L’orrore del Cavaliere … Silvio Vs. Daniel …

Il Cavaliere ha sentenziato: «Inorridisco di fronte a certi progetti» …
una volta che c’azzecca … come dargli torto …
e, continua il Corriere del 7 aprile: …
Ce l’ha soprattutto con il grattacielo storto di Libeskind che non svetta come un razzo verso il cielo. Scherzando, ha chesto se era «possibile raddrizzarlo » perché comunicava un senso di impotenza. E promette di mettersi a capo della protesta.”

Ma Libeskind non l’ha presa troppo bene … e gli risponde per le rime, sul Corriere di oggi: …
Berlusconi è un politico, non un architetto e dovrebbe attenersi a ciò che sa. Lasciando a Milano e ai milanesi il compito di decidere il futuro della loro città”.

Fin qui, tutto sommato … ognuno che difende il suo orto, …
ma poi il musico di Lódz s’allarga un po’ …

Anche nell’Italia fascista tutto ciò che non era “dritto” e “in linea” veniva considerato “arte perversa” . Ma quell’era per fortuna è chiusa. Berlusconi avrebbe dovuto imparare la lezione dagli orrori del totalitarismo e del fascismo …
La mia torre è imparentata ai lavori di Leonardo da Vinci e alla grande cultura italiana che il leader del Pdl non ha il tempo o l’intelletto di studiare.
La curva della mia torre non è un errore idiota: si riallaccia alla tradizione, porta una prospettiva da ogni parte del mondo” …

e conclude: …

si deve smetterla di ascoltare i demagoghi che vogliono interferire in campi non di loro competenza» …

parole sante …
ma questo dovrebbe valere per tutti …
anche per i musicanti polacchi …

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7 Responses to L’orrore del Cavaliere … Silvio Vs. Daniel …

  1. A proposito di Fuksas, proprio un anno fa la sua torre per Savona veniva criticata come una «costruzione viriolide da epoca fascista»…

  2. Guido Aragona ha detto:

    Comunque, Silvio è stato approsimativo.. Nel gergo, “lo storto” è quella della Zahahona, mentre quello di Libeskind è “il curvo”.
    E, caro Prof. comunque la si metta, la Zahahona è molto meglio di Libeskind. E a Silvio gli avrebbe risposto meglio, credo.

  3. isabella guarini ha detto:

    Architettura e potere
    La risposta dell’architetto Daniel Libenskind, nell’intervista al Corsera del 09/04/08 pag. 24, alle critiche dell’onorevole Silvio Berlusconi ai tre grattacieli che dovrebbero essere edificati nella vecchia Fiera di Milano appare dettata dal rancore, causato dalle vicende belliche del Novecento, non ancora lenito. Le critiche all’architettura che si contorce, che si accartoccia, che gesticola in tutte le direzioni, che s’inchina come il grattacielo dello stesso Libenskind per Milano sarebbero il segno di un non dimenticato nazi-fascismo che mette la museruola agli architetti (sic!). Questa mi sembra una risposta davvero banale, se non immatura, da parte di chi si dichiara persino seguace di Leonardo da Vinci. Poiché tutti gli architetti operanti sono seguaci di questo o quel grande dell’architettura, la questione sta nei modi con cui l’architettura dialoga con la città storicamente consolidata, tra appartenenza e alterità. Nel caso di Milano, l’icona che rappresenta da sempre la città unitariamente è quella del Duomo che è anche l’unica cattedrale gotica in tutta Italia. Milano, perciò, è una città che aspira ad elevarsi con le guglie e i pennacchi della sua Cattedrale, costruiti quando far crescere un edificio verso l’alto era davvero un’ impresa architettonica miracolosa, divenuta simbolo della operosità e sfida contro le avversità dell’umanità. Mi sembra logico che un milanese resista alla sostituzione della propria identità storica con grattacieli simili a guglie contorte, che s’inchinano, che recidono il filo con la storia della città e la sua rappresentazione. Se almeno a MIlano ci fosse stato un ampio sviluppo dell’architettura barocca, come Roma e Napoli, si potrebbero capire alcune destrutturazioni del linguiaggio architettonico. Ma, Milano aspira ancora oggi a elevarsi per uscire dalla crisi che attanaglia l’Italia all’inizio di questo terzo millennio. Se dopo tanta violenza, prodotta dalle guerre, non riusciamo a salvare il rapporto tra architettura, potere e storia vuol dire che i mali vengono davvero solo per nuocere e che qualcuno pensa alla nemesi della seconda guerra mondiale senza soluzione di continuità attraverso l’architettura che è l’arte più legata alle vicende politiche, sociali ed economiche. Altrimenti dove si prenderebbero le ingenti somme di danaro, necessarie per la costruzione delle grandi opere delle archistar?

  4. Stefano ha detto:

    gli architetti devono essere più umili e accettare le critiche anche da chi non è competente, perchè l’architettura non è una scienza per eletti.
    libeskind… rifletti sulle tue opere!

    “un laureando in architettura”

  5. Cristiano Cossu ha detto:

    Leggendo l’intervista di Alessandra Farkas a Libeskind
    http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_09/farkas_a5f2b632-05f4-11dd-aa36-00144f486ba6.shtml
    mi sono chiesto due cose:
    – se questo è giornalismo, o pura e semplice rinuncia a svolgere un mestiere che ha a che fare con l’intelligenza critica e il dubbio, a favore del lettore.
    – se quello è un architetto, o qualcos’altro.
    Sarò immodesto, ma non credo di aver qualcosa da imparare da chi ha concepito e costruito il Royal Ontario Museum. Mi disgusta che lo stesso architetto pensi di poter insegnare a costruire in Italia, dandoci lezioni di stile e democrazia.
    Per quello che posso (pochissimo o quasi nulla), con le idee cercherò di oppormi a questo inelegante personaggio polacco.
    saluti
    cristiano

  6. dade ha detto:

    …non ho mai amato libeskind come progettista…ma almeno ora lo stimo come uomo!!! oh questo c’ha le palle!

  7. Giovanni ha detto:

    Essendo vicina la data delle elezioni elettorali mi viene in mente una frase che disse un nostro grande politico ormai passato a migliore vita (chissa’ se ne avremo altri come lui?) che in un suo discorso disse:
    “Io dico e ho sempre detto questo al mio avversario: io combatto la tua idea, che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi sino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente.”
    (la ricorso perche’ e’ incisa in un disco di frankie hi nrg)
    Per cui penso che tutti abbiamo il diritto di dire la nostra, (con i giusti modi), sara’
    poi la storia a decidere.

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