Palazzina … verticale …

Il progetto della torre Eurosky a Roma

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28 Responses to Palazzina … verticale …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Che meraviglia! Cos’è la versione multistrato di Terragni misto a Le Corbusier?
    Chissà come mai questo modo di “falsificare la storia” è stato depenalizzato!
    Se non altro però c’è una novità rispetto ad altri grattacieli, invece di mettere un eliporto sul terrazzo, su questo qui è stata messa una rampa di lancio!
    Sono certo che Roma gioverà di questa “meraviglia”
    Cordialmente
    Ettore

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Commento davvero deprimente,espresso da qualcuno che proprio non vuole vedere, o non può. Lo dico da un punto di vista Wrightiano, figuriamoci ! Ma Lei, mi scusi,a che specie appartiene ?

  2. francesco bianchi ha detto:

    In effetti sembra la traduzione in cemento del Condominium ballardiano. Sono progetti come questo che istigano i deliri del sindaco Alemanno. Sono andato a vedere il cantiere proprio domenica e ho notato che il professor Purini non ha curato la progettazione esecutiva. Che qualche ingegnere possa ,mettendoci le mani, ridurre almeno in parte il danno. Le locandine che offrono, nell’ufficio vendite, il bene non fanno certo ben sperare. E pensare che come professore mi sembrava migliore di tanti….

  3. giancarlo galassi ha detto:

    Ricordo un’intervista recente a Thermes-Purini che forse si può considerare una risposta diretta al terribile “buon senso” dei new-pop in architettura.

    «Per me sostanzialmente la tradizione è un ostacolo che va abbattuto. Credo che uno strappo, un rifiuto, una rottura con la tradizione sia un prezzo necessario per qualsiasi avanzamento dell’architettura. Ciò che verrà è in qualche modo figlio di ciò che c’era, ma noi non abbiamo la possibilità, né sarebbe interessante stabilire infinite connessioni, ci porterebbe via, come dire, troppo spazio, troppo tempo e in fondo umilierebbe la nostra sfida a ciò che ci precede.
    Per me la memoria, per esempio, è un fatto progettuale che si costruisce più per eliminazione che per conferma. Per esempio sono dell’opinione che la scelta di Gropius di non avere insegnamenti di storia al Bauhaus sia sacrosanta. Penso che le facoltà di architettura non dovrebbero avere insegnamenti di storia ma che ci dovrebbe essere una Facoltà di Storia dell’Architettura dalla quale escono gli storici dell’architettura che fanno il loro lavoro, che faranno il loro lavoro, oppure conoscere la Storia perché se si è persone colte, per fare l’architetto occorre essere persone colte, e quindi bisogna conoscere la storia, ma non fare l’errore di considerarla un materiale del progetto; la storia mi serve come mi serve, in fondo, conoscere la sociologia, la storia dell’arte, la geografia, per esempio.
    Io credo profondamente, tutti ci crediamo, nell’unicità dell’essere umano. Ciascuno di noi è un esemplare unico e possediamo il libero arbitrio, possediamo in più un’insopprimibile volontà di essere liberi anche se non ci riusciamo. Quindi combinando l’unicità dell’essere umano, il libero arbitrio e la voglia di libertà viene fuori proprio la necessità primaria di infrangere tutto ciò che suona come un vincolo eccessivo».

    • ettore maria mazzola ha detto:

      gent.mo Giancarlo,
      voglio ringraziarti per questa fantastica citazione che (fortunatamente) non conoscevo. Questo tuo splendido richiamo risponde a tutti i commenti pro-Purini che verranno inviati!

      profondamente grato
      Ettore

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Uno dei pregi di Purini è proprio la perentorieetà del pensiero, la prosa fulminante e apodittica. Progetta come scrive e scrive come pensa .Voilà.

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    Caro Maurizio Gabrielli,
    come il tuo alter ego Outsider, non perdi l’occasione per sbagliare il modo in cui ti rivolgi alle persone che non conosci, ti relazioni offendendo piuttosto che argomentando, e sei così prevenuto che te la prendi se faccio una battuta su un edificio che non ha nulla di serio! Comunque se lo vuoi sapere io appartengo alla specie umana, ovvero a quella per cui non è stato pensato questo edificio.
    La cosa penosa di Purini è che si permetta di andare in giro a parlare di urbanistica e di città. Un progetto del genere può suscitare un solo interrogativo: visto che non è possibile stabilire alcuna relazione tra questo oggetto e la città, qual’è la sua relazione almeno con il suo intorno?

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Mi dispiace immensamente di averla offesa ma pur non conoscendola conosco le sciocchezze che dice e sono ferocemente convinto che vadano combattute con ogni mezzo e in ogni luogo. Lei appartiene alla specie degli assertori del gusto,ghetto mortale per ogni artista, quelli del bello-brutto senza uno straccio di costruzione teorica plausibile ,senza l’indispensabile guida del metodo.Tutto ciò La porta a farneticare sull’architettura che per me, solo per me, nasce Urbanistica e muore, forse, arredamento/allestimento. Cordiali saluti.

      • ettore maria mazzola ha detto:

        se davvero le dispiacesse cambierebbe il modo di porsi dicendo “pur non conoscendola conosco le sciocchezze che dice” … non è molto carino!
        La cosa che capisco è che lei è talmente prevenuto nei miei confronti da essere totalmente fuori strada. Non ho mai parlato in termini di gusto, quella è una prerogativa di quelli come lei che amano l’architettura priva di gusto.
        In ogni modo non mi va di fare sterili polemiche con chi è talmente schiavo della sua ideologia da non accorgersi di vivere nel mito della caverna .. detto ciò, non nutro alcuna speranza che chi vive in tal modo possa accettare la vera realtà, preferendo credere che le figure siano limitate alle ombre proiettate sulle pareti di quell’antro
        Cordiali saluti

      • Outsider ha detto:

        Beh… “Architettura nasce Urbanistica e muore arredamento”… ma parli per bocca di Purini ormai!!! E’ una concezione limitativa del progettare che fortunatamente ovunque ,tranne che a Valle Giulia, è stata superata… Non so quanti anni hai tu, ma fai un salto, crea una discontinuità, solo così evolvi (parole anche queste di Purini…. però lui la discontinuità non l’ha mai cercata nè trovata)

  5. ettore maria mazzola ha detto:

    in vena di citazioni, replico all’intervista di Purini-Thermes con una frase di Maria Ponti Pasolini (Il Giardino Italiano, E. Loesher & C., Roma, 1915, pag. 4): «Noi in Italia più che altrove, ci crediamo intralciati dalla tradizione, la quale, per quanto gloriosa, pesa a molti come una cappa di piombo: la tradizione può essere, come il Manzoni disse dell’errore, un ostacolo contro il quale inciampa chi va alla cieca, ma per chi alza il piede diventa gradino»
    … ma forse per loro è troppo!!!

  6. LdS ha detto:

    ettore e outsider: ingabbiati nella propria ideologia formale, due facce della stessa medaglia…

    robert

  7. mauro ha detto:

    Ettore Maria Mazzola, visto che continuamente si richiama (e ci richiana) “alla tradizione” – per fortuna, aggiungo io – mi può fare alcuni esempi? Se ne ha voglia, s’intende. Anche io, molto più modestamente di Lei, credo di aver studiato chi si richiamava, nel processo compositivo e progettuale, “alla tradizione”…..ma delle due l’una…come si dice. Era per capire.
    Grazie
    Mauro

  8. ctonia ha detto:

    Caro Ettore, sapevo che ti saresti buttato a pesce sulla dichiarazione di Purini eh eh eh… A mio parere però voi salingarosiani della tradizione in architettura non avete capito moltissimo, sarò presuntuoso, e me ne scuso, ma la penso così.
    C’è un bel libro di Monica Centanni, di ambito più che altro artistico-letterario ma che può contribuire molto alla comprensione del tema:

    http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=1891

    In qualche pagina è palloso, si incarta in quelle cose che piacciono molto alle storiche dell’arte (sorriso) però già dal bellissimo titolo – L’ORIGINALE ASSENTE – promette bene e molte di queste promesse sul tema le mantiene. Amato Aby Warburg compreso, che sulla tradizione in arte ha detto cose fondamentali.
    Insomma, facciamo che io mi convinco a finire di leggere A theory of architecture di Salìngaros e tu leggi la Centanni? Sono svantaggiato, ma che importa :-)
    ciao
    c

    • ettore maria mazzola ha detto:

      caro Cristiano,
      ti prego di non fare di tutta l’erba un fascio. Credo che tu non abbia mai letto un mio libro, e ti assicuro che se lo facessi ti chiariresti molto bene, e senza “appallarti” il tema della tradizione, che non è un qualcosa che voglio far credere esser solo farina del mio sacco, bensì un qualcosa che è stato fin troppo chiaramente già espresso dai vari Giovannoni, Marconi (Plinio ovviamente), Pirani, Sabbatini, Milani, Brasini, ecc. Tant’è che nei miei libri c’è sempre un riferimento storico a loro … ci sono personaggi molto famosi nel mondo della tradizione che hanno scoperto queste figure grazie ai miei libri, tuttavia sono così educati da non riconoscerlo (ma non fa niente). Quindi accetto il patto, ma tu devi leggere almeno 3 dei miei: “Contro Storia dell’Architettura Moderna – Roma 1900-1940, Alinea, 2004; Architettura e Urbanistica – Istruzioni per l’uso, Gangemi 2006; La Città Sostenibile è possibile, Gangemi 2010. Poi ne riparliamo molto volentieri
      PS
      Ci tengo a dirti che io non ci guadagno nulla perché gli editori nonostante le numerosissime copie vendute e i contratti firmati non mi hanno mai dato, nè mi daranno, un centesimo

  9. Outsider ha detto:

    Lsd ma ci fai?? sono mesi che discuto con mazzola e ironizzo sui suoi ghirigori… leggi va… invece di uscirtene a c…. ;)

  10. ctonia ha detto:

    D’accordo, attendo gentile omaggio :-)
    Però la tradizione è viva, e dopo i grandi che hai citato altri progettisti hanno tenuto vivo, appunto, il concetto. Ad esempio, “L’Altro Moderno” di Luciano Semerani (Allemandi), “La leggenda del comporre” di Giancarlo Leoncilli (Alinea), oppure l’amico Antonio Biancucci con il suo splendido testo su Pasquale Culotta appena edito. Ci sono molte vie per contestare gli eccessi del moderno, io la vostra non la amo affatto anche se in alcuni elementi teorico-filosofici vi posso seguire. Ma difficilmente sugli esiti formali e progettuali. Ad ognuno i suoi, nessun problema se non di discussione teorica.
    ciao
    c

    • ettore maria mazzola ha detto:

      infatti nessuno ha mai sostenuto che la tradizione non sia viva, il problema è che viene ignorata o derisa da chi non è in grado di confrontarsi con essa.
      Quando dici “Ci sono molte vie per contestare gli eccessi del moderno, io la vostra non la amo affatto anche se in alcuni elementi teorico-filosofici vi posso seguire”, pur non conoscendo nel mio caso nè i miei libri, né i miei progetti, non pensi che prima di esprimere un giudizio così negativo sarebbe utile conoscere a fondo le cose, e poi criticare ciò che non si condivide spiegandone il perché? Fare di tutta l’erba un fascio non è corretto. All’interno del cosiddetto “Gruppo Salìngaros”, per esempio, ci sono persone che condividono gli stessi ideali, ma che scrivono e progettano in maniera molto differente

      • ctonia ha detto:

        Io non la ignoro nè la derido, ma soprattutto ci sono (e sono ancora vivi) molti maestri contemporanei che leggermente più bravi di me :-) non solo non la ignorano ma, a mio parere, sono quelli che la fanno vivere e la consegneranno a chi verrà dopo di loro.
        Poi, scusami, ma dire a me che faccio di tutta l’erba un fascio sulle questioni delle quali stiamo dibattendo… Chiedi a Pietro Pagliardini, se dovessimo pubblicare i duelli dialettici fra me e lui apparsi su questo blog ci vorrebbe un libro: Pietro, che ne dici, si fa? Venderebbe moltissimo :-) Se c’è uno che non vi sottovaluta, che vi legge e che vi discute quello sono io. Ho scritto un saggetto di dieci pagine solo per smontare il Fondamentalismo Genometrico di Salìngaros, sintesi estrema e mal tradotta di tutte le vostre ossessioni. Sto leggendo i testi di Nikos, ma ammetto che vado a rilento perchè mi annoiano a morte essendo io un amante dell’architettura, dell’estetica, dell’arte e della teoria di queste discipline. Però, come preannunciato e più volte smentito :-) pubblicherò prima o poi una recensione sui suoi testi teorici, anche se più vado avanti a leggerli e più credo di aver detto quello che c’era da dire con il pezzo sul Fondamentalismo.
        Ho letto diverse tue cose apparse nel blog di Pietro, quasi sempre logiche e del tutto condivisibili, non ho problemi a dirlo, resta solo che non mi piace il vostro modo di intendere la forma in architettura, il vostro modo di intendere la tradizione, e il caso Corviale rappresenta bene il tema.
        Insomma, Ettore, ho piuttosto paura che potrei rigirarvi la frittata, e dirvi che siete proprio voi che volutamente ignorate i contenuti, i temi, le teorie dei maestri che facilmente demolite. Uno su tutti, Adolf Loos, per non parlare di Terragni: è una vergogna disciplinare e scientifica, e l’ho scritto, quello che c’è scritto su di loro nei testi di Salìngaros.
        Io studio voi, ma voi vi beate nel vostro semplicistico mondo binario, ben protetti dagli spauracchi delle cosiddette archistar. Ieri ad esempio Pietro ha segnalato il pezzo del Prof. Tagliaventi sulla moschea fiorentina. Beh, sono rimasto colpito nel leggere un ordinario italiano (architettura tecnica – Icar/10) che fraintende totalmente il concetto di tradizione in architettura. Tagliaventi è liberissimo di amare quel progetto, ma mi pare teoricamente scorretto che un professore ordinario possa spacciarlo per esempio di buona pratica progettuale attenta alla tradizione ed alla cultura fiorentina etc etc.
        Allora, che polemizziamo a fare? Ognuno a casa sua… purtroppo.
        ciao
        c

  11. LdS ha detto:

    outsider, son mesi che leggo anch’io le tue cazzate e ho notato, per esempio, che più di una volta di fronte a parole tipo corte o isolato te ne esci subito con una serie di critiche a vanvera sul linguaggio che denotano la tua incapacità di isolare il tipo dalla forma :-)

    adesso basta, che leggere e discutere di ‘ste cose mi par di esser tornato indietro di 15-20 anni.

    robert

    • Outsider ha detto:

      LdS infatti invece di leggere le mie cazzate dovresti perdere un po’ più tempo a capire come fare delle foto degne della parola FOTOGRAFIA…. il trucchetto di desaturare per rendere la foto interessante è infantile e il più delle volte inutile… Se la foto è priva di significato … non c’è photoshop che tenga…

      ps. poi sono io quello che aggredisce e usa termini offensivi/volgari… bah!

  12. LdS ha detto:

    out, non divagare

    robert

    PS: comunque complimenti, hai scoperto l’acqua calda. sai che non se n’era accorto nessuno che tagliavo le foto, le passavo a photoshop e le modificavo?

  13. ettore maria mazzola ha detto:

    caro Cristiano,
    non me ne volere se posso sembrare noioso e pignolo, ma da quanto leggo, capisco che tu pensi che tutto il “nostro pensiero” (visto che usi il termine “Vostro”) sia solo quello di Nikos. Il fatto che ti scontri con Pagliardini potrebbe, forse, significare che non condividi le cose che dice Pietro, però nè Pietro, né Nikos, nè Tagliaventi, (nè ovviamente me), rappresentano la totalità del pensiero degli altri, quindi sarebbe più giusto specificare che dissenti dal pensiero di Tizio perchè …. e di Caio per …., ma non ritengo corretto raccogliere tutto in un giudizio. Anche a me capita di discutere con Nikos di determinati argomenti, ma questo non significa che io possa buttare nell’immondizia tutto ciò che dice. Le discussioni spesso partono da una mia critica nei confronti del lavoro di Christopher Alexander, che non ritengo possa esser preso come una Bibbia. Penso che, in un periodo di buio assoluto, abbia detto cose ottime, ma devo riconoscere che abbia preso anche moltissime cantonate, e che spesso generalizzi pensando all’architettura e all’urbanistica americana come rappresentazione dell’intero pianeta, arrivando a dare soluzioni assurde (per esempio dire che ogni stanza debba avere due finestre ad angolo significherebbe costruire solo casette isolate, e la cosa non va d’accordo con l’ipotesi di lavorare sull’urbanistica e la geometria degli spazi, ecc.) Per quanto mi riguarda, io ritengo sia fondamentale provare ad ascoltare chiunque, liberi da pregiudizi, politici, religiosi, sociali, ecc, in modo da poter riconoscere il valore (o meno) di ciò che viene detto. Per esempio, quando guardo alla politica, benchè possa dissentire da determinati modi di portarla avanti da parte di chi governa, preferisco dar valore anche alle parole che vengono dette singolarmente, riconoscendo (purtroppo sempre più raramente) quando qualcuno che sento lontanissimo da me in materia politica, dice qualcosa di giusto.
    Cordialmente
    Ettore

    • ctonia ha detto:

      Giusta precisazione, però ammetterai che siete legati da un comune sentire su questioni-base, e non a caso siete parte di un unico gruppo professionale denominato Gruppo Salìngaros che si presenta nel mercato dei servizi professionali (almeno così si deduce dal vostro spazio web).
      In ogni caso, alla prossima.
      ciao
      c

      • mauro ha detto:

        Mi sono letto la teoria di Salingaros, poi l’analisi critica di Cristiano (ordinè, la condivido pienamente, per quanto poco può valere…)…e solo oggi vengo a sapere dell’esistenza del Gruppo Salingaros. Va bene, non sarò aggiornato, mi scuso…Vedo un po’ di cose sul sito web (cosa sarebbe l’architettura senza un sito, vedi R.Moneo…) e apprendo che promuovono (più che legittimo, promuovere la propria attività beneinteso), come nel caso dell’edilizia della pianura bolognese, palazzine, corti, portici, uffici….etc Tutto questa teoria “par fer dal palazzein” diciamo qui a Bologna.
        Sono anni che studio l’edilizia tradizionale di queste zone: ora mi è chiaro “fare delle palazzine”…..nulla di male, ma potevi dirmelo prima Cristiano!!!!!
        Ciao
        Mauro

  14. ettore maria mazzola ha detto:

    già, ma è stato proprio Nikos, di recente, a far notare che, benché ci siano delle idee ed ideali comuni, è altrettanto vero che ognuno ha la propria individualità

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