Sergio Marzetti si era lasciato andare alla fantasia …
ma, evidentemente, …
la realtà è molto, molto, più imprevedibile di quanto umanamente ci si possa aspettare …
i “mostri” … esistono …
“Caro Professore, mi arrendo! Ma l’ha letta la Cronaca di Roma del Corrierone di oggi? Io pensavo di dire delle battutacce da avanspettacolo, di cui qualcuno mi aveva anche rimproverato, quando elencavo tutti i parcheggi che si potevano realizzare sotto i Sette Colli. Mi era completamente sfuggita la notizia che il “Signor No”, alias La Regina, (tanto preoccupato della Villa “Ad Duas Lauros”, abbondantemente erasata fino alle fondamenta, da bloccare l’epocale SDO), non aveva avuto paura di consigliare due baldi giovanotti, il Veltroni, che dalla FGCi al PD é andato su e giù per tutto l’alfabeto, e il Chicco Testa ,che già all’età di dieci anni aveva capito tutto della vita (tale e quale il suo sodale Rutelli), su come risolvere il problema del parcheggio in Centro. Facile! Si svuotano i colli lasciando la “crosta”, come fanno i bambini con le zucche di Halloween o come fanno le signore quando si siliconano il seno. Troppo forte! Roma di zinne ne ha sette! Hai voglia a siliconare!
“Pincio a parte, si pensò anche ad altri colli…?” chiede la giornalista del Corrierone.
“Ad un parcheggio all’interno del Quirinale (e io, che non sono uomo di mondo, mi vergognavo di questa proposta nel momento stesso in cui la trascrivevo in questo blog, come fosse stata una bestemmia!)”, continuava l’inneffabile e immarcescibile Chicco, “poi però abbandonato per problemi di stabilità strutturale (ma che disdetta!). Rimane ancora valida l’idea di realizzarne uno al di sotto dei Giardini del Quirinale (Mica sotto il piazzale di Monte Cavallo che, a volerci pensare, da un punto di vista ingegneristico, già viene più facile. E poi che ci vuole! Si fà passare il traffico proveniente dal Tritone per via della Stamperia, Fontan di Trevi, via del Lavatore e….”pertuso!”)
“Quindi si dovrebbe andare avanti?” continua la Garrone
“E non essere provinciali. Chi gira per l’Europa sa benissimo…..che é possibile trovare dei parcheggi sotterranei nei luoghi più centrali…..” conclude dall’alto della sua bassezza il Chicco Testa.
Aoh! mi sarò perso qualcosa ma io il parcheggio sotto l’Etoile o quello sotto Trafalgar Square o quello sotto la Plaza Mayor o sotto il Parco Guell non l’ho visto!
Ma quante cose si leggono in questi giorni, Professore! Da rimanere a bocca aperta! Leggo sulla stessa pagina del giornale che cosa risponde Robero Cecchi, non solo direttore generale del ministero dei Beni Culturali ma anche commissario straordinario per la prosecuzione dei lavori delle metropolitane di Roma e Napoli: “…..Ma non possiamo incarnare l’amministrazione che tende a fermare lo sviluppo del paese (Mica si sta preoccupando di concludere il progetto della Nuova Bagnoli! Quello sì che sarebbe un vanto di Napoli!). “Un esempio in positivo?” chiede il cronista. ” Proprio la fermata della metro di Napoli di Fuksas (il quale poco sotto racconta come abbia trovato nello scavo un tempio del I° secolo a.C., poi smontato e ricomposto). Sarà la più bella del mondo. I passeggeri, prima di viaggiare, cammineranno in un tempio romano….Splendido!” Allora, chiedo a Robero Cecchi, perchè abolire la fermata di Piazza Argentina della Metro C? Che pure noi romani non potevamo avere il piacere di entrare nella metro camminando su un tempio romano? Ne avevamo addirittura tre a disposizione! Poi, quanti dubbi sulla fermata di Piazza Venezia! Avete trovato una scalinata imperiale! E allora? Non indosseremo il laticlavio, ma non siamo anche noi, cittadini romani di oggi che vestiamo casual, degni di scendere in metro sugli augusti gradini? Basta con l’idea romantica delle rovine da salvaguardare! Come dice Cacciari, da filisofo qual’é. “Se si trova la Venere di Milo, é ovvio fermarsi. Ma se ci imbattiamo in un muretto del ‘700….diciamolo per favore, si può anche buttare giù”. Con questo discorso anche il filosofo dimostra di non cogliere il problema. Primo: magari trovare soltanto un’opera d’arte avulsa da qualsiasi contesto! Ti fermi giusto il tempo per recuperare l’oggetto e poi avanti con le ruspe! Secondo: a Venezia troverà un muretto del ‘700!; a Roma troverà che lì hanno accoltellato Giulio Cesare e lì l’hanno cremato su una pira, lì hanno strangolato Giucurta, lì hanno sepolto San Pietro, lì Lucullo, sul Pincio, stupiva Cicerone e Pompeo, improvvisando una cena “luculliana” . Insomma camminiamo su incunaboli e nessuno permetterebbe che tarli e topi vi scavassero delle gallerie.
Sa che cosa le dico? Che voglio sperare qualcosa nella prossima Biennale di Architettura di Aaron Betsky. Quella che verrà dedicata alla riprogettazione di “Uneternal City”, alla riprogettazione della periferia posta non in contraddizione con la “Città Eterna” ma a confronto.
Forse i nostri amministratori, i nostri costruttori, i nostri progettisti arriveranno a capire che la loro maggior gloria non sarà quella di lasciare un segno nel Tridente ma quello di impegnarsi a ricucire i “margini della città storica che nulla hanno di eterno, ma si configurano come spazi in continuo divenire” (Francesco Delogu).”
S.M.
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