Costi … benefici … risorse … per Roma …

Sergio Marzetti rispondendo a Valerio Ricciardi a proposito di “Costi e Benefici …

ci manda questo commento … che, naturalmente, condividiamo, in pieno …

e che ci conferma, ancora una volta, sulla questione “risorse”…

l’importante non so’ li sòrdi, … ma la capoccia …

“Ognuno di noi é monomaniaco per la sua parte. Prendo spunto da questa lettera che mi trova perfettamente d’accordo con l’estensore, La linea guida di chi amministra Roma (come chiunque, d’altronde) dovrebbe essere la seria valutazione del rapporto costi-benefici delle proposte in relazione a tutta la città. Viene richiamata l’esecuzione del tunnel “Giovanni XXII” , il passaggio a Nord-Ovest. Ottimo lavoro! Come cittadino della parte sud della città osservo come sia necessario un tunnel, già pensato da giunte lontane come quella di Giubilo e dalle più recenti, che potremo chiamare il passaggio a Sud-Est, che proseguendo viale Palmiro Togliatti e sottopassando il parco dell’Appia Antica e sbucando in prossimità dell’Eur, libererebbe in gran parte dal traffico la Regina viarum, l’Ardeatina e strade limitrofe. Il viale, una volta conosciuto con il più suggestivo nome di “Subaugusta”, potrebbe anche portare una linea di metro leggera dalla nuova Borgata Fidene alias Bufalotta alias “Porta di Roma” fino all’EUR, aumentando di svariati chilometri la dotazione di trasporto su ferro. Un’altra opera che venne presentata alcuni anni fa, con il nome che non ricordo bene, forse ULISSE?, prevedeva il prolungamento della Tangenziale Est partendo dallo Scalo San Lorenzo (con la demolizione della Sopraelevata) e proseguendo lungo il tracciato ferroviario che passa per buona parte in trincea dalla via Prenestina fino alla via Latina. Questo tracciato ferroviario taglia pesantemente in due i quartieri tra via Prenestina e via Casilina (il Pigneto) e tra via Tuscolana e via Latina (Appio- Latino). Tale cesura, con un’opportuno accordo con le Ferrovie, potrebbe essere ricomposta. Se parliamo poi di archeologia, un opera importante, già impostata dalla precedente giunta, é la definizione di Parco archeologico, similmente alla Villa dei Quintili, per la Villa di Sette Bassi sulla via Tuscolana, il suo ricongiungimento con il Parco degli Acquedotti lungo l’Appia Nuova tramite l’eliminazione di via di Capannelle. L’archeologo Lorenzo Quilici si raccomandava di porre mano al più presto al restauro della Villa nella parte crollata qualche anno fa per una tempesta e che per secoli aveva costituito uno dei più suggestivi elementi nel panorama dell’Agro. Abbiamo poi anche il dovere di completare il Parco Labicano-Centocelle secondo il progetto vincitore di uno dei pochi concorsi svolti finora. Basterebbero queste pochi esempi, e altri se ne potrebbero indicare, per dare il giusto senso alla preoccupazione dell’Amministrazione Capitolina per il problema del traffico e per la volontà di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico più che lo scavo dissennato di resti che hanno il giusto diritto di riposare sotto terra come poteva riposare la Villa di Agrippina al Gianicolo e come merita la Villa di Lucullo al Pincio.
Se fosse questa la visione di chi amministra questa città potremmo mettere in moto un volano economico molto più imponente del parcheggio con dei benefici che andrebbero a favore di tutti e non solo di pochi.
Se poi spunta su il Grillo Parlante e mi dice: “Bambola! Al momento non c’é una Lira”, é meglio soprassedere al tanto e gestire al meglio il poco ma avendo almeno la volontà di lasciare alle future generazioni opportunità che qualcuno di noi, con il fatto compiuto, vorrebbe precludere loro.”

S.M.

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