La Palazza … va in montagna …

La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) - 2

Riceviamo da Danilo Corradi e volentieri vi giriamo: …

“Gentile Professor Muratore,
prima di disturbarla ancora una volta mi scuso per la delirante mail che le ho inviato ieri…rileggendola, l’ho trovata piena zeppa di errori e carenze, dovute per la più parte alle condizioni “disagevoli” (avevo un lavoro “aperto” e stavo lottando col mio gatto, nda) in cui è stata redatta…

“Prefazione” alla presente, però, debbono essere i miei RINGRAZIAMENTI per aver “dato ospitalità” alle mie foto sul suo (ormai MITICO!) blog…titubante fino alla laurea nel giudicare pubblicamente opere “altrui” [tra me e me ragionavo, plus minus, come segue: “Tu, Danilo, sei architetto? No! E allora non giudicare l’opera altrui!”] tuttavia un mio giudizio, sulle chiese che le ho mostrato, l’ho sempre avuto…e così ho sempre visto come un’offesa gratuita alla montagna il chiesone brutalista di Sassotetto o la straniante cappelletta (o cappellata??? …mistero…) di Coldipastine. La prima perché – ai miei occhi – arrecava una vera e propria offesa alla sacralità (quella sì, sacra!) della montagna, la seconda perché “marziana” rispetto al “presepio rurale” rappresentato dall’abitato di Coldipastine, “gemello” di mille altri che la Storia ha disseminati tra le increspature dei Sibillini e che, una chiesa (?) del genere, non l’hanno mai vista!
Infine – forse complice l’epoca in cui venne edificato – il campanile di Piediripa (campanile, peraltro, di una chiesa forse ancora più brutta ma che – AHIME’! – maldestramente non ho fotografato!) m’ha sempre fatto pensare alle prime imprese spaziali…agli Sputnik, più che ai campanili romanici – che so? – della vicinissima abbazia di San Claudio al Chienti, la cui “scoperta” devo al prof. Bozzoni…
Se però per un campanile costruito tra i ’60 e i ’70 l’entusiasmo “fantscientifico” POTREBBE QUASI essere “comprensibile” (in fondo Gagarin e i viaggi sulla luna potrebbero aver esaltato più di una matita…), ciò che OGGI non credo sia più giustificabile è il perpetuarsi di certi “affronti” al paesaggio italiano in genere e marchigiano in specie…in una delle mie ultime “sortite picene”, trovandomi presso il centro commerciale Cityper di Piediripa, ho avuto una visione…quasi un incontro ravvicinato del terzo tipo…
A tutta prima, notando la strana costruzione svettante sulla sua collina, ho pensato si trattasse di un minareto di una nuova moschea (lì per lì nulla a che spartire, a memoria visiva, col garbo col quale Portoghesi ha inserito la sua moschea a Forte Antenne ma…ma una moschea vicino alla “papalina” Macerata??? STRANO!!!)…ma, immediatamente dopo, il pensiero è corso alle rampe di lancio dei missili…roba come Sputnik o Saturn V…roba da Cape Canaveral, piuttosto che da campagna marchigiana…
Una volta rientrato a Roma, con più tempo per “scartabellare la rete”, sono venuto a conoscenza del fatto che la rampa lanciamissili fosse la chiesa – con annesso seminario – “Redemptoris Mater” (a tal proposito, le segnalo la visione del seguente link –

http://www.youtube.com/watch?v=t_yEFj0TCLE&feature=channel_page) …a quel punto, oltre a versare calde lacrime al ricordo della chiesa di Lambertucci a Consalvi (cui mi recai in “architettonico pellegrinaggio” qualche anno fa riportandone la bella sensazione di aver visto una delle – rare – opere rispettose del “genius loci”), non ho potuto fare altro…
Infine, se avrà avuta la pazienza di sopportarmi leggendomi sin qui, LA RINGRAZIO e chiudo queste righe con un ultimo “regalo” che gli anni del boom hanno fatto alla povera Sibilla (intesa come “protettrice” dei Sibillini nonché leggenda storicamente documentata, nda)…mutuando il termine direttamente da lei, ho chiamato i due files in allegato
“La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) – 1” & “La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) – 2″…
Praticamente “dirimpettaie”, nella realtà, e con lo sguardo rivolto alla costa adriatica le palazze che vedrà costituiscono l’80% dell’abitato di Sassotetto, borgo “degnamente” completato dall’ormai ben nota “chiesa” sita più a valle, a circa 1 km di distanza (da tutto ciò ne deriva che, se “qualcuno” da Recanati vedeva “…e quinci il mar da lungi, e quindi il monte…” le protagoniste degli scatti in questione sono BEN VISIBILI anche da mooolto lontano…).

Non proseguo oltre.
Terminata – ahimè! – l’università lei è ormai il mio “prof d’elezione” e, quindi, non mi resta che dirglielo: GRAZIE, PROF MURATORE!
Cordiali saluti”
D. C.

La palazza va in montagna (Sassotetto di Sarnano) - 1

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1 Response to La Palazza … va in montagna …

  1. manuela marchesi ha detto:

    Ho cercato e trovato in rete la chiesa di Lambertucci a Consalvi e mi è venuto da dire : la fierezza dell’umiltà. La fierezza del rispetto del luogo e del senso a cui l’edificio è destinato, sentimenti oggi rarissimi sia nel costruito che, probabilmente, anche nella gente che usa il costruito. Indubbiamente è molto facile godere della fama della polemica che, per sua natura, ha sempre due schieramenti contrapposti, i SI e i NO, che amplificano nome e fama dei progettisti; in più il timore di non essere “moderni” e “colti” (parlo del pubblico fruitore) lascia molto spazio al plauso per progetti opinabili e invadenti.
    Secondo me c’è molta paura di fare la figura dell’ignorante privo di strumenti di giudizio e di cultura per formulare un pensiero articolato…Se poi si aggiunge la china ormai quasi verticale verso l’omologazione del gusto e del giudizio, allora ecco fatto il passe-par-tout del quadro di questo momento. (Il quadro non meriterebbe né cornice né altro, solo una puntina a una punta sola…)

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