio.

      Per altro sottoscrivo Pagliardini nei principi dissentendo però nella tecnica urbanistica prima e nel linguaggio architettonico poi [ confidenziale :-)… perché la sua neanche-tanto-latente, salutare e invidiabile vena anarcoide mi sembra si faccia sostanzialmente strumentalizzalizzare dai niùnew – è una tattica? ]: l’architettura dottignorantista (alla krier, per capirci) è tra le più arcidopate per la posa cosmetica.

      Uff… sono stato polemico. Abbiate pazienza.

  3. stefano salomoni ha detto:

    L’importante è che sia ‘New’.
    ‘New Antico’, potrebbe andare.

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