Può esistere una buona urbanistica … “fuori” da una buona politica? …
Ci scrive … un certo Cletus … che, ancorché anonimamente, … ci sottopone delle questioni di sicuro interesse …
e, per la loro attualità, … sottoponiamo volentieri anche a voi i suoi quesiti: …
“ … leggo da qualche tempo il suo blog.
Volevo sottoporle alcuni pensieri scaturiti (anche) dalla lettura
dei suoi post.
In merito alla trasmissione Report.
ho appreso dal web, che l’ex assessore all’urbanistica Morassut ha presentato querela nei confronti dei responsabili della trasmissione-inchiesta.
Ne prendo atto e non entro nel merito. Sarà compito della magistratura accertare se e quanto di lesivo sia stato trasmesso.
Vorrei pero’ prendere spunto da un qualcosa che proprio nella vituperata democrazia americana è istituto frequente per difendere delle cause collettive.
Mi riferisco alla cosidetta “civil-action”.
Ebbene, il ragionamento è questo. E’ lecito pretendere che chi è preposto ad amministrare la cosa pubblica (in questo caso con una
carica di assessore) debba essere soggetto a una sorta di controllo in merito alla qualita’ del suo operato ?
Ricordo che già in un semplice corso di studi per diploma di geometra le regole urbanistiche (prim’ancora che il buonsenso) impongono che quando si progetta un nuovo insediamento sul terriorio, questo debba essere fornito dei servizi necessari, con
particolare riferimento alla connettività delle infrastrutture col resto del tessuto urbano.
La metodica ignoranza di queste regole, ci regala (vivendo a Roma) un quotidiano costellato da perenni ingorghi, con conseguente scadimento della qualita’ della vita, sopratutto in ordine all’enorme porzione di tempo sprecata per potersi-doversi muovere.
Puo’ questo costituire oggetto di azione legale di rivalsa verso chi (quale che sia la parte politica che lo esprime) disattende in modo cosi palese queste regole ? E’ azzardato ritenere che in qualsiai altro settore lavorativo il principio di responsabilita’ porta, una volta accertati gli addebiti, addirittura ad accendere azioni di rivalsa ?
Coloro che si sono resi responsabili di tutto questo, sono comunque stati remunerati dalla collettività. E’ cosi irreale pretendere che siano quanto meno assoggettati ad una sorta di controllo di rilievo civilistico sul loro operato ?
In altri termini, è lecito stabilire che le scelte (o sopratutto le mancate scelte) di costoro si configurino, stante le conseguenze, come veri e propri illeciti, o prestazioni giudicabili con un metro terzo (quello che viene dalla scienza dell’urbanistica) o proprio l’aleatorietà della stessa consente le più fantasiose delle interpretazioni ?
Il concetto di responsabilità, prim’ancora che squisitamente politico, dovrebbe, in presenza di una magistratura efficente (e di eventuali nuove regole create ad hoc) dare il via ad un esercizio più responsabile di cariche che rivestono, in forza dei destini che smuovono e non solo economici, delicati equilibri di controllo sociale scaturito non più e non soltanto con l’esercizio del voto, ma costringendo al rispetto di un codice super-partes che faccia perno sul concetto di qualita’ del loro operato.
E’ pura utopia o stanno maturando i tempi (e le coscienze) per pretendere, come classe professionale (architetti, ingegneri) un qualcosa del genere, per il futuro di noi tutti ?
Lei che ne pensa ?
Con cordialita’”
CletusChe dire? Credo che lei, gentile Cletus …
abbia già sostanzialmente e implicitamente fornito una risposta, più che condivisibile, alle sue stesse domande …
personalmente poi non sono certo io la persona più adatta per impantanarmi in questioni “urbanistiche” e, tanto meno “legali” …
la cosiddetta “Urbanistica” non l’ho mai considerata nemmeno una disciplina da insegnare all’Università … ho sempre pensato che qualche principio di “estimo” e di “materie giuridiche” … fosse più che sufficiente … e magari il Codice Civile a portata di mano insieme al manuale dell’Architetto …
una volta c’erano anche “edilizia cittadina” e … “arte dei giardini” …
tutto il resto è aria fritta …
l’architetto non dovrebbe essere, quando si occupa di questioni urbane un incrocio da tra un promotore finanziario … un galoppino elettorale … un notaio … e un politicante … un global runner che corre appresso a qualsiasi straccio di potere … (certo nemmeno una miscela tra geometra e parrucchiere) … ma qualche cosa di un po’ diverso … che, purtroppo, non mi viene facile definire, …
ma sono sicuro che ci siamo capiti …



