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Qualunque cosa sia ‘sta cosa, sta a dimostrare che il concetto informatore e motore della faccenda è solo e soltanto il bisogno incoercibile di lasciare un segno, quale che sia.
Vedo nell’ultima immagine un bimbo che cerca lo sguardo dell’adulto, e l’adulto che ha un atteggiamento protettivo e rassicurante nei riguardi del piccolo. Più a destra, a ridosso del coccodrillone rosso, un suonatore di strada spera in un obolo per la sua arte.
E’ una scena metafisica, un’astrazione materializzata dello scollamento uomo-ambiente-senso delle cose.
E per farmi una risata passo alla prima foto dove, terrorizzato dal coccodrillo rosso, e disorientato dall’inclinazione del pavimento, un pover’uomo si aggrappa ad una pertica storta e malsicura.
La foto centrale mostra un volonteroso che dà da mangiare a pesci senza acqua, come se ne evince dall’assenza dell’acqua stessa.
Per finire mi domando: “cos’è questo strano manufatto?”
l’ho guardato per tutto il tempo in cui er ain costruzione…mi sono sempre chiesta di che cosa si trattasse. ma la cosa più grave è che quei lucernari (sottospecie di lucernari) si elevano dal marciapiede, quasi a voler simulare un movimento tettonico di una parte della strada che se nn ricordo male serviva per i pedoni…attenzione a nn inciampare