Biennale … ci serve un’architettura …

(AGI) – Venezia, 11 mar.  Ci serve un’architettura che interroghi la realta “Questa e’ la sfida dell’11. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – ha detto Betsky -: raccogliere e incoraggiare la sperimentazione, quella delle strutture effimere, delle visioni di altri mondi o di prove tangibili di un mondo migliore. Questa Biennale non vuole presentare progetti esistenti o in via di realizzazione e non vuole nemmeno proporre soluzioni teoriche e astratte alle istanze sociali, ma intende vedere se l’architettura, sperimentando nella e sulla realta’, puo’ offrire forme concrete e immagini seduttive. L’uso di nuove tecnologie si puo’ considerare anch’esso sperimentazione, come del resto le tecniche sviluppate al di fuori del mondo che solitamente pensiamo come architettura: l’arte visiva e performativa, il cinema, il disegno del paesaggio e degli interni. Nella pratica, la tecnica del collage e dell’assemblaggio, il riuso e la ricostruzione, la decostruzione e la deformazione, l’effimero della forma e l’immaginario utopico o distopico, la proposizione del brutto, dell’informe, di cio’ che non e’ deciso ne’ definito, tutte queste sono possibilita’. In realta’ c’e’ una storia segreta dell’architettura, distinta dal susseguirsi degli stili e dai capricci della perfezione tecnologica, che ha usato proprio questi elementi per concepire un’altra architettura: e’ in questa tradizione che si pone l’11. Mostra”.

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