Riceviamo da Nikos Salingaros …
In difesa di Franco Purini
“Mi sembra eccessiva la critica che si è elevata contro Franco Purini. I due edifici realizzati a Ravenna e a Gibellina non sono male. Anche io, un demolitore professionale di progettazione presuntuosa non trovo molto da criticare in questi due edifici di quattro piani: li trovo piuttosto normali e non vedo un elemento che possa contribuire ad una inadeguatezza funzionale. La forma degli edifici è modesta e adeguata, mentre l’innovazione che risiede nei dettagli non rovina la funzione dell’edificio. Certo, io avrei progettato altri edifici, e sicuramente avrei utilizzato un altro linguaggio delle forme per l’ornamentazione (mi riferisco alla trave aggettante che buca la gronda).
Mi incuriosisce questa critica molto forte, che si è levata contro l’amico Franco, quando abbiamo dei mostri edilizi che invadono l’Italia. Dov’è la critica contro tanta mostruosità: perché gli stessi critici stanno zitti di fronte ai crimini contro l’architettura? Per non citare nomi specifici, conosciamo tanti lodati grattacieli, sedi universitarie, e anche chiese che hanno un aspetto satanico. Perché ve la prendete con Purini? Lo stato attuale dell’architettura ignora gli edifici modesti per lodare tutti quelli che fanno più rumore e sono dissonanti al massimo grado.
Io vedo nel futuro un’architettura che mette al centro l’uomo, cioè, un’architettura coerente con il contesto e piacevole per gli utenti. Un’architettura intelligente che utilizza le nuove tecnologie per uno scopo preciso migliorando la qualità della vita. Quest’architettura dev’essere necessariamente modesta: l’opposto di cosa vediamo nelle riviste. L’adattamento architettonico è escluso fin dall’inizio nei progetti delle archistar.
Non credo che i musei storti e sbilanciati saranno con noi tra un secolo, perché ultimamente giudicati inutilizzabili. Dunque, quale esempio dell’architettura della nostra età sopravviverà? (E ci sono tanti ossessionati con l’architettura che «esprime il proprio tempo»!) Forse sopravviverà un edificio che si è utilizzato continuamente per cento anni, perché davvero funzionale e non dannoso? Forse una farmacia in Italia?
Stimati colleghi, per piacere, se vogliamo un’architettura migliore, fate attenzione dando importanza e valore agli edifici piuttosto modesti, condannando la superbia architettonica con l’invettiva che merita.
Saluti a tutti”
Nikos
“Per un’architettura migliore” … “l’uomo al centro” …
questa … ci sembra proprio di averla già sentita da qualche parte …
caro Nik …





Il problema che ha creato Purini è quello del copyright del Kubo.Con le veline che corrono, c’è poco da scherzare!
Mi sembra una difesa molto italiana, caro prof. Salingaros… L’amico Franco, ah!, quant’è bravo l’amico Franco!
baci
GM
“Ancora una volta … l’Uomo al centro … altrimenti … dove? …”
Beh, centro-destra, o centro-sinistra, dipende dai momenti e dalle opportunità :-)
Saluti Professò!
cristiano
infatti il progetto del grattaciello del Castellaccio è molto bello. Spero di vederlo realizzato. Non ci passo da tempo. Mentre quello che negli scorsi decenni è stato costruito è quella inguardabile porcheria che gli sta intorno. a parte Decima.
Saluti
chiaro che è grattacielo. maledetta tastiera !
Domanda: il grattacielo del Castellaccio ( roma 2 ) di cui parla ammirato m.gabrielli rientra negli esempi di quell’architettura modesta di cui parla l’amico di Purini il professor Salingaros?
purini è ancora in cattedra! ecco………, nn facciamo come loris rossi nn aspettiamo che compia ottantnni per digli che è stato un disastro per l’architettura; Salingaros, la smetta di dire sciokkezze……. Purini è una vera skifezza, in qualsiasi cosa abbia realizzato….., la casa del farmacista! oddio….posso dire purtroppo….io c’ero…….è pessima! tanto piu che è stata un modello di architettura per giovani studenti: l’avesse fatta un gometra pretenzioso di gibellina, nessuno se ne sarebbe accorto…….., neanke lei caro nik tempesta!.
io guaio è che qst blog lo leggiamo solo noi, vecchi nostalgici dell’ARCHITETTURA, nn lo leggono nè gli studenti nè gli amministratori, gli uni che dovrebbero cacciare queste archistar al glutammato dalle università e gli altri che nn dovrebbero piu deliberarne alcun incarico professionale….., chiuso il bisinesssss, nn ci sarebero piu neanke i vari nik tempesta a propagandare le loro porkerie ………..
sostengo la tesi di sgarbi di stamattina: NON LASCIAMO LA RICOSTRUZIONE IN ABRUZZO IN MANO A FUKSAS.
facciamo fare agli abruzzesi, tanto dalle esperienze passate, nn sarà senz’altro una occasione mancata per larchitettura e l’urbanistica
“Certo, io avrei progettato altri edifici, e sicuramente avrei utilizzato un altro linguaggio delle forme per l’ornamentazione”
Scusate l’ignoranza e senza voler fare polemica, ma il signor Nikos Salingaros è architetto?
Caro Prof.Salingaros, lei sa cos’è una Purinata? esiste anche della letteratura a riguardo.
A Alberto Becchettini:
Un po’ problematico, perché io sono contro il grattacielo come tipologia edilizia.
Detto ciò, Purini può diffendere il suo grattacielo da solo. Io mi riferivo agli edifici modesti di Ghibellina e Ravenna. Almeno il grattacielo è diritto e non fa stupidi contorsioni.
Cordiali saluti,
Nikos
«Certo, io avrei progettato altri edifici, e sicuramente avrei utilizzato un altro linguaggio delle forme per l’ornamentazione (mi riferisco alla trave aggettante che buca la gronda).»
Non riesco a seguire il pensiero critico di Nikos Salingaros.
È possibile parlare in questi termini di architettura, così ne parlano al bar gli architetti del copia/incolla, gli ingegneri del mq e i geometri artisti.
Non credo sia un linguaggio da critico.
«Dov’è la critica contro tanta mostruosità: perché gli stessi critici stanno zitti di fronte ai crimini contro l’architettura?»
Una domanda: qual è sono questi crimini contro l’architettura?
La loggia di Arata Isozaki;
La Torre Eurosky di Franco Purini;
L’Ara Pacis di Richard Meier;
L’auditorium di Ravello di Oscar Niemeyer.
O
I quartieri delle nuove centralità a Roma costruite dall’imprenditore Caltagirone;
L’hotel abusivo costruito sulla battigia di Porto Empedocle;
Le prime/seconde/terze case costruite intorno al Vesuvio;
Il Villaggio Coppola costruito a Pinetamare al posto di una pineta di Ottocentosessentatremila metri quadrati dalla famiglia camorristica Coppola.
Mi piacerebbe una sua risposta arguta e criticamente valida.
Perché non capisco il valore critico dell’architettura modesta e la difesa dell’amico Purini.
Credo che la lettera di Purini fosse ironica, il problema sono dei muratoriani che hanno un pessimo senso dell’umorismo.
Sono impulsivi, populisti e un po’ bisbetici.
Saluti,
Salvatore D’Agostino
“La sfida del Sindaco per rifare l’Aquila : chiamerò le archistar”
Così’ la dichiarazione del Sindaco Massimo Cialente su il Corriere della Sera del 13/05/09. Forse per questo chiede che agli italiani sia imposta una tassa di scopo: per pagare le parcelle milionarie delle archistar. E ancora: “ridarò l’Aquila più bella di prima. Sono convinto che il progetto possa andare in porto, ma serviranno soldi, tanti soldi. Perciò serve la tassa di scopo per avviare subito i cantieri” ‘A sinneco, fossimo matti a dare i nostri soldi alle archistar! Vi dirò che mi sta passando la voglia di solidarietà per la ricostruzione dell’Aquila, se servono per alimentare il mercato miliardario delle archistar. Più bella che pria, mi ricorda un noto comico italiano .
Brava Isabella Guarini!!! Non avevo colto in effetti il piccolo dettaglio di voler mettere le mani nelle nostre tasche per pagare le archistar che il sub-commissario alla ricostruzione del Centro Storico intenderebbe chiamare, essendo noto il fatto che questi signori sono adattissimi alla ricostruzione della memoria delle città.
Io spero che gli aquilani ci pensino da soli a far rientrare questo idea sciagurata, anche se mi rendo conto che in questo momento e per lungo tempo avranno altre cose cui dedicare la loro attenzione.
Al sub-commissario consiglierei una telefonata al sindaco di Gemona al tempo della ricostruzione e un’altra all’architetto del comune, del quale purtroppo non ricordo il nome, che allora sovrintese all’opera di numerare pietra per pietra per ricostruire “com’era e dov’era”.
Se continuasse con la sua idea è chiaro che non ha una grande considerazione della qualità della sua città, visto che intende cambiarne i connotati e in questo caso non solo non dovrebbe fare il sub-commissario e il sindaco ma sarebbe meglio tornasse alla sua professione medica.
Saluti
Pietro
Un aggiornamento: leggo adesso che anche l’Unità è contraria alla proposta delle archistar a L’Aquila, e mi sembra un’ottima notizia.
Non solo: il nuovo giornale di Piero Sansonetti, l’Altro (la sinistra quotidiana), riconosce che Vittorio Sgarbi ha ragioni da vendere, schierandosi cioè anch’esso contro il sub-commissario. E questa è una notizia ancora migliore perché il ragionamento è più articolato e di carattere più generale. Purtroppo l’articolo non è in rete ma credo si possa trovare nella rassegna stampa del Parlamento, che è libera e aperta a tutti.
Saluti
Pietro
Per uscire dal ghetto “bello-brutto, mi piace non mi piace ” c’è da dire che le parole città e civiltà hanno la stessa radice ( e forse lo stesso futuro ) e che quello che stanno diventando le metropoli oggi non è paragonabile alla Vicenza del Palladio per esempio. Un Capitalismo nascente con quello in via di putrefazione. Il grattacielo è forse la forma di massima ottimizzazione economica di un tipo edilizio (dove si può anche ottenere un eccellente risultato formale) ed è perciò che in questo sistema economico sociale ha successo. La civiltà del Capitale ha poco a che vedere oggi con la Civiltà intesa come rispetto dei diritti di tutti , come diritto alla bellezza ,come diritto a tutti i diritti,per tale ragione vediamo cttà sbagliate, o brutte che inseguono il massimo profitto e non la civiltà
I medici sono notoriamente presuntuosi , perché pensano di possedere tutto lo scibile umano.Non amano le cure omeopatiche e si affidano sempre più alle pratiche artificiali, devastanti la natura del corpo umano. Anche il Sindaco-medico intende ricostruire l’Aquila con protesi high tech fornite dalle archistar. Così l’Aquila apparirà la più siliconata città italiana, come le tante veline mediatiche dei giorni nostri. .
——-È possibile parlare in questi termini di architettura, così ne parlano al bar gli architetti del copia/incolla, gli ingegneri del mq e i geometri artisti.
Non credo sia un linguaggio da critico.
S. D’Agostino——–
Ma Salingaros non è un critico dell’architettura, e credo di averlo dimostrato nel secondo numero di Ordinè, con un articolo (primo di una serie) dedicato al suo pamphlet “Il Fondamentalismo geometrico”. A mio parere si tratta di uno dei più sopravvalutati studiosi di architettura del panorama contemporaneo, che si è inserito perfettamente in uno dei due poli del battage pubblicitario mondiale “archistar vs no-archistar”. Senza archistar non c’è no-archistar, e viceversa. The show must go on!
ciao
cristiano
Il problema non è ( almeno credo ) se Salingaros sia un arcitetto e/o meno un critico d’architettura; quindi può dire legittimamente le sue opinioni e tentare di sopravvivere alla lettura di Cristiano Cossu. Il problema è che è che Salingaros usi quale elemento di valutazione di un grattacielo una sorta di ” riduzione del danno” dicendo che “almeno è dritto e non fa stupide contorsioni”. Solo un po’ più elegante del riferimento “fallico” fatto da papi ai grattacieli dell’Expo milanese. Credo che il grattacielo di Purini meriti come lettura critica qualche cosa di più dell’essere dritto così come, penso, che le citate opere a Gibellina, meritino qualche cosa di più dell’essere riconosciute come modeste. O forse basta, il riferimento di Nov.GQ “Caro Prof.Salingaros, lei sa cos’è una Purinata? esiste anche della letteratura a riguardo..? Io non lo so cosa s’intende con ” purinata” così continuo a guardare al lavoro di Franco Purini con attenzione. Se è disdicevole e/o pericoloso avvertiteci… .a.b.
—-Ma Salingaros non è un critico dell’architettura, e credo di averlo dimostrato nel secondo numero di Ordinè, con un articolo (primo di una serie) dedicato al suo pamphlet “Il Fondamentalismo geometrico”. A mio parere si tratta di uno dei più sopravvalutati studiosi di architettura del panorama contemporaneo, che si è inserito perfettamente in uno dei due poli del battage pubblicitario mondiale “archistar vs no-archistar”. Senza archistar non c’è no-archistar, e viceversa. The show must go on!
ciao
cristiano —-
A me pare invece che lei stia sfruttando la battaglia tra i due schieramenti per farsi pubblicità. Pure alla sua rivista.
Secondo me, è lei invece, uno dei più sopravvalutati professori della storia. E’ poi quanta arroganza! Tutti che sanno tutto, tutti che hanno la loro insidacabile e ultima verità!
Questo si che è parlare da bar.
Da non architetto credo più alle parole esatte e confutabili di uno scienziato quale Salingaros, che alle pseudo opinioni di questi tipici architetti italioti, molti dei quali immagino rifletteranno al massimo 2 minuti su di un argomento per poi permettersi di esporre la “propria” “opinione”.
Sull’onestà intellettuale di molti architetti, poi ho grandi dubbi: credo che quelli intelligenti abbiano capito la bontà delle idee di Salingaros……Ma hanno anche capito che ad appoggiarlo, per ora, non ci si guadagna niente, ma anzi ci si perde…
(vedi come molte persone che commentano hanno cambiato repentinamente opinione al riguardo)
Come dice Mourinho: prostituzione intellettuale……
Grazie Michele per avermi scambiato per un Professore, ma purtroppo non lo sono. Sono un architetto che pensa con la propria testa e ogni tanto scrive il suo pensiero, anche su Salingaros e su altre faccende. Si, voglio fare “pubblicità” alla mia rivista, è reato? E’ immorale? Credo di no, anche considerando che si tratta di una pubblicazione a diffusione gratuita a disposizione dei ricercatori in composizione architettonica. Chi la vuole se la scarica, chi non la vuole la lascia dov’è.
Entrando nel merito del pensiero di Salingaros, se vuole ospiterò sul prossimo numero di Ordinè un suo articolo sul lavoro del matematico americano, purchè di livello adeguato ai temi in questione. Sarei curioso di capire cosa pensa al di là degli insulti; segnalo infine che non mi sono ancora prostituito, nemmeno intellettualmente. Le assicuro dunque che il nome di Mourinho è da lei citato molto appropriatamente, ma nel senso opposto a quello che pensava. Szero tituli, mi dispiace… :-)
Arrivederci
cristiano
Negli anni ’80 gli architetti capirono di doversi posizionare nel flusso di danaro o era meglio cambiare mestiere. Me lo disse uno che in precedenza aveva altre convinzioni! Ora il problema è che quel flusso ha prodotto solo massimo profitto e poca architettura, in spregio ad ogni diritto alla civiltà. Tutto ciò che può mettere in crisi questo circolo vizioso è un servizio reso anche all’architettura, che in queste condizioni non può esistere e progredire a parte casi sporadici.
Premetto che, a mio parere, un blog non andrebbe mai utilizzato per difese o attacchi personali, ma per sostenere argomenti (legati poi a persone che qui intervengono e che non hanno cero bisogno di esse difesi da me…).
L’intervento del M. Marconi denota una certa arroganza nel sostenere le sue argomentazioni in quanto non conosce ciò di cui parla (ma l’ignoranza – letteralmente da ignorare – si può sempre “colmare”…). Se avesse letto i due numeri di Ordinè (e qui faccio io pubblicità all’Arch. Cossu …il suo lavoro lo conosco dai tempi dei corsi del compianto Prof L.Massi) M. Marconi avrebbe avuto modo di apprendere quale sia il centro della della discussione, nel valutare il dibattito sull’architettura delle Archistar o sul valore, o meno, del critico in questione: l’aspetto COMPOSITIVO DELL’ARCHITETTURA. La rivista di C. Cossu riporta al centro della critica architettonica la tematica compositiva con testi approfonditi (e “colti”, altro che bar….) che denotano, e qui il sig. Marconi si sbaglia ancora, un punto di vista, “minoritario” (purtroppo minoritario…la composizione è una tematica cancellata dal “dibattito” sull’architettura) e che non cerca certo i “facili consensi”di una pubblicistica da rivista patinata…..Questo per chi conosce le tematiche affontate da quei Corsi Universitari.
Faccia uno sforzo, Egr Marconi, li scarichi i files, sono gratuiti….ma attenzione la composizione è una tematica faticosa e tremendamente difficile…..Si fa prima a leggere Domus, peraltro a pagamento….
saluti
FdM
Cristiano, fai benissimo a pubblicizzare le tue idee, altrimenti uno scriverebbe in un diario celato nel cassetto.
Purtroppo, e lo dico senza alcuna ironia, ho provato più volte a scaricare i tuoi scritti ma, se non è cambiato qualcosa dall’ultima volta, non mi è mai riuscito. Evidentemente, se altri ci riescono è colpa mia ma, almeno un po’, dev’essere a causa di una certa macchinosità del sistema.
Posso chiederti di mandarmeli per e-mail, visto che sono pubblici, tipo news-letter?
Grazie
Pietro Pagliardini
Mi dispiace Pietro! Ammetto che il download dal sito Lulu non è immune da una certa macchinosità :-) Però se segui le istruzioni che ho scritto nella pagina principale devi solo pazientare un pò ma ce la fai: http://stores.lulu.com/cristianocossu.
In ogni caso ti sto mandando un link per scaricarli direttamente.
ciao e anche per te vale l’invito a scrivere qualora ci fosse l’interesse
cristiano
a proposito del commento di franco di monaco. Trovo che effettivamente l’intervento di m.marconi denotava una certa ignoranza (…nel senso di …colmabile) perlomeno del fatto che la rivista è gratuita. Neanch’io conoscevo questa rivista, è stata un occaione per scoprirla. E a questo proposito penso, gentile franco, che non è solo la composizione una tematica cancellata dal dibattito…ma a me sembra che, più in generale, è proprio l’approfondimento un tema cancellato dal dibattito culturale attuale. Non vorrei apparire snob o nostalgico…