ULTIMIGIORNI …

Da Sergio Marzetti: …

“Io invece mi ricordo, ero appena matricola, quasi cinquant’anni fa, di una visita guidata a Pompei che la Facoltà aveva organizzato per un corso di studio. Ero pieno di aspettattive. Il mio cervello era pieno di immagini pittoriche e letterarie, Plinio e Briullov insieme. Poi c’erano i racconti, da cui i più giovani erano esclusi, dei cugini al ritorno dei loro viaggi di nozze, le loro risate contenute nel raccontare ciò che le guide locali avevano loro mostrato, una volta accertatisi che i visitatori fossero grandi e vaccinati. Da un lato del tavolo della sala da pranzo le giovani spose arrossivano pudicamente al ricordo di quel loro primo corso di Ars amandi. Altri tempi! L’architetto che ci accompagnava, avendo partecipato direttamente all’attività di studio e di tutela della città antica, fu molto bravo. Però di quel giorno ho soprattutto vivo il racconto dell’architetto, passando davanti il muro esterno di una domus, di come, solo qualche anno prima, quella superficie apparisse ancora elegantemente dipinta. Dopo solo pochi anni, sotto i colpi del sole e della pioggia, quel muro era come lo vedevamo, grigio e muto. Compresi con sgomento che quella città morta continuava a morire sotto i nostri occhi, giorno per giorno. Era anche per questo motivo, ci spiegò davanti alla nostra perplessità, che buona parte di Pompei era ancora sotto terra. Era meglio lasciarla lì che vederla svanire. Ripensai a quel giorno quando, un pò di tempo dopo, vidi su di una rivista d’architettura, un progetto di salvaguardia di Pompei: una enorme cupola alla Buckminster Fuller che copriva tutta la città, salvaguardandola dalle intemperie (forse é il ricordo di questa suggestiva proposta che mi ha fatto successivamente immaginare la riproposizione della distrutta cupola dell’Auditorium dell’Augusteo come protezione dell’Ara Pacis all’interno del Mausoleo stesso). la proposta di quella enorme copertura era forse irrealizzabile ma quanto generosa!, quando generosamente si cercava di salvare il nostro passato, facendo anche errori che solo in seguito si sono capiti. Il pesante cemento armato usato su murature a sacco come il più leggero perspex che, usato da Franco Minissi come protezione della pietra dei gradini di un teatro greco, ne favorì la disgregazione favorendo la crescita di erba infestante. Uso di materiali incongrui con i ruderi, sperperi, incapacità gestionali e mancanza, soprattutto mancanza, di manutenzione. Di questo si dovrebbe discutere. Invece, come cittadini, dobbiamo assistere sgomenti a uno scontro parlamentare, come tra tra cani per un osso. Di “Ultimi giorni di Pompei” ne conosciamo uno solo mentre di “Ultimi giorni di un Governo”, di centro, di destra e di sinistra, ne abbiamo conosciuti alla media assurda di…. fate voi i conti che a me vien da piangere. Tutto questo avviene perchè qualche centinaio di tizi ha ancora la presunzione di credere che le loro frasi vuote sono la panacea dei nostri mali mentre i loro comportamenti ne sono la causa. Loro sì che ci fanno bunga- bunga!”

S.M.

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2 Responses to ULTIMIGIORNI …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    E io invece avevo 14 anni facevo il Liceo Artistico a P.zza Mignanelli, correva l’anno 1968 e mi ritrovai non so come a Valle Giulia. Scappai quasi subito per ritornarci,perchè il primo amore non si scorda mai,come iscritto alla Facoltà di Architettura qualche anno dopo.

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    A proposito di ultimi giorni, suggerisco magnifico fumetto di Andrea Pazienza ” Gli ultimi giorni di Pompeo “.

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