Il “prurito” … dell’originalità …

“Questo prurito dell’originalità ha fatto zampillare da ogni parte e ha moltiplicato all’infinito un tipo bizzarro d’uomo quantunque banale, e di cui numerosi esemplari pullularono a tutte le età di decadenze: è il tipo dell’artisa-martire …
degenerato, quasi sempre malato, alcoolico, corazzato d’ignoranza, incapace di tutto, destituito d’ogni talento, che recita grottescamente la parte del rinnovatore, del genio incompreso, calcolando su l’assenza di scrupoli che caratterizza la società contemporanea.
Questi uomini tristi trascinati nel turbine dell’incoscienza generale, vivendo continuamente fra sé stessi, in una specie di ghetto artistico, hanno la mansione di allestire instancabilmente un impasto d’arte per la borghesia insaziabile che non ammette di fare oggi colazione con la medesima pietanza di ieri. …

L’originalità in arte rappresenta la facilità dell’affare …
si diventa originali per piacere …
è una specie di galanteria …

Ciò che si deve ricercare in un’opera d’arte è lo stato d’intelligenza.
Non una apparenza di stravagante originalità”

Alberto Savinio
da: “Valori Plastici” 1918-’21
in: La nascita di Venere, Milano, 2007.

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3 Responses to Il “prurito” … dell’originalità …

  1. Guido Aragona ha detto:

    Egò dè technè ou kalò, o an e àlogon pràgma

    (vabbè, non ci sono i caratteri greciui)

    “Io non posso chiamare nè arte, nè bello, ciò che è una prassi senza ragione.”

    (Platone, Gorgia, 465a2)

  2. emanuele arteniesi ha detto:

    ” L’ arte, ahi, ahi, l’arte, dopo il fresco, disegnato elegante temporale estivo che fu la grazia dei Preraffaelliti, è tornata a ostinarsi nelle secche vaneilluse del sempre da capo. E la musica, financo la musica è creativa. Il teatro, dopo Nietzsche, è creativo.
    Il nostro attore è fastidiosamente “presente”, senza esserci e non esserci: è creativo nel suo genere. La “critica” è ritornata a sonnecchiare in platea. Sulle scene si “pensa” e riferisce cose “pensate” ; il “maschile” infuria d’attrici (e attori) donne. ” O come tutto è una stordente fiera!” , “questionabile” , appunto.
    E sai che faccio, quando, a mattina, al cesso, mi concedo pensare? Penso che “artista” e “donna” sarebbe “bello” ( ché l’arte è femminile o neutra in tutt’altre lingue che la nostra) – ” Vergine madre figlia del tuo figlio” -, se in questo santo cesso quotidiano depensassimo tutto, ma proprio tutto. Penso ad un lassativo universale. Penso il pensiero che se ne va. Penso a sbrigarmi, a liberare il “bagno” dal lezzo del “creato” . Il segreto – per conservarsi in forma di tramonto – è far presto, ché , ahimè, non so, credo che basti un attimo di troppo a far di quel bisogno un godimento al rovescio e addio per sempre, ché ti senti mamma. Maleodorante creatura-creativa. Senti l’arte, in tal senso, che urge, si configura – stitichezza o diarrea -, s’accerta…

    Carmelo Bene
    da ” Sono apparso alla Madonna”

  3. filippo de dominicis ha detto:

    mi scuso per il commento “ex-post”, che poco ha a che vedere con savinio e il prurito dell’originalità (ma volendo potrebbe anche…),ma mi premeva porre una questione ai frequentatori e all’oste: cosa pensate del nuovo caixaforum di herzog & de meuron appena inaugurato a madrid? come vedete il susseguirsi di opere apparentemente molto diverse da loro, il nuovo prado di rafael moneo, il caixaforum appunto, l’ampliamento del reina sofia appena dopo la stazione di atocha, lungo quello che comunemente viene chiamato paseo del arte? che parallelismi possono farsi con la situazione (….) e con la politica (….?!?!) romana?!

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