Riceviamo da Giuseppe Centauro … “l’appello della prof.sa Lina Guadagni, presidentessa del comitato che si è mobilitato da tempo per difendere l’opera e il paesaggio di Piero della Francesca nel territorio di Monterchi.
Una chiamata urgentissima che invita gli uomini di cultura ad alzare forte la protesta per l’incongrua sistemazione che si paventa a breve (ndr. la decisione pare già essere stata presa dall’attuale Sindaco!) per la Madonna del Parto che, dopo l’aspra querelle che dal 1994 si è accesa per la collocazione definitiva del capolavoro pierfrancescano, “rischia di essere collocata nella chiesa dell’ex monastero benedettino che verrà trasformato in un resort di lusso.”
Credo che sia necessario rispondere in modo compatto a questa assurda e totalmente speculativa ipotesi di sfruttamento dell’opera, aiutando ad ostacolare in tutti i modi tale “insano progetto”, in primis manifestando la nostra diretta solidarietà con chi (lina.guadagni@yahoo.it) si sta battendo a nome dei diritti delle opere d’arte …”
Questo l’accordo che il sindaco di Monterchi sta per firmare, tanto per chiudere, a tre mesi dalla scadenza del suo mandato, la tormentata vicenda della rivendicazione della proprietà dell’affresco, inoltrata dalla Curia di Arezzo.
Ci sentiamo delusi dall’operato del sindaco, a cui sono state da tempo consegnate le firme dei cittadini che da sempre sostengono la necessità della valorizzazione dell’opera attraverso una sua dignitosa collocazione in un ambiente rispondente, per caratteristiche spaziali e riferimenti ambientali, alle condizioni originarie nel tempo perdute, ma perfettamente conosciute attraverso documenti e reperti.
Siamo preoccupati per il futuro della Madonna in quanto la chiesa dell’ex monastero benedettino è stata dichiarata luogo inadatto ad ospitare l’opera da ben due nuclei di ispettori ministeriali e da numerosi storici dell’arte. Oltre alle indiscusse ragioni estetiche, la suddetta chiesa ha gravi problemi strutturali e pertanto è soggetta ad elevati rischi sismici.
Siamo sconcertati dalla decisione di trasformare una struttura religiosa millenaria, quale era appunto il monastero benedettino di clausura, in una struttura alberghiera che avrebbe il suo richiamo nell’opera collocata nella chiesa attigua, comunicante attraverso il coro, la sacrestia, la grata, con il resto dell’edificio. E’ lecito chiedersi a questo punto quale tipo di gestione potrebbe derivare da questo pasticcio.
Ci domandiamo poi quali vantaggi derivino alla comunità di Monterchi da questa transazione che vede nettamente sconfitta la volontà popolare che, fin dal Convegno Internazionale del 1980, aveva posto all’attenzione del mondo la necessità di intervenire nei confronti del capolavoro pierfrancescano e con il restauro e con una collocazione più dignitosa della piccola cappella del cimitero, costruita nel 1956 in stile neoclassico.
Vogliamo ribadire che mai opera fu tanto legata al territorio quanto questa nostra Madonna che trae pienezza di significato dalle caratteristiche di questa terra e dal suo ruolo svolto nel corso della storia. Che mai popolazione fu tanto attaccata ad un suo bene quanto questa che la curò, la difese, la ospitò nelle sue case, che oggi si batte perché si giunga ad ottenere il meglio possibile per i suoi figli e per le generazioni future.
Vorremmo che a Monterchi si realizzasse il patto d’alleanza tra comunità civile, religiosa, culturale per varare un’operazione all’altezza della fama della Toscana nel mondo, e per offrire l’occasione unica di ammirare un capolavoro nel contesto ambientale straordinario di questo nostro paese, in condizioni di fruibilità che consentano di cogliere appieno lo straordinario messaggio universale di Piero della Francesca e le straordinarie vicende di un affresco giunto fino a noi, sopravvivendo ad eventi tragici come guerre e terremoti, eventi commerciali come vendita o trasferimento di opere.
Ci appelliamo pertanto a tutti gli uomini di cultura perché ci aiutino ad ostacolare questo insano progetto dell’amministrazione comunale, che ha perso il ruolo di amministrazione pubblica, e a realizzare una sistemazione dell’opera nel centro storico, in uno degli edifici di proprietà comunale opportunamente trasformato e rispondente alle diverse esigenze dei visitatori.
Monterchi 7 febbraio 2009





Non ho mai firmato un appello in vita mia ma, anche se questa volta lo volessi fare non saprei come, visto che Lina Guadagni non ci informa sul che fare.
Pur essendo Monterchi ad un tiro di schioppo dalla mia città, e forse per il fatto che è un paese a cavallo tra Umbria e Toscana e da Arezzo separata da un passo che è più confine mentale che reale, non mi sono mai interessato troppo alle varie querelle da anni in corso tra Vescovado e Comune, e soprattutto sulla collocazione definitiva dell’opera.
I cittadini di Monterchi vogliono che l’opera resti in paese per comprensibili motivi turistici, altri vorrebbero invece tornasse là da dove è stata portata via per i necessari e ben fatti restauri.
Il fatto è che la Madonna del Parto, oltre al grandissimo valore artistico, ha avuto sempre un grande significato devozionale legato non solo al culto della Madonna in genere ma come augurio per le donne incinte e come speranza per quelle che non riuscivano ad avere figli.
Certo, si dirà, la devozione non è un valore per tutti mentre il valore artistico è universalmente riconosciuto, però l’uno non esclude l’altro e il fatto che la Madonna del Parto sia anche oggetto di culto arricchisce il significato dell’opera, visto anche che Piero della Francesca non dipingeva Madonne e Cristi per puro sfizio.
Detto questo ed essendo ovvio che la collocazione di cui ci parla Lina Guadagni è inadeguata, per cui se c’è da fare qualcosa, tipo firme o inviare mail sono personalmente disponibile, vorrei anche che qualcuno, Lina stessa magari o l’Arch. Centauro, spiegasse bene i termini del problema che non è poi così semplice e scontato come appare nella lettera, visto che sono anni che se ne dibatte.
A suo tempo ho visto un progetto di Mirko Zermani per la nuova sede dell’affresco, certamente non disprezzabile in sè ma non troppo adeguato al paese. Che fine ha fatto quel progetto?
Quali sono le ragioni vere per cui la Madonna non può tornare dov’era? Motivi di sicurezza per l’affresco essendo quello un luogo isolato? Escluderei motivi di carattere ambientale visto che non è poi così difficile fare un edificio capace di proteggere l’integrità dell’opera dal degrado dovuto agli agenti atmosferici.
Oppure è solo, e non ci sarebbe niente di male basterebbe che fossero chiaramente espressi i pro e i contro, un fatto turistico?
Monterchi è uno splendido borgo solo che è un pò defilato dalla strada ed è evidente che quell’opera è capace, da sola, di attirare un bel flusso di persone.
Queste mie domande non sono affatto capziose ma nascono proprio dal fatto che non sono affatto certo dei reali termini del problema (e non credo di essere il solo) e sarebbe bene che qualcuno li chiarisse.
Saluti
Pietro
Questa è un’occasione per ribadire che i capolavori non possono essere sottratti alle comunità a cui storicamente appartengono, per speculazione turistica. Perciò bisogna sottoscrivere la petizione a tutela della Madonna del Parto di Piero della Francesca, che non può essere riportata dov’era perché il convento è stato trasformato in un albergo. Dunque, è lecito che la Madonna, così come vuole la tradizione popolare continui a essere la Madonna del Parto tra la comunità di Monterchi. Inviamo l’adesione con una email a
lina.guadagni@yahoo.it
Mirko? Mannò Pietro era il mitico Paolo Zermani, suvvìa, mi sbagli l’italica archistar…
tuo Gavino
ma Zermani non era Paolo? Mirko non mi pare un nome adatto all’ordinario più giovane e serioso d’Italia
Gavino, in effetti non so per quale strano lapsus io lo abbia rinominato.
Me ne scuso con l’architetto Paolo Zermani e, nel caso esistesse, anche con Mirko Zermani.
A scuse fatte però va riconosciuto che (Paolo) un pò da archistar ci fa, o meglio, è molto ispirato. Diciamo che mi piace più quando progetta che quando si racconta.
Saluti
Pietro
Isabella Guarini, non credo di sbagliare a dire che la collocazione originaria della Madonna del Parto non era il convento che diventerà albergo ma una cappella nel cimitero, fuori del paese di Monterchi. Io, almeno, quando la visitai prima dei restauri, conservo quella memoria e anche così si trova scritto.
In occasione dell’ultimo restauro eseguito una decina di anni fa l’affresco è stato portato dentro il paese, in una scuola non più utilizzata e, una volta completato il restauro, ivi è rimasta ed è visitabile.
E’ chiaro che gli abitanti di Monterchi vogliono che rimanga in paese perché è indubbio che la presenza della Madonna del Parto, che è collocata a metà strada tra la Resurrezione di Cristo a Sansepolcro e il Ciclo della Croce ad Arezzo, costituisce tappa obbligata del tour di Piero e quindi attira turisti, organizzati o fai da te, dentro il paese stesso che, viceversa, l’ho già detto, pur essendo molto bello anche dal punto di vista paesaggistico, resterebbe fuori mano in quanto non direttamente posto lungo la strada.
Quindi la collocazione originaria non è nel paese e non è neanche nel convento-albergo, ma vicino al cimitero che non è proprio in paese.
Dunque, dato per scontato che la nuova destinazione prevista non è idonea e a questa è preferibile che rimanga dov’è, avevo chiesto, ma c’è sempre tempo, che chi ha scritto o trasmesso l’appello chiarisse fino in fondo e più corretamente di come ho potuto fare io, i termini del problema che, ripeto, io non conosco bene ma la cui soluzione non è così scontata come si evince dall’appello.
Questo mi sembra che nasca con l’intento di bloccare questa decisione ma, prima o poi una decisione deve essere presa e le opzioni sono almeno due.
L’architetto Centauro, che conosco di nome, so che possiede tutti gli elementi critici e di conoscenza per poter spiegare come stanno le cose ed anche, se lo ritenesse opportuno, avanzare proposte tenendo conto che La Madonna del Parto appartiene certamente alla comunità di Monterchi, ma è anche patrimonio di tutti ed è anche patrimonio di coloro che, oltre all’opera d’arte, la riconoscono come simbolo di devozione.
Saluti
Pietro
Ispiratissimo, forse dalla Madonna stessa :-)
Gavino
Pietro Pagliardini, hai ragione. Probabilmente le sedi originarie della Madonna del Parto sono diverse. Tuttavia intendevo dire che non è certamente opportuna la sede di un albergo ad uso esclusivo. È il principio della non privatizzazione di beni comuni inestimabili.