Assegnati a Milano i Real Estate Awards, gli Oscar del mondo immobiliare italiano
Il progetto “Città del Sole” a Roma promosso da Inpgi, Hines e Parsitalia
si aggiudica il Premio “ Miglior opera di Riqualificazione urbana in Italia”
“… 9 giugno 2010, presso gli East End Studios di Milano, si è svolta l’ormai tradizionale assegnazione dei Real Estate Awards, veri e propri Oscar del mondo immobiliare, consegnati a vari protagonisti del settore nell’ambito di una serata dedicata che si è svolta a margine dell’EIRE, l’Expo Italia Real Estate, la più importante fiera dell’immobiliare in Italia.
Nell’ambito della categoria “Migliore opera di Riqualificazione Urbana” ha prevalso quella denominata “Città del Sole”, l’importante iniziativa di sviluppo immobiliare che sta sorgendo a Roma nei pressi della nuova Stazione Tiburtina nell’aera dell’ex deposito Atac e che vede la sinergia tra INPGI HINES FUND – il Fondo immobiliare posseduto al 100% da INPGI, investitore nell’iniziativa, e gestito da Hines Sgr – da una parte, e Parsitalia Real Estate S.p.A., sviluppatore del progetto, dall’altra.”





Samonà revisited?
Pietro
Quando siamo in presenza delle porcherie e delle porcate, nobilitarle con la citazione e il richiamo all’opera ormai storica dei passati architetti è come dare patente di qual valore alle porcherie medesime.
Oltre a tutto ci sono diversi punti di vista per considerare certe opere, uno dei quali attiene all’impatto sull’ambiente e sulla gestione del territorio. Cosi di questa specie cambiano la vita quotidiana delle persone (quella dei costruttori di sicuro, più quella di chi è coinvolto nelle operazioni…) e modifica il senso della città, a favore della rincorsa ad una ormai obsoleta modernità.
Prendere l’opera in sé e darle più che dignitose parentele significa, secondo me, osservare l’oggetto fuori dal suo contesto senza considerarne le ricadute (magari cadessero…) quotidiane sul vissuto quello vero.
Iesolo con i grattacieli… Urbino con i centri commerciali che minano la piccola economia diffusa, oltre che fare oltraggio al luogo, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità…Con quale lungimiranza le amministrazioni locali si occupano del territorio come fosse il bene di nessuno? Quale tara atavica induce a credere fermamente che il Bene Comune è alla mercè della qualunque, senza reale tutela e senza il rispetto che ciascuno ha per la “roba propria”?
Tutto questo lo dico per dire che il contesto, come il sottostante pensiero culturale che dir si voglia, mi fa dire, e credere, che il dove si pongono gli oggetti ha importanza fondamentale. La Teca dell’Ara Pacis di suo non è brutta, ma che la Teca dell’Ara Pacis messa dove sta messa è una cosa che non c’entra nulla, alla quale purtroppo seguirà la desertificazione a zona pedonale di passeggio di tutta Piazza Augusto Imperatore, ebbene, scindere le facce della questione, sempre secondo me, vuol dire vedere e valutare le cose per quello che sono, e vederne gli aspetti deleteri che incidono nel tessuto urbano e nell’armonia della cittò.
Quelli dei grattacieli fuori luogo non rivisitano nessuno, semmai fanno visite alle stanze del potere e dell’Incultura.
A mio modesto avviso il problema sta proprio nel fatto che questa “roba” è obsoleta e risponde solo ai criteri di resa monetaria.Vabbè che la follia del capitalismo sta nel creare nuovi bisogni e nella ricerca del loro soddisfacimento,di cui siamo quasi tutti schiavi,ma questa è robaccia a tutti i livelli.
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