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Allora:
qui c’è quasi tutto !
-Un “omaggio” alle sfere di Pomodoro, riempito, l’ “omaggio”, con sculture di sapore Rodin-Canevari, ossia romanticovirilfascista (scusandomi con gli artisti del periodo che nel loro periodo stavano…e molto bene)
– Un orologio da comodino epoca Brion Vega che insiste su
-un triangolo giustamente raddoppiato che
-a sua volta si regge sul quasi nulla, essendo appoggiato e non posante sui pilastri che reggono l’orologio Brion Vega.
Poi vedo a destra un’ampio terrazzo fitto di pilastri e travi possenti che reggono il cielo sovrastante.
In fondo appare una modesta casetta a due piani e di color normale, bagnata dalla luce di un sole basso. E in fondo ancora, laggiù, coperte dal passaggio dell’orologio, si intravedono le montagne, anch’esse scaldate dalla luce obliqua e calda…
Questo è ciò che vedo dalla foto, non conosco l’originale. E questo ho descritto.
trovo vero ciò che scrivi manuela marchesi. Io vorrei aggiungere che l’edificio ha un che di paradossale, come se non fosse finita la costruzione. Capita spesso che alcuni progettisti non riescano a dominare gli elementi del progetto: vogliono inserire molti elementi affastellati ma non riescono poi a dare una coerenza al tutto. In questo edificio, per esempio, il cubo, il timpano sottostante, il portico addossato, il “terrazzo fitto di pilastri e travi possenti” ecc sembrano parti di altri edifici staccati ed assemblati alla buona.
Se poi devo dirtela tutta in realtà io non saprei definire la “coerenza” degli elementi di un edificio, certo in questo non ce la vedo.
Ma dove si trova questo edificio?