Luca Nicotera, forse scambiandoci per un bollettino dell’Ansa, ci scrive:
“Caro professore,
le scrivo per comunicarLe un evento che ha dell’ assurdo: il 13 maggio la facoltà olandese di architettura di Delft è bruciata in seguito a un incendio che ha distrutto tutto l’archivio, la biblioteca, le aule, i dipartimenti, le attrezzature, e importantissimi documenti. Fortunatamente nessuno sembra rimasto coinvolto nell’accaduto. Sembra che l’incendio sia dovuto ad un corto circuito di una macchinetta del caffè ( !!! ). Tra i beni perduti anche moltissimi scritti (tra i quali alcuni originali di Aldo Rossi), sedie Rietveld, pezzi originali di design, 40000 libri, i progetti e i plastici degli studenti, molto altro…! Spesso sul suo blog leggo i rischi che alcuni architetture del secolo scorso (da Stirling a Le Corbusier …) corrono grazie alla mente perversa di qualche picconatore moderno; in questo caso, per queste opere, non c’è più niente da fare, non ci sono petizioni da firmare, ci ha pensato una macchinetta del caffè! Chiaramente lo sconforto è grande, specialmente se penso per esempio, alle sue lezioni, e non solo per quelle sui personaggi sopra citati e alla ferita che hanno subito, ma proprio per quel “respirare architettura” che si creava in aula, a cui quegli studenti e quei professori dovranno rinunciare, spero per il minor tempo possibile. Ma lo sconforto aumenta quando ci si rende conto che l’ incendio non “infiamma” i media nostrani (fatta eccezione per il blog “Sensibile City”, da cui ho appreso l’accaduto, del prof. Daniele Mancini, titolare della cattedra di “comunicazione visiva e multimediale” presso la facoltà di architettura “ Ludovico Quadroni” di Roma), tantomeno quelli specializzati (spero di essere smentito al più presto). In altre epoche, senza internet, si correva in aiuto di biblioteche allagate, in soccorso di libri e di tesori artistici… in sostegno della cultura! In questo caso credo si possa fare poco… ma almeno riportare la notizia …”
Più o meno quello che era accaduto a Yale tanti anni fa, …
ma dalla stampa specializzata apprendiamo inoltre che:
“Un incendio catastrofico ha devastato la facoltà di architettura dell’università di Delft in Olanda, mettendo in pericolo le prime edizioni dei libri di Rem Koolhaas e di MVRDV …”
certo che se il danno si fosse limitato a questo …
non sarebbe stato poi un gran male ….





Magico Rem, l’ho visto stamattina secco secco e azzimato e con una camicia dal doppio colletto sulla copertina di L’Uomo-Vogue. A questo punto, solleciterei un necessario Album Panini con i nostri eroi del momento. Preciso inoltre che avendo la stessa capigliatura di Rem non capisco la mia assenza dalle copertine di Amica, Donna moderna, Rolling Stone, Sports Illustrated e HM (un tempo esisteva, giornale heavy metal :-))
Spaventosa la notizia dell’incendio…