Politica e cultura … politica o cultura? …

Riceviamo da Manuela Marchesi e volentieri vi giriamo questo suo commento sugli aspetti “minori” … del degrado romano …
evidentemente è, anche e soprattutto dalle piccole cose, che si legge lo stato di disagio di una città … grande o piccola che sia …

“In effetti esiste un problema di decadimento culturale, e di disinteresse per le piccole cose che messe insieme dànno la misura dell’attenzione alla cultura nel senso più ampio del termine.
Il mio osservatorio è il centro storico. Quando esco di casa vengo “offesa” dalla continua proliferazione di pessimi negozi iperilluminati che vendono souvenirs di Roma fatti non certo a Murano, e tutto ciò dove fino a poco prima esistevano negozi di ben altra natura.
Laddove c’è uno di quei luoghi che chiamo “mangifìci” (nel senso della produzione di mangiare) c’è sempre un cameriere preposto a irretire il viandante con l’offerta orale del menù, cosa che è da accattonaggio, (mi scuso con i camerieri, mani anzi, voci pagate…)
Davanti alla chiesa di San Carlo al Corso è stato aperto un nuovo negozio da “stracciaroli” che si chiama “de puta madre” ovvero “figlio/a/ di puttana…
Il sagrato di San Carlo è stato circoscritto da piloni e catene così chi vuole andare nello spazio pedonale deve scavallare le catene (e se uno ha male a un gionocchio?)
Guardo con amore i vecchi intonaci che il tempo ha ingentilito, e guardo con fastidio le nuove tinteggiature biaccose e troppo anemiche di colore, lesene, stucci, fregi, timpani, tutti uniformati da una mano di tinta pseudocolta.
Anche in queste piccole cose si vede la cura della città, l’interesse per la cultura intesa come qualcosa che non è appannaggio esclusivo di chi è colto(!?!)
E non taccio sui lavori che hanno iniziato all’Augusteo, ché già piango per le piante e gli alberi che faranno quasi di certo una brutta fine. E poi cosa ne sortirà fuori?
Un’ altra Ara Pacis?
‘Sta storia di riqualificare maschera la necessità di far lavorare le persone, di creare occupazione, di muovere le acque giusto per muoverle, mentre chissà quante altre zone della città avrebbero davvero necessità di molta più attenzione, ma un tipo di attenzione non megalomane o trionfalistica. un’attenzione, invece, davvero colta.”

E.M.

parole “sante” e … naturalmente … poco “politiche” …

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6 Responses to Politica e cultura … politica o cultura? …

  1. isabella guarini ha detto:

    Lo scritto di Manuela Marchesi sull’ attenzione alle piccole cose, ovvero alla dimensione a misura d’uomo come si diceva qualche decennio fa, mi ha fatto ricordare di quando da studente andavo per il centro antico di Napoli per preparare gli esami di storia dell’ architettura. Allora vivere nel centro storico era ancora una cosa naturale: le case erano abitate dai napoletani, quelli antichie e le chiese di sera erano frequentate dalle ultime donne dal capo coperto. Bisognava entrare in punta di piedi e in silenzio, nella luce delle finte candele elettriche. Tante le decorazioni, ma la mia attenzione era presa dalle acquasantiere, in marmo scolpito, nelle quali intingere le dita per il segno della croce. Veri gioielli a portata di mano, per entrare nel mistero della fede. Eppure le acquasantire sono finite come ornamento nei giardini e nelle dimore snob della laica modernità. Rimettere le acquasantiere al loro posto è impossibile!

  2. eduardo Alamaro ha detto:

    “…. Eppure le acquasantiere sono finite come ornamento nei giardini e nelle dimore snob della laica modernità. Rimettere le acquasantiere al loro posto è impossibile!!!!”
    E no, cara Isolabella. Tu perdi colpi, perdi Fede, in questo Venerdì santo di Passione! Scarpe rotte, eppur bisogna andar! Non c’è pane? Mangiamoci le brioches, se le sappiamo fare. Alziamo la posta, rimettiamo le acquasantiere al loro posto, in Chiesa. Movimento liberazione acquasantiere d’Italia rubate dai laici! Per un’arte a portata di mano. O forse solo per fare un colpo di mano, almeno web. Bisogna avere coraggio, aver fede, partire dalle piccole cose, come questa. Il diavolo si annida nei particolari. E party-colore. Bisogna scovarlo, snidarlo dal web. Il tempo è propizio.
    Stiamo colla munnezza global fino a qui, e oltre. Nel tempo del trionfo dell’immagine siamo paradossalmente tutti ciechi di fronte all’Arte applicata all’acquasantiera. Al mistero della fede. Le vie Crucis sono asfaltate ed in pianura. E’ una umanità cecata che va felicemente verso il baratro, da tempo, da molto tempo, si sa. Siamo messi peggio che nel famoso quadro di Brueghel a Capodimonte, … e non c’è nemmeno più l’anima innocente, il provvidenziale bambeniello che dà l’allarme. Che dice tra la gente: “il Re è Nudo!”
    Infatti al Re gli hanno tagliato la testa, da oltre due secoli, i rivoluzionari, i laici. E chi ne ha preso il posto è peggio del Re. Era ed è un impostore, pare. Il Popolo sovrano s’è rivelato col tempo (specie nel tempo d’oggi, passato il clima romantico delle rivoluzioni), solo un piccolo borghese utilitaristico che ha distrutto la bellezza del Mondo. E ha perso la Grazia di Dio creatore. Un mediocre che se ne fotte dell’Arte e del Paradiso. E delle sue acquasantiere. Che mira solo al profitto. E al fitto del (suo) quartino d’arte (supposta). A mettere qualche BOT in banca (dell’archistar). A speculare sul suo “pentacamere accessoriato bella vista sulla munnezza-mundial vendensi”.
    Isolabè, da Napoli della munnezza global, io e te, uniti in un solo grido di passione (e di ragione, anzi di santa Regione), in questa Settimana santa, gridiamo: “Redenzione! Pentitevi! Mettete, rimettiamo le acquasantiere al loro posto!!” Ci stai?
    Saluti e buona Pasqua a tutti i muratorini d’Italia, Eldorado

  3. isabella guarini ha detto:

    OK. Sai bene che ci sto a rimettere le acquasantiere al loro posto. Ho visto vip lavarsi i denti e sputare in antiche acquasantiere. Un vero sacrilegio! Ora rimettere la acquasanriere al loro posto è una vera mission per la salvezza dell’umanità.

  4. Manuela marchesi ha detto:

    Magari la modernità fosse davvero laica! Non si metterebbe le acquasantiere in casa…. qui si tratta di religiosità perduta, che poco ha a che vedere con la religione.
    Il problema è un altro, e riguarda anche la maniera in cui vengono fatti alcuni lavori di restauro e manutenzione nelle chiese (in questo caso). Alcuni anni fa entrai, come mi capita di fare quando sono là vicino, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma (Terme di Diocleziano-ripristino michelangiolesco). Ero andata per vedere la meridiana disegnata sul pavimento, con i marmi usurati secondo durezza e il bronzo dei segni zodiacali dalla lucentezza morbida.
    Che vedo? Mi sembrava di essere entrata nello spot della Cera Grey o nel catalogo di un marmista di Tivoli…tutto lucido, tutto uniforme e brillante tanto da non distinguere più il disegno dell’astrolabio sul pavimento…un guaio e una bruttura che non si sa.
    Ora io dico: oltre ai corpi che tendono all’eterna giovinezza, anche in certi luoghi il tempo deve essere cancellato?
    Evidente è che manca l'”ascolto delle cose”, diffuso, perché può darsi che quei lavori fossero sotto ègida vaticana piuttosto che delle Belle Arti, fatto sta che chiunque sia stato il responsabile, il risultato è lo stesso.
    Postilla:
    -non sono religiosa
    -io dentro casa mia non sono ordinata…
    -quelli delle acquasantiere sono, credo, gli stessi che non curano la ‘mmunnezza, vogliono tutto lucido e in casa girano con le pattine, metaforiche o reali che siano…

  5. eduardo Alamaro ha detto:

    Leggo con ritardo la risposta di Isolabella, scusatemi. “Ho visto vip lavarsi i denti e sputare in antiche acquasantiere!”, scrive. Terribile, cruenta immagine, alla Grosz. Dall’acqua benedetta all’acqua corrente del WC. E magari qualche disgraziato avrà usato l’acquasantiera anche come bidè, se non peggio. Qui ci toccherà raddrizzare gli orinatoi dell’arte fai-da-te e ricollocarli alle pareti dei cessi storici delle Chiese. Nella posizione giusta, questa volta. Va bene Isolabè, attrezziamoci pure per la Mission. Ma non esageriamo! “La salvezza dell’umanità” mi sembra cosa troppo grossa per noi. Mica so’ Allam! Iniziamo a salvare le nostre modeste acquasantiere, i nostri orinatoini capovolti dell’architettura locale. Tu mi capisci! Partiamo dalle piccole cose della nostra “Munnezzopolis”. Anche Manuela va “arruolata”, se vuole. La sua religiosità del lavoro; il suo occhio “No Cera Grey”; il suo orecchio teso “all’ascolto delle cose”, va bene, benissimo. Anzi è oggi indispensabile, perfino snob. Un dubbio di carattere “storico”, però. Sono stati i preti che si sono vendute le acquasantiere o i laici che se le sono arrubbate?
    Nell’attesa gradite un abbraccio circolare, largo quanto tutta l’acquasantiera di questo santo blog. Saluti, Eldorado

  6. pasquale cerullo ha detto:

    Acquasantiere sicuramente arrubbate, come balaustre, cornici e marmi vari, dai ladri senza legge divina e statale.
    Santa Maria degli Angeli (senza acquasantiere?) nella sua modernità è fornita di un utile bagno, utilizzato un paio di volte dal sottoscritto durante le sue bibliche estenuanti passeggiate romane. Il moderno dà e toglie.

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