Jesolo … Dubai leghista …

JESOLO 2012

“Jesolo 2012 è il progetto di riqualificazione della città di Jesolo iniziato nel 1997 con la convocazione del Prof. Kenzo Tange (ideatore del volto giappone moderno) al quale è stato chiesto di valutare i bisogni e gli sviluppi futuri della città di Jesolo.

Lo studio condotto dal Proff. Kenzo Tange ha generato un progetto al quale hanno partecipato progettisti di fama internazionale quali: Richard meier, Bruno Dolcetta, Gonçalo Byrne, Manuel e Francisco Aires Mateus, Aurelio Galfetti, João Nunes, Valter tronchin, Shigeru Iwakiri, Carlos Ferrater, Tiziano Vudafieri, Zaha Hadid.

Nell’anno 2012 è previsto il compimento del riassetto urbanistico della città di Jesolo.

Con questo progetto la città di Jesolo mira a imitare città come Berlino, Las vegas, Milano, Londra, Baltimora, Edimburgo, San Francisco, Tokio, Osaka.

Le quali hanno visto nell’architettura una nuova risorsa che le ha portate al centro dell’attenzione internazionale.”

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2 Responses to Jesolo … Dubai leghista …

  1. massimo vallotto ha detto:

    il progetto urbanistico di Tange, chiamato dall’amministrazione comunale di Jesolo nei primi anni novanta, aveva ben altri obiettivi rispetto a quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.
    Quel che resta infatti del famoso masterplan, che nel corso degli anni ha subito circa 300 varianti di programma, è una cementificazione selvaggia basata su modelli internazionali che stanno mostrando ovunque i loro limiti (Dubai docet, ma anche Miami non scherza…).
    Questa concezione di “sviluppo” ha portato alla perdita della seppur flebile identità che ha accompagnato per oltre un secolo la cittadina balneare veneta. A salvaguardia di quel poco che resta, alcuni cittadini si sono opposti facendo ricorso al TAR, denunciando l’infrazione di regole procedurali tra le quali il mancato rispetto dei vincoli ambientali (che impongono per le nuove costruzioni entro la distanza di 300 metri dalla battigia, il parere della Sovrintendenza).
    Ricorso vinto anche in Consiglio di Stato (a Roma), per cui adesso alcuni progetti di grattacieli, pensati a 10 metri dai tradizionali condomini degli anni’60, andranno rivisti compositivamente rispettando il limite dei 7/9 piani.
    Questa conquista non modificherà nella sostanza quanto già fatto, ma arginerà una tendenza ispirata dai governi regionali degli ultimi 15 anni (costruire in verticale per il Veneto del terzo millennio, sic!) doverosa, dicono, per arginare il consumo di territorio che ha portato la nostra regione al triste primato insieme a Puglia e Lazio in questa specialità: tra il 2001 e il 2008, sono stati urbanizzati 100 chilometri quadrati di aree verdi ed agricole (rapporto ISTAT 2009).

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