Trop d’indignation …

Da Sergio Marzetti: …

“Trop d’indignation tue l’indignation”, diceva un onest’uomo in terra di Francia! Fate come vi pare, voi fascio-catto-leninisti d’Italia. Nella mia vita oramai lunga mi ricordo la vecchia vignetta di un giornale d’area in cui un virulento Togliatti prendeva a calci un esile De Gasperi, Presidente del Consiglio. Poi, in successione, spigolando qua e là, mi ricordo le dicerie nei circoli d’area di un Saragat, Presidente della Repubblica, all’ultimo stadio dell’etilismo; mi ricordo le dicerie nei circoli d’area su Fiorentino Sullo, Ministro dei Lavori Pubblici, che, per impedirgli di portare a termine la Riforma Urbanistica e il P.R.G. di Roma del 1962, venne dipinto come omosessuale; mi ricordo gli articoli della giornalista d’area Camilla Cederna su Giovanni Leone, Presidente della Repubblica, trattato da cornuto, con moglie puttana, e figli dediti ai festini; mi ricordo degli attacchi dai giornali d’area a Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica, trattato da matto; mi ricordo di Bettino Craxi, Presidente del Consiglio, trattato dai magistrati e dai giornali d’area da delinquente e ladro; ho presente il trattamento a Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, fatto da magistrati e giornalisti d’area (riprendo da un sms di un mio cognato d’area: pedofilo, puttaniere, mafioso, piduista, evasore, ladro). Quest’area in servizio permanente effettivo mi sembra sempre un bel porcaio. Mentre i Paesi normali si combattono e si alternano per motivi politici, noi, quando vogliamo distruggere un uomo, guardiamo nel buco della serratura. Poi uno si domanda del perchè questo Paese anormale rimane sempre quello che é!”

S.M.

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5 Responses to Trop d’indignation …

  1. eduardo alamaro ha detto:

    No, disegno sbagliato: prego sostituire il buco della serratura di Marzetti con adeguato scherno televisivo a reti unificate del presidente del consilvio import-escort.
    L’immaginario contemporaneo italiota tv non arrizza più nella penombra delle camere con svista dell’albergo clandestino sinistroso, come nei tempi di Fiorentino Sullo rosè.
    Oggi gode solo nella piena luce artificiale delle video-camere & accessori sofisticati trasparenti 5 stelle. Modello grande fratello parlamentare escortabile.
    La notte è piccola e libera per noi … o no? Eldorado

  2. riccardo del plato ha detto:

    Purtroppo è vero, io stesso sono “vittima” di questa cultura dello spioncino, però….

    C’è un però….

    Il signor Silvio è l’unico tra i “nominati” che è stato bravo a sfruttare questa anomala caratteristica del nostro popolo per poterne trarre vantaggio economico, sociale, politico.

    Per la serie “chi la fa l’aspetti”.

    L’altro giorno ho dovuto ricorrere a frammenti di “specchio segreto” dell’ormai dimenticato Nanni Loy, per far capire a degli amici stranieri quanto l’Italia di oggi sia diversa.
    Per cui se è vero che esiste da sempre l’arma del pettegolezzo, è anche vero che questa è stata largamente diffusa a tutti i livelli della società attraverso la televisione così da farla diventare banale e innocua.

    Il signor Silvio è la vergogna di questo paese perchè incarna tutti quei personaggi dipinti dal grande Alberto Sordi e che un tempo ci facevano ridere, poi pensare, oggi solo piangere.
    Ma la cosa peggiore è che esistono migliaia di falsi mascoloni come lui che hanno distrutto la donna italiana illudendola con la parola “libertà”.
    Oggi il vero sfascio della nostra società è la guerra che TUTTI combattiamo con le nostre donne, illuse, usate e disorientate.
    Donne che attraverso l’immagine televisiva sono stata ridotte a merce da contrabbando, siano esse allegre veline o un impegnati ministri.

    Io ho 40 anni e da sempre vivo in un paese di viveur/puttanieri, ma la vera novità sono queste donne puttane che sono al potere grazie ai loro magnaccia.
    Questo distrugge i nostri giovani, questo sessismo sfrenato e fuori controllo.

    Il Berlusconismo è soprattutto questo, conflitto tra sessi.

    Professore ma chi più di Lei vede ogni anno cambiare questi giovani.
    Mi dica sinceramente, quanta “architettura” e/o quanto SESSO vede in quegli occhi ?

    Grazie Silvio, hai vinto sfruttando il lato peggiore degli italiani.
    Mi dispiace ma siamo molto lontani dallo spirito che animava Fascisti e Comunisti prima, Democristiani e Socialisti poi.

  3. maurizio gabrielli ha detto:

    Non è mai colpa del cognato se qualcuno è ciò che è.

  4. eduardo alamaro ha detto:

    Le domande difficili: “Professore, Lei che vede ogni anno cambiare i giovani (dal sessismo sfrenato e fuori controllo), ci dica sinceramente: quanta “architettura” e/o quanto SESSO vede in quegli occhi d’interni architettonici contemporanei studenteschi?”
    E il professore & Muratore non rispose (ancora). Forse si flette e riflette.
    Certo è stato libertato e sdoganato tutto e di più. Siamo senza fronti e frontiere. .. con prospetti e pianta libera e libertarie, pieni di penetrazione e trasparenze assolute tv.
    Eravamo arrapati in b/n, ora sono ap-pagate a 7000 euro a prestazione, di tutti i colori tv. Canale a scelta e al vostro buon cuore: facitece ‘a Caritas ….. Eldorado

  5. sergio43 ha detto:

    …mi ricordo Sergio Lenci, steso a terra con un proiettile nella testa sparato da un gruppo d’area, perchè aveva progettato un carcere, mi ricordo Bruno Zevi, dimissionario da un’area che lui, uomo di una sinistra liberale e libertaria (per qualcuno sono parolacce!), non riconosceva più (mi ricordo una sua lezione violentemente interrotta da un gruppo d’area e mi ricordo la sua tristezza quando riconobbe nel gruppo il figlio di suoi amici. Se non fu un: Tu quoque, Staderini, fili mi? poco ci mancava), mi ricordo una cerimonia di Laurea ad honoris causa a Richard Neutra che si risolse nelle risate di scherno e irrisione di grupposcoli d’area alla commissione quando questa, in mantella e tocco, entrò, Perugini ed altri, in Aula Magna, mi ricordo Saverio Muratori che teneva i suoi corsi e i suoi esami come un carbonaro e altrettanti carbonari erano i pochi studenti che lo ascoltavano. Non ci vuole molto a ricordare, con questi episodi lontani e dimenticati dai più, la storia e i fatti di questo Paese, almeno la storia di quello di cui si parla in questo Archiwatch, l’Architettura, che è lo specchio quanto mai fedele di questo infinito avvitarci su noi stessi.

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