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Bella l’epoca prima del calcestruzzo armato… Spero in una feroce e globale crisi dell’acciaio!
ciao
c
ma insomma, perke ce la prendiamo solo ora con aldo loris rossi? quando oramai alla veneranda età di 74 anni nn piu nuocere?, ed invece, quando faceva queste cose oscene gli abbiamo permesso di pontificare da una cattedra universitaria e ditruggere giovani menti di architetti in fieri e territori inermi?
dovremmo sempre avere il coraggio di dire anche a chi conta che è un imbecille se lo è davvero!
Ce la prendiamo solo ora perchè in Italia “si fa così”. Si denigra il passato per non offendere nessuno. Poco importa se si offendono grandi architetti come Aldo Rossi o Le Corbusier. Oggi pensiamo di fare delle grandi cose ma dovremmo umilmente continuare a imparare molto da quei maestri.
master………, nn ho capito!!!!!!!!!!!!!!
Paolo ha scritto a questo blog martedì, 12 Maggio 2009, ore 18:51:24: “perke ce la prendiamo solo ora con aldo loris rossi? quando oramai alla veneranda età di 74 anni nn (può) più nuocere?, ed invece, quando faceva queste cose oscene gli abbiamo permesso di pontificare da una cattedra universitaria e diStruggere giovani menti di architetti in fieri e territori inermi (come a Bisaccia/2)?
dovremmo sempre avere il coraggio di dire anche a chi conta (e poi non Sconta) che è un imbecille, se lo è davvero!”
Eldorado risponde, tra un caffè e un cornetto domenicale:
“Perché si è fatta inchiesta. Perché i riflettori (dal verbo riflettere collettivamente) hanno illuminato per un momento questa dimenticata e costosa pagina dell’architettura statalista prima repubblica. Con repliche di assestamento odierno, temo.
E ciò perché la terra ha tremato a L’Aquila. E si è aperto quindi uno spazio editoriale d’attualità per il ricordo critico. Per l’opinione condivisa. Memorie sul non memorabile terremoto d’autore nostrano (prevalentemente) universitario. Fatti nostri per illuminare beneficamente le “puntate precedenti” l’oro. Quelle degli aquilotti e ciucciuvettole d’architettura avveniristica sociale. Per mettere a fuoco-web le cose e case, oscene e osceme, nate da tanti interessati imbecilli.
Tutte illuminazioni scritte e flash fotografici fatti meritoriamente, coi suoi poveri mezzi, da questo archi-blog. Inchiesta rigorosamente non accademica, redatta in diretta. Per una sorta di Chi l’ha vista l’architettura? Meglio, di Com’è andata a finire dopo il progetto? (della serie: consegna il progetto, incassa la parcella e scappa). Cornuti e mazziati. Terremotati e riprogettati. Invece bisogna sempre tornare sul luogo del delitto. C’è sempre qualche traccia e indizio non repertato, in quel tempo critico.
Perché, appunto, il tempo inesorabile che scorre -al contrario di quello di tanti finti bombaroli dell’architettura tuttocerchi e tuttosfera- è galantuomo. Nulla si crea e nulla si distrugge. Ma tutto si trasforma, sul web. E i muratorini mi paiono di buona memoria liquida. E non liquidabile, forse.
Un consiglio, infine: vorrei andare a mare, ma il tempo è bruttino. Che fare? Che dite? Mi faccio uno shampoo d’architettura anni settanta e me ne vado in Irpinia con garbo e Gaber?, Nella Bisaccia allora lorissata?
maurizio gabrielli ha scritto, martedì, 19 Maggio 2009 alle 11:14:10:
“Negli anni ‘80 gli architetti capirono di doversi posizionare nel flusso di danaro (pubblico) o era meglio cambiare mestiere. Me lo disse uno che in precedenza aveva altre convinzioni!” Aggiunta di Eldorado a fine giornata: “E i denari, si sa, fanno venire la vista anche ai cecati d’architettura. E l’occasione va colta sull’albero, anzi alla radice terremotata. Altrimenti cade a terra e si schiatta. Tutto ‘o lasciato è perduto!! Per visite oculistiche su misura e rilascio patenti guida-edilizia ai cecati rivolgersi a chi di Dovere e d’Ordine (del giorno).”
Loro dell’Aquila terremotata o l’oro del terremoto dell’Aquila?