Dalla rampa allo scivolo … un anticipo di pena …

gradiniguarini

Riceviamo da Isabella Guarini … a proposito … di gradini, scale, rampe e … scivoli: …
“Caro prof. Muratore, a proposito di gradini, scale  e rampe,  invio alcuni miei  punti di vista del Palazzo di Giustizia di Napoli, dove c’è tutto il lessico  dell’architettura moderna in quanto a gradini, scale e passerelle. Come si può vedere dalle foto, la passerella a salire è piacevole, per la giusta pendenza e anche per quel sapore di stradina antica che tutti  conosciamo. Ma  in discesa la rampa si trasforma in un improvviso scivolo a causa  della gomma bullonata sdrucciolevole, nonostante sia ancora  maleodorante come nuova. La deformazione della mia foto è dovuta  alla perdita di equilibrio nell’atto di aggrapparmi  alla balaustra.  Perciò,  il manufatto simbolo della modernità è percorso solo in caso di guasto degli ascensori. Dio ce ne liberi, visto che sono  sempre affollatissimi a causa dello sviluppo in altezza dell’intero complesso.Ma la disputa sulla tipologia che hanno intrapreso  gli avvocati è un’altra storia. L’osservazione che mi viene spontanea è l’effetto carcere prodotto dagli armamentari strutturali per le vetrate e la copertura della piazza interna sopraelevata. Qui l’ordine matematico, la trasparenza e la leggerezza, metafore della giustizia, scompaiono di fronte  alle inaccessibili vetrate  incrostate di polvere  che rendono cupo l’ambiente anche quando fuori c’è lo splendido sole che fa apparire Vesevus in tutta la sua imponenza.”
I.G.

Che dire?
grazie per le foto e … attenti al gradino …

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