Oltre la politica … una terza via … per l’Architettura …

Cristiano Cossu, rispondendo a Pietro Pagliardini in riferimento a “Dalle nuvole … agli archetti ...” scrive, a proposito del dibattito, un po’ stantio, tra Rutelli e Alemanno … Krier e Meier …
“Non ho mai amato le opere di Krier, perchè non apprezzo la modalità formalista che Krier utilizza nel comporre con i materiali e i temi della tradizione architettonica europea. Ma non bisogna nemmeno demonizzarlo, dipende molto dal contesto nel quale si trovano i suoi interventi e certamente, sono d’accordo, a volte potrebbe essere preferibile una sua opera ben costruita che un avanguardismo stantio e prearruginito.
Esiste da molti decenni una terza via fra le due rappresentate dalla foto di copertina di questo post, ed è quella “tradizione del moderno” che a mio parere caratterizza le opere di non pochi architetti italiani e stranieri. Da Rafael Moneo a Gunnar Asplund, da Loos a Carlo Scarpa, da Plecnik a Wagner, da Gardella a Massimo Carmassi sino a Kahn, da Gino Valle a Grassi, Canella, Albini, e certo anche a Saverio Muratori, seppure con una capacità compositiva e interpretativa degli spazi e dei temi tradizionali che non mi pare sia stata sempre altissima.
Lo schema manicheo Meier-Krier è solo un ottimo innesco blogghistico, che però riflette bene un bipolarismo del gusto tipico della nostra classe politica, incolta di architettura e arte e intrappolata appunto in uno schema binario dove da un lato c’è “la storia” dall’altro c’è “la modernità” o “il progresso”.
Leggo il blog di Pietro e spesso lo trovo interessante nei contenuti intellettuali e teorici, malgrado, come detto all’inizio, lo sbocco architettonico che viene indicato non mi piaccia affatto.
saluti”

cristiano

per fortuna … una terza via esiste … da sempre …

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4 risposte a Oltre la politica … una terza via … per l’Architettura …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Rispondo a Cristiano: capisco benissimo ciò che tu dici e, probabilmente in via teorica hai ragione. Se vuoi posso aggiungere alla tua lista di bravi architetti Natalini. Ma una cosa è la teoria altra cosa è la pratica. Io non sono affatto giovane, ho 57 anni e, ad una certa età si va all’essenziale.
    Considera due cose:
    1) non è internet lo strumento per approfondire, per studiare, per farsi una cultura, per comunicare teorie, perchè internet è come un panino mangiato in 5 minuti al bar, ti nutre ma non ti da altro. Dunque io credo che da questa infima tribuna che può essere un blog, il mio ancora meno che infima, bisogna lanciare segnali semplici, segnali chiari, si lavora di ascia e non di fioretto. Nei libri, nelle università, tra amici-colleghi si può approfondire e, in questi casi, il livello del ragionamento è quello che fai te.
    2) Ti dicevo prima teoria e pratica e ti farò un esempio proprio con Natalini, che come architetto io stimo moltissimo. Anni fa partecipai ad un concorso nel centro storico della mia città con Krier come consulente, in giuria c’era proprio Natalini, oltre ad altri ma che, ovviamente, poco contavano. Ebbene tra i cinque progetti classificati per la seconda fase non ce n’era uno, dico uno, che non appartenesse alla cultura del grande gesto, che si fosse degnato di fare una lettura della città, che non volesse lasciare il segno indelebile dell’architetto nel centro storico. Il vincitore poi era a livello di megastruttura, NEL CENTRO STORICO! E infatti non è mai stato realizzato perchè non piaceva nè al precedente nè all’attuale sindaco.
    Il mondo accademico è un circolo chiuso che alimenta se stesso, anche in buona fede, dove una volta io sono in giuria e l’altra io sono concorrente, e il tipo di architettura che vince è sempre la stessa. Allora, io dico, è una guerra e in guerra non si spara con il fucile a tappi. Per questo Krier, con tutti i suoi difetti che io credo anche di conoscere, perchè poi ci ho fatto un altro lavoro, è un’icona, una bandiera, un leader, perchè è, a parte la sua indiscutibile bravura, inteligenza e simpatia, un leader e una persona assolutamente ferma nelle sue idee. Come appare e come è, sempre. Da lui sai cosa aspettarti.
    Comunque grazie per il giudizio sul mio blog casereccio e faziosissimo.
    Saluti

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    P.S. A CRISTIANO

    Vai a guardare il sito di Demetri Porphyrios per ammirare un architetto che sa coniugare forme ed elementi della classicità con quelli della modernità e con il rispetto dei luoghi.
    Pietro

  3. salvatore digennaro ha detto:

    Sono d’accordo con C.Cossu, e aggiungerei qualche altro nome dell’ architettura moderna italiana come Moretti, Libera e altri fuori dal MIUR un pò littori come Petrucci e tutta (quasi) l’architettura della “ricostruzione”.

  4. Cristiano Cossu ha detto:

    Su Porphyrios:
    sicuramente si tratta di un architetto raffinato, attento, colto… Per quel poco che si può comprendere dalle piccole immagini del suo sito comunque mi pare che anche lui sia un imitatore letterale e diretto delle forme del classicismo, dell’edilizia storica inglese, di quella greca e via enumerando. Lo fa con sapienza, questo si vede, non sembra uno speculatore che lavora per becere immobiliari, d’accordo.
    Se ti capita di fare un salto a Olbia, la mia città, vedrai infiniti Porphyrios, magari in sedicesimo, magari con la fondamentale variante dello “stile rustico sardo”, però sempre Porphyrios.
    Krier e soci faticano nell’arte della variazione, non c’è nulla da fare. E questo per un architetto a mio parere è un difetto non da poco.
    Ammetto però che la vignetta sul priapismo architettonico che hai messo nel tuo blog rende onore allo spirito ironico e quindi all’intelligenza di Krier!
    Tu poi scrivi:
    —l mondo accademico è un circolo chiuso che alimenta se stesso, anche in buona fede, dove una volta io sono in giuria e l’altra io sono concorrente, e il tipo di architettura che vince è sempre la stessa.—
    Ti do ragione al 100%, lo vivo da quasi vent’anni a Firenze. Però si trovano anche dei varchi, almeno a livello di affinità intellettuali e filosofiche con tanti docenti italiani, non sono tutti omologati e schiavi del familismo accademico.
    Spero che si ritorni al concorso per docenti a livello nazionale, magari da fare solo a Roma come ai vecchi tempi :-) Per il resto, non saremo noi la generazione che cambierà lo spirito italico, Pietro!
    ciao
    cristiano

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