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Ogni tanto fa bene agli occhi e alla mente guardare un immagine classica (protopostmoderna), specie se disegnata e non renderizzata.
Forse a Dubai innalzerebbe il livello dei grattacieli che si concepiscono quotidianamente.
Un pò di Loos per tornare coi piedi per terra ci fà bene.
Mi ricordo la prima volta che vidi questa immagine. “Accidenti!” mi dissi ” Questa é dunque l’architettura! Fantasia, sguardo lucido e piedi per terra!”
In verità, a me il Loos della colonna dorica non è mai piaciuto. Anzi lo trovo in contraddizione con la sua migliore architettura viennese.
Preferisco Castelforte.
“Il post-moderno è l’unico movimento che è riuscito a coniugare la pratica dell’architettura con la pratica del panico”
Rem Koolhaas
La cosa affascinante di questa immagine è secondo me il disegno, non tanto l’idea che appare più una provocazione più che una scelta progettuale vera e propria.
Inoltre non credo che Loos pensasse già al superamento del moderno infatti la scelta dello stile dorico rappresentava il miglior esempio di architettura moderna, essenziale, spoglia da qualsiasi ornamento.
Perchè lo trovi in contraddizione, Isabella? Primo: Loos non aveva nulla in contrario all’uso della colonna, vedi, é banale dirlo, la Casa di Michaelerplatz dove l’aspetto decorativo si limita all’uso del marmo cipollino mentre il capitello é un semplicissimo echino. Secondo: Loos, nel concorso di Chicago, prende ispirazione da una essenziale colonna dorica, non certo da una decorativa colonna ionica o, dio ce ne scampi, da una corinzia. Che poi il vincitore, americano, del concorso per il Chicago Tribune abbia vinto con un opera che estrae lo slancio prometeico verso il cielo dello skyscraper dall’architettura gotica lo trovo comprensibile. Loos, europeo, nato suddito imperiale, mi immagino abbia voluto celebrare, più simbolicamente, con la colonna dorica il sogno di una nuova Repubblica più democratica (che cosa di più democratico della libera stampa?) e di un Nuovo Mondo basato sui diritti dei cittadini. Non per niente, ricordo la fortuna che la colonna dorica, o nella sua versione tuscanica, ebbe nell'”architettura della Rivoluzione Francese”, la rivoluzione dei citoyens, con le opere di Ledoux e Boullèe. Che poi, per inciso, la Rivoluzione Francese si sia esaurita con il ritorno all’ordine napoleonico così come la Rivoluzione d’Ottobre si sia esaurita con il dispotismo staliniano, dimostra ad abundantiam il successo della Rivoluzione Americana che, basata su valori più solidi, Loos voleva celebrare.
Sergio43, per me la colonna è il massimo simbolo del sostenere il tetto per coprire uno spazio da abitare, che, insieme ad altre colonne, ritmicamente raduna una porzione di spazio esterno rendendolo interno. Abitare in una colonna-grattacielo con le finestre nelle scanalature è un virtuosismo celebrativo, da un lato della tecnica che tutto rende possibile dall’altra della classicità da esportazione. Apprezzo,invece, la doppia caratteristica dell’architettura viennese di Loos: rigorosa semplicità geometrica all’esterno a favore dell’articolazione volumetrica e ricchezza decorativa all’interno.