Alla ricerca … della “Scuola” perduta …

Sergio ’43 … ci scrive … e la sua testimonianza … la sua “ricerca” … è, anche questa volta, un po’ anche la nostra …

“Come avrete capito, questo blog per me é la mia “Ricerca del tempo perduto”. Annoierò, credo, la maggior parte, specialmente la più giovane, dei partecipanti come annoio il più delle volte mia figlia quando, davanti le sue difficoltà, prima di studentessa e adesso di architetto, ricordo i tempi passati. Di fronte alle sue rimostranze mi rendo conto che non sono passati quarant’anni da quando risalivo via Gramsci! Sono trascorse ere geologiche! Ma a volte i temi sono così coinvolgenti che non posso non mettere mano alla penna….., pardon!, alla tastiera. E’ vero! Quello che il Professore pubblica era l’Ordine degli Studi che ci veniva consegnato all’atto di iscrizione. Esposto in maniera così sintetica sembra povero di significato, come dice qualcuno, ma bastava immergersi nella sua lettura perchè, prima ancora di cominciare l’anno accademico, la fantasia e le aspettative crescessero di giorno in giorno. Pieno di voglia di imparare mi ritrovai, senza nulla aver saputo dei fermenti degli anni precedenti, in una Facoltà che in quell’anno si era profondamente modificata senza bisogno di leggi e leggine (Per me, quello fu il vero e unico tentativo di rivoluzionare una scuola ancora di stampo idealistico che, specialmente ad architettura, soffriva la separazione tra materie umanistiche (sic!) e scientifiche.Altro che il ‘68!). Era stato sufficiente l’arrivo di Bruno Zevi e di altri dalla scuola di Venezia per reimpostare gli studi. Tutti gli esami erano coordinati intorno al progetto; financo Mineralogia perdeva la noiosa lista di marmi e pietre per dare un senso tattile alle piante, prospetti e sezioni. Tutto ciò durò un paio d’anni, poi senza colpo ferire, si tornò all’antico, al potere delle cattedre e lo studio si disarticolò tra materie che andavano ognuna per la propria strada. Da quello che vedo e sento il processo si é aggravato anno dopo anno. Nelle mia piccola nicchia ammuffita mi chiedo: perchè non tornare allo studio assiduo di quei principi di base, necessari per la crescita organica di ogni studente? Una volta acquisita una robusta capacità di analisi ognuno può scegliere e approfondire come via di ricerca la materia più congeniale alla propria personalità.”

“una cosa semplice e fatta bene”

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