Estraiamo dai commenti … di Cristiano Cossu …
questo “privatissimo” … “Messaggio per Pietro” :
“io questa gente meravigliosa che vuole commissionare architetture giuste e sensibili al bello ancora la devo vedere. Me la indichi per favore che fornisco anche il mio biglietto da visita? Sinora, ho visto soltanto committenti che mentre ti incaricano del progetto e te lo fanno presentare in comune chiedono a due o tre altri tuoi COLLEGHI di fare controvarianti dello stesso progetto e le fanno valutare dallo stesso tecnico comunale dove sei già passato tu; signorotti benestanti che ti chiedono se va bene un compenso di 1500 euro per tutto l’iter progettuale di una villa da 400mq; personaggi azzimati e abbronzati che ti mostrano felici e raggianti lo schizzetto fatto dal loro nipote geometra e ti chiedono se glielo puoi firmare. E così via.
Non ho ancora conosciuto il mondo che descrivi, quello cioè in cui esisterebbero tirannici architetti capaci di imporre all società e alle città la loro firma terribilmente modernista. Me lo indichi per favore? E non mi parlare di Gehry e Eisenman, ora stiamo ragionando su un livello medio e generale. Per ora vivo nel mondo contrario, dove il mio lavoro e la mia professione valgono zero, e l’ingnoranza abissale della committenza e dell’amministrazione comunale stanno a mille. Se a questo aggiungo la cronica mancanza di COLLEGHI di cui fidarsi, veramente le tue parole mi sembrano provenire da una favola, o da Miami, o da Las Vegas…
Credo che tu scambi alcuni effetti estremi dello star system per la comune realtà architettonica di tutti i giorni, dove, almeno in Italia, sono mosche bianche i committenti che descrivi.
Naturalmente, spero anch’io di incontrarli e di poter immaginare architetture per loro e con queste una città migliore di quella attuale prodotta non solo dagli architetti ma anche, almeno in parti uguali, dalla gretta e ottusa speculazione di comuni cittadini, amministratori, “che pagano”, che non pagano, insomma uomini e donne della porta accanto, ai quali della qualità urbana non può fregar di meno purtroppo. Eppure son “gente”, anzi, “la gggente” con due tre g.
saluti”
cristiano
credo che siamo in molti …
a non aver incontrato, personalmente …
Babbo Natale …




Cristiano ha ragione, ma anche Pietro ha la sua.
Infatti, al di là degli esiti effettivi, spesso in noi c’è una concezione per cui l’edificio che andiamo a progettare è una nostra “creazione”, su cui abbiamo tutti i diritti, esclusivi, di determinazione.
A me piace spesso ricordare che Filarete diceva che l’architetto è “la madre” e il committente è “il padre”.
In una società come la ns, improntata ad un individualismo folle (che ben sia accompagna, paradossalmente, al conformismo più piatto), e molto complessa (si affacciano, in questo un tempo delicato rapporto “di coppia”, levatrici, educatori, ingegneri genetici che magnificano figli in provetta, cloni, ibridi), si tratta di due facce della stessa medaglia.
L’architetto-mamma è trattato come una baldracca: ti pago poco, fammi la marchetta alla svelta :-)
Tutto è spia di un malessere.
E i prodotti, i figli, sono quel che sono.
c’hai azzeccato in pieno
sembra che i mostri dell’architettura siano “sempre” gli architetti
quelli che decidono su tutto ed obligano i loro “schiavi” a realizzare
le loro colossali opere con frustate di cultura, concettualismi e belle
parole…………………….ma de che………….
ci scordiamo sempre di vivere in una società piuttosto malata
e molti architetti sono stati contaggiati…………..ora bignerebbe fare
una lista di quelli che nn lo sono o di quelli che lo sono……………..
haha che mondo de mmmmmmmmmmmmmmm………..
giustissimo!!! è proprio così ma la colpa è a monte quando si sono sfornati dagli atenei troppi architetti spesso incapaci ma presuntuosi ed arroganti oggi ci troviamo con una generazione di trenta quarantenni arroganti spregiudicati che infrangono le quotidianamente le regole e la deontologia !
Se un signore benestante chiede se 1500 euro vanno bene per tutto l’iter progettuale, un buon professionista risponde che può essere un acconto e poi le competenze totali si conteggiano alla fine in base al lavoro svolto,…..firmare uno schizzetto del nipote geometra si può anche fare visto che non sò bene cosa se ne faccia un committente di uno schizzetto firmato, lui pagherà lo sviluppo del progetto, la progettazione esecutiva, l’iter autorizzativo e tutto il resto.
Il livello medio e generale non è certo fatto da quelli come lei, sono quelli come lei che abbassano la media portando la professione a zero, lo dimostra il fatto che accolla tutte le sue incapacità alla committenza e alle amministrazioni,……la mattina quando si alza pensi a una cosa seria: cambi lavoro xkè da lei Babbo Natale non passerà mai!
Conosco l’insegnamento la ricerca dell’Arch. Cristiano Cossu, così come quella dei corsi del Prof. Leoncilli Massi: ho scritto “post” su questo blog di stima e considerazione per la loro didattica, avendo frequentato i loro corsi ed i relativi esami. Circa le ultime riflessioni – quelle inerenti il “livello medio e generale” dominato dalla “gretta e ottusa speculazione di cittadini e amministratori che pagano o non pagano…dove il lavoro vale zero” – mi trovano talmente concorde da domandarmi la ragione per la quale, raramente, questo punto della “committenza” venga affrontato, dimenticando che, poi, è con quest’ultima che si “scontra” il lavorare quotidiano.
Aggiungerei, come la committenza pubblica, sia (s)governata dall’assoluta speculazione, che “rende edificabili” i terreni degli amici di questo o quell’altro consigliere comunale (prima si coloravano i radex dei PRG, a seconda della convenienza, ora con il programmino è un attimo modificare le aree dei più attuali PSC, per farle diventare edificabili..), “consumando” territorio e “ingrassando” le tasche di coloro che sanno sempre come fare per “farsi pagare”…se vuoi lavorare…
Il mantenere la schiena “dritta”, per non piegarsi al compromesso, rimane un “valore” di quelle splendide lezioni, dove ti insegnavano cos’è la “composizione” e, anche, come > avrebbe detto il Professore.
Saluti
mauro
…credo che la parte finale sia incompleta, causa refuso
Il mantenere la schiena “dritta”, per non piegarsi al compromesso, rimane un “valore” di quelle splendide lezioni, dove ti insegnavano cos’è la “composizione” e, anche, come non essere dei …..avrebbe detto il Professore.
Saluti
mauro
Lode a Cristiano, sinceri. Quando si fanno i discorsi sugli architetti star, o altro, la cui funzione è, ahimè, necessaria (altrimenti si rischia di scendere nel puro mesteriante), ci si scorda sempre che è all’incirca lo 0.4% delle architetture quelle prodotte in toto. D’altra parte, sarebbe interessante avere soltanto città anonime, con architetture diffuse, tipo Latina…
Mauro ha trovato la giusta via nei commenti proposti, ma anche guido/biz…