Napoleone … colle palle …

collepalle

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8 risposte a Napoleone … colle palle …

  1. sergio 1943 ha detto:

    Bah! Piacerà a memmo54! E ancor più piacerà all’impiegato dell’agenzia immobiliare che ti farà pagare quelle palle a peso d’oro!

  2. memmo54 ha detto:

    A piacere piace. Il guaio è che scarseggiano…

  3. memmo54 ha detto:

    Allora… per alimentare una polemica di cui si sente la mancanza, per divertire l’inclito pubblico e far contento l’anfitrione..tanto per aumentare la confusione …

    Caro sergio1943,
    l’edificio raffigurato si vede chiaramente a quale contesto culturale, territoriale e civile appartiene….invece quello di Muratori al tuscolano ( ben inteso: con tutto il rispetto che si deve ai “maestri”, .. ) invece no !
    Potrebbe benissimo stare cinquecento chilometri a nordin un altra area geografica.
    Queste sfumature le afferrano bene non solo gli agenti immobiliari ( che non sono i primi responsabili delle “palle a peso d’oro” ) ma i cittadini tutti che affollandovisi intorno, anche alle fatiscenti case popolari di 80 anni fa, fanno innalzare i prezzi.
    Che risposta dare a queste incongruenze ?

  4. eduardo alamaro ha detto:

    Cari muratorini,
    oggi fa fresco, tira un bel venticello di mare. Mi alzo brillante, non esageriamo, brillantino. Leggo il giornale vorace. Poi simpaticamente i vostri post: “Napoleone … colle palle”. Ma senza Giuseppina, mi domando, che avrebbe fatto Napoleone? Sarebbe stato l’architetto, l’archistrale, delle libertà dell’Europa stile Impero? Per par condicio, pari opportunità architettoniche & design, scriverei quindi: “Napoleone … colle palle e Giuseppina …. colla gnocca”. Tanto per essere nel contemporaneo più crudo e strillato. Per dar senso odierno a quelle composte facciate architettoniche della storia, fuor di metafora e di veline storiche. Per stare nella nostra cronaca più gossip e appetitosa. Per testare, credo meritoriamente, anzi muratorianamente, la nostra capacità storico-critica-bloggistica di intercettare antiche “telefonate” e messaggi compromettenti tra chi ha le palle focose di committente e chi ha la gnocca lungimirante, da seggio ministeriale, eseguente. Un bene culturale in sé, architettonicamente definita e codificata d’ ‘o Pataterno che tutto fece e intercettò ab initio, Gnocca compresa! Per capire ed attualizzare, Noi modesti Suoi figli di generi & de-generi, la lezione degli antichi vizietti dell’Architettura, gli antichi codici ed elisir di lunga durata architettonica. Comprensivi di tutti i lodo e lodati, cum e senza lauda, incluso comparazioni di trattamento ricevuto dagli utenti.
    Pensate: intercettare il potente di turno che, a fine lavori, collauda sudaticcio il tutto e dice doce e soddisfatto: “comme se sta bbuono in quella gnocca di Palazzo! Che Architette!!” Amici muratorini, anzi muratoprimi: la ricerca, anche su questo amabile archiblog, è aperta: chi trova quel codice segreto troverà la chiave che apre anche l’architettura della contemporaneità! Squarcerà le veline e velone della Storia e … e … e scoppierà l’Apocalisse!! Mammasantissima!!! Buona giornata, state freschi!, vado ‘a faticà, Eldorado

  5. isabella guarini ha detto:

    Ala! Vuoi mettere le palle di Napoleone con quelle ferree di Piazza Amedeo che accerchiano la gnocca Magnolia in Piazza Amedeo in Napoli. Incomparabili!

  6. gabrielemari ha detto:

    eheheh!
    Ci sono passato davanti stasera.
    E bravo professore… Quelle palle sono solo il decoro di una balaustrina (modernissima) della fermata del bus in mezzo alla strada.
    E mi sa che nessuno lo aveva capito, grazie alla sua astuta inquadratura.

    E Napoleone è ancora lì.

  7. eduardo Alamaro ha detto:

    Hai ragione, Isolabè!
    Ottimo passaggio didattico da Roma a Napoli, il tuo. Dalle gnocche romane agli gnocchi napoletani. Dalle palle di fuoco architettoniche di Napoleone a quelle stutate piccolo borghese di (piazza) Amedeo di sPartenope. Con relativa magnolia “gnoccante” e fumante al centro dell’improbabile rondò benedetto dal Gravagnuolo. Anzi, al centro del “buco di fuoco” nostrano (dall’etimo greco-napolitano femminile doc, tu me capisci)!
    Però, scegliendo con antica competenza tra buco popolare e buca altolocata, secondo me l’acre “fuoco” vesuviano di Filumena Marturano è sempre meglio di quello “profumato” di Giuseppina ‘a parigina!! La pezzottata “Lavanda Cannavale” desichiana è sempre preferibile all’originale “Chanel numero 5”.
    Fin qui per quanto attiene la gnocca interrogativa architettonica di Ninì Tirabusciò, d’ ‘a mossa e d’ ‘a messa locale…
    Per quanto riguarda invece le palle edilizie nostrane, la questione secolare dell’Amedeo progettante nelle piazze di Napoli, è che difettano Maschi adeguati sin dai tempi degli Angioini, documenti (motti e battute) alla mano.
    Che dire allora?, che fare? Speriamo nelle filumenemarturane e nelle isolabelle di fuoco di oggi e di domani. Speriamo in tutte le bocche di fuoco sirenuse napolitane del futuro che fagocitino voraci i mosci gagà e babà chiajaposillipo attuali dell’architettura spartenopea.
    Tu me capisci?, vuje me capite, muratorini d’assalto!!
    Buona settimana, saluti freschi, cape fresche con penne fresche, (cunsiglio ‘e vvolpe, dannazione ‘e ggalline!!) Eldorado

  8. marco ha detto:

    State messi male…

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