La (tagliata) fiorentina … alla Gelmini …

Da Cristiano Cossu: …

“Caro Professore, ormai da diversi anni l’università di Firenze è costantemente sull’orlo della bancarotta finanziaria. Oggi sui giornali leggo un altro appello disperato: http://tinyurl.com/367o8nt
Ho lavorato come assistente volontario (uso un eufemismo politicamente corretto, non è il caso di dilungarsi in questa occasione) nella facoltà di Architettura cittadina per circa 15 anni, e conosco bene corsi, programmi, docenti. Tanto che mi viene da suggerire al preoccupato rettore una soluzione per contenere le spese in maniera drastica, almeno ad Architettura:
– tagliare del 50%, ma anche oltre, il numero dei corsi. Oggi la facoltà di Architettura di Firenze, e con essa buona parte delle altre facoltà di architettura italiane, è elefantiaca, obesa, ipertroficamente rigonfia di corsi, corsetti, corsini, doppi, tripli, quadrupli, dall’utilità prossima allo zero.
– i corsi rimanenti, quelli storici delle tre aree decisive (progettazione, tecnico-scientifiche, storico-umanistiche), ritornino ad essere organizzati sulla base di una severa meritocrazia, e di un’idea di scuola chiara ed indentificabile, e non più su necessità produttive e quantitative del numero dei laureati/anno. Calerà drasticamente la richiesta di iscrizioni, aumenterà la preparazione dei laureati, non ci sarà, tra l’altro, più bisogno di assumere docenti con contratti di diritto privato non retribuiti (un bisogno dettato dell’enorme numero di materie, discipline, corsi e sottocorsi fatti esclusivamente per fingere davanti allo stato un’offerta formativa ricca e abbondante e quindi incassare finanziamenti).
– basta e avanza un solo Dipartimento (si veda ad es. il caso di Bari) con funzioni di coordinamento delle tre macro-aree disciplinari.

Facciamo finta che lo stato italiano sia prossimo alla bancarotta, e mettiamo in pratica idee radicali di rinnovamento. Meno corsi, meno docenti, meno spese, molto più sapere attingibile da chi vuole studiare parecchio per diventare architetto.

Grazie”

C. C.

Credo anch’io che non ci sia altra possibilità per risanare il bilancio e per rientrare nella legalità …

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5 Responses to La (tagliata) fiorentina … alla Gelmini …

  1. RADICAL WOMEN ha detto:

    severa meritocrazia,
    … un’idea di scuola chiara ed “indentificabile” (mi permetto di mettere le virgolette, caro Cristiano)
    sono PAROLE SANTE!!!!!!!!!!

    UN RADICALE RINNOVAMENTO….CULTURALE!
    MAGARI!!!!!!!

    FORSE SE LO CHIAMASSIMO: “radical schic renaissance” farebbe maggiormente breccia nel cuore dei “giovani” di oggi….insomma, per chi non volesse imparare l’inglese: IL Nuovo Rinascimento!
    Tornando anche a Bottega, se fosse necessario, pur di imparare qualche cosa….io sono per il poco ma buono!!!

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    Bravo Cristiano!!!!! Questa volta senza alcun distinguo.
    Non conosco il mondo universitario ma leggo, nella mia città, dei corsi più incredibili, creati evidentemente per sistemare, magari in maniera miserevole, qualcuno e anche più di uno. Ma sono sempre clientele, voti, presa diretta sul mondo della “cultura”, in una parola, egemonia.
    La fantasia sul nome delle discipline non ha veramente limite e neanche pudore! Ma non c’è da meravigliarsi troppo: se c’è un assessore regionale alla Pace….. ci può ben essere un corso universitario sulla Pace e, in cascata, i suoi fantasiosi derivati Anche i funzionari dell’assessorato dovranno pur avere una laurea specifica!
    Sentire uno che, in un modo o nell’altro, appartiene o è appartenuto a quel mondo che scrive le cose come stanno è straordinario e degno di essere appuntato sul calendario delle ricorrenze.
    Ciao
    Pietro

  3. Cristiano Cossu ha detto:

    ciao Pietro, grazie per la solidarietà :-)
    saluti anche alla classicadonna!

  4. Sergio Cardone ha detto:

    Mi permetto di aggiungere solo un’appendice alla ricetta di Cristiano Cossu:
    – rivedere seriamente la politica di reclutamento dato che le attuale procedure di valutazione comparativa sono in molti casi delle emerite pagliacciate.

    Siamo già oltre la frutta…al dessert. Anzi all’amaro.

  5. Cristiano Cossu ha detto:

    Sergio, su questo non posso far altro che confermare il tuo giudizio. Spero che le recenti modifiche alla normativa influiscano in meglio, ma ho paura che non basteranno!
    ciao
    c

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