Architettura … Gastronomia … Avanguardia … Tradizione …
Questa mattina sulle pagine del Corriere grande spazio a Luca Zanini sul tema “Chimica o tradizione” … l’avanguardia contro la conservazione … due teorie … due atteggiamenti metodologici per uno scontro epocale … tra architetti? … manco pe gnente … in cucina … tra i fornelli … tra i cuochi più rinomati … che se le danno di santa ragione … manco fossimo alla Biennale … sui temi di sempre …
Navigo un po’ in cerca di lumi tra le pignatte …
E trovo … in Gambero Rosso Blog … Marco Bolasco che scrive:
“Chimica o tradizione e la polemica sbarcò in Italia …
Era ovvio che sarebbe arrivata anche da noi l’onda lunga della polemica iberica tra Santi Santamaria e Ferran Adrià. Il terreno era fertile. E’ arrivata sul Corriere della Sera in un articolo su “Chimica o tradizione” in cui Luca Zanini tenta di delineare gli schieramenti, a favore o contro la cucina che fa uso (dichiarato) di tecniche e tecnologie.
Per quanto mi riguarda è un falso problema: la tecnica è ovunque, tortellini inclusi. E le tecnologie idem, se vogliamo considerare il frullino una utile invenzione.
Ma la cucina di avanguardia (credo sia utile chiamarla così) evidentemente fa paura a molti.
E allora la prima cosa che mi viene in mente è soltanto questa: l’avanguardia è riuscita nel suo scopo. A questo proposito riporto un brano da Wikipedia proprio sul tema delle avanguardie e che, guarda caso, finisce proprio con il termine “degustazione”:
“L’avanguardia porta alle estreme conseguenze i caratteri della modernità, lo spirito critico e l’ermeneutica del sospetto, tanto da poter essere definita come la modernità radicale. Arriva a mettere in dubbio le conformazioni della rappresentazione (la mimesi classica), forzandola ai limiti fino al punto di rottura, realizzando una rappresentazione problematica oppure deformata, parodistico-grottesca. Di qui le difficoltà dei suoi testi, ai quali solitamente il pubblico risponde dicendo che non si capiscono. Tuttavia, l’oscurità del significato immediato significa precisamente due cose: che il significato è da cercare nel gesto che i testi compiono (occorre una inedita immedesimazione nell’autore); e che viene richiesto al fruitore un atteggiamento di attenzione particolare, un vero e proprio lavoro di lettura, ben diverso da una tranquilla e scontata degustazione.”
Detto questo, che si aprano pure i dibattiti sulla difesa dell’identità e della buona cucina ma ricordandosi che l’unica contrapposizione sensata è quella tra onestà e disonestà intellettuale …”
E’ proprio vero che c’è sempre da imparare …
soprattutto in cucina …




C’è un’incongruenza. L’avanguardia non è necessariamente collegata all’utilizzo di tecniche e tecnologie nuove. In cucina l’avanguardia potrebbe essere l’accostamento di sapori non tradizionalmente riconosciuti, magari anche più antichi delle nostre memorie. Ed in arte l’avanguardia può essere l’accostamento di diverse tecniche, non solo tradizionali ma anche trasversali, attinte dall’artigianato e dal ‘gesto’.
Ma una nota la farei su qualcosa di non tradizionale, un modo di comunicare, da un po’ in uso, grazie alla velocità con la quale si attingono le informazioni da internet, un’avanguardia di comunicazione. GM rimanda a Luca Zanini rimanda a Marco Bolasco rimanda a Wikipedia. Un collage di letture che non vengono elaborate dall’autore (luca zanini o forse anche GM) ma direttamente dal lettore fruitore. Dati assemblati esattamente come in avanguardia. Noi stiamo vivendo una informazione di avanguardia e non ce ne siamo accorti.