Emanuele Arteniesi ci segnala questo passo di Savinio: …
“Molto Boecklin sacrificò a Bacco Lieo. L’amore del pittore per il dio “che scioglie” era un amore giovanile, risaliva al 1850, al tempo in cui Boecklin, assieme con altri pittori amici, lavorava nello studio della passeggiata Ripetta, e il vino, nella Roma percorsa dalle braghe rosse degli zuavi, costava quattro soldi al litro. Le ricreazioni stesse erano vinose, le gite fuori porta, le soste all’osteria del Mezzo Miglio, a Porta Pia, all’osteria Marozzi, all’osteria del Carciofolo, alle terme di Caracalla; quelle gite che allo svago associavano la contemplazione della natura e le feconde dispute sull’arte. In uno dei suoi autoritratti, Boecklin regge nella destra un bicchiere colmo di liquido rubino. Talvolta si ricordava che era svizzero, e assieme alla moglie andava alla birreria Albrecht, in via Capo le Case.”
da: Alberto Savinio Narrate, uomini, la vostra storia.





