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Ma il buon vecchio Mario sarà sempre una certezza…
Caro Giorgio,
Ci ri-siamo con le celebrazioni del ’68. Giuliano Ferrara neo.Deo con.che parla di battaglia a Valle Giulia: frequentava allora – credo con i pantaloni corti – le scuole medie, poi l’università di Mosca e compagna americana e C.I.A… I 3 fratelli Petruccioli: hanno sposate le figlie della ricca borghesìa. Liguori a Mediaset, Gad Lerner ex di Lotta Continua, alla Rai TV ora TV7. Gianni Riotta dal Manifesto attraverso New York corrispondente del Corriere della Sera al TG1 RAI. Il “manifesto” ha collocato quasi tutti i suoi giornalisti migliori presso i media del potere che allora osteggiavano: l’Annunziata alla terza rete RAI, marito USA. Enrico Mentana, compagna comunista, poi Craxista, poi e ancora Mediaset, con moglie nobile e ricca. Paolo Mieli direttore del Corriere della Sera.
Potrei continuare… viene a mente la poesia di Pier Paolo Pasolini che da poeta aveva visto giusto.
Non si è mai visto una generazione tradire i propri compagni ed ideali quanto quella del 1968 la prima e più consumista italiana.
auguri,
v.g.berti
Non si è mai visto una generazione tradire i propri compagni ed ideali quanto quella del 1968 la prima e più consumista italiana.
Sotto e sovrascrivo, nonostante non abbia vissuto quel periodo, percepisco
Mai, come questa volta, Pinello Berti ha ragione.
esaminavo il post di isabella: eliminando l’inciso, risulta….. mai pinello berti ha ragione. hahahahahaha…..
Paolo, sei un simpaticone, anche senza virgola
isolabella! la sibilla cumana del blog………
Non capisco cosa ci sia dell’idea di tradimento nel diventare giornalisti, grandi professionisti, manager, e pure ricchi o benestanti. Sentire ancora oggi un insegnante di architettura, un educatore, che parla di “borghesia”, anzi borghesìa con l’accento sulla i signora mia, mi fa pensare ai colossali danni che il 1968 ha provocato nell’università e nella scuola, e mi fa sperare che presto quella generazione di docenti venga sostituita da un’altra, fatta di trentenni, quarantenni che hanno voglia di insegnare l’architettura a tutti coloro che hanno voglia di farsi un mazzo così studiando e non dormendo la notte per la passione dello spazio architettonico.
Se guardo all’università oggi e alle biografie della maggior parte dei docenti vedo che la “classe dirigente” è composta da ex sessantottini. Molti li ho conosciuti, alcuni anche amati intellettualmente, e uno è anche stato mio indimenticato maestro di composizione. Quando mi raccontava delle scazzottate a Valle Giulia fra il suo gruppo e quello di Fuksas, allora fervente camerata, io gli dicevo “Professore ma che ce ne facciamo di questa roba, oggi?”, lui mi rispondeva “nulla, prendeteci a calci e salite in cattedra a parlare di architettura”…
saluti
cristiano
Mr. Cristiano Cossu,
Non spetta a me educarLa ad una etica… neppure spiegarLe il 1968. Si legga Louis-Ferdinand Céline-Destouches (1894-1961) e non l’eccellente Céline Marie Claudette Diòn ( Quebec 1968 ).
Attendiamo ” venire sostituiti…” ma non da ” piccolo borghesi “, neo- theo- conservatori, neo-guelfi, catto-comunisti, neo-papisti, ” lumpen ” proletari, massimalisti, integralisti, di cui il ’68-69-’70 fecero pulizia.
L’ottimo architetto lituano: Massimiliano Fuksas, tra i migliori romani ( Rm 1944 ), non credo debba spiegarLe la Sua evoluzione e presa di coscienza politica.
Devo alla ” par condicio ” i nomi di: Vittorio Feltri, il caustico bergamasco (1943) direttore ed editore di ” Libero ” dal 2000, prima dell’ ” Indipendente ” poi de ” Il Giornale ” ora diretto Giordano; BelPietro dalla ” Voce ” a ” Panorama “; Marcello Veneziani 13nne nel 1968 ( 1955 ) che ha preso però posizione anti ‘ 68, direttore de ” Il Borghese “. Ferruccio DeBortoli quindicenne nel 1968 ( 1953 ) direttore dal 2005 de ” Il sole 24 ore “. Giuliano Ferrara antiabortista, pro-vita, in chiave spero, anti bomba demografica da ri-caduta dell’ occidente.
Gianni Baget Bozzo il socialista di dio.
Ma torniamo ai sessantontini della ” gauche “: Stefano Bonilli dal ” Manifesto “al ” Gambero Rosso ” ; Daniele Protti, mantovano (1945) dal ” Quotidiano dei Lavoratori ” attraverso il movimentismo del quartiere fiorentino dell’ Isolotto a Roma al ” Messaggero ” ora dei Caltagirone, all’ultimo ” Europeo ” poi bimestrale.
Restano le libere voci del milanese-romano Curzio Maltese che nel ’68 aveva nove anni, del torinese Marco Travaglio, ne aveva quattro di anni nel 1968, Adriano Sofri ( Pisa 1942 ), Paolo Flores D’Arcais ( Cervignano del Friuli 1944 );
mi verranno a mente altri televisi e cybernisti.
suo
pinello berti ( 1944 )
scusa cristiano, ma nn ho capito il tuo pensiero in proposito……..,
cmq, i vari pinelli-piselli che circolano nelle università italiane, e ce ne sono tantissimi, sono il prodotto del sessantotto: insieme alle giacche e alle cravette hanno fatto fuori anche la cultura! ed oggi hanno pure la faccia tosta di criticare!
Mr. Paolo,
Tanto ” colto ” e coraggioso da nascondersi ancora dietro l’anonimato,
si fa per dire…
Quando pronuncia il nome dei ” Pinelli ” rifletta, si ripulisca la bocca con tanta soda caustica e poi pensi alla vedova dell’anarchico morto a Milano, alla figlia cresciuta senza padre, vittima degli anni di piombo.
pinello
— Nella visione di Betsky dobbiamo essere disposti a usare ogni forma, immagine e “tattica” che ci aiuti a inquadrare, capire e organizzare un mondo che è in costante mutamento. La sostanza che alimenta questa trasformazione dobbiamo assorbirla dall’arte, dall’architettura del paesaggio, dall’interior design, dai media emergenti e dalla letteratura. Non dobbiamo lasciare che gli edifici soli protagonisti diventino la tomba dell’architettura, ma impegnarci per realizzare un’architettura che sentiamo nostra, che ci aiuti a capire e a rappresentare il mondo in cui viviamo. —
— Prendiamoli a calci e saliamo in cattedra a parlare di architettura —
Mr. Berti, l’educazione me l’hanno (già) data i miei genitori. Da un professore mi aspetto (al massimo) l’insegnamento di un mestiere: cosa che è stata totalmente dimenticata dai suoi eroi.
Siamo ancora ai “compagni che sbagliano”; auspicabile un aggiornamento.
Infattamente e qualunquemente Suo
Cristiano Cossu (1970)
Vi sono i sessantottini che hanno procreato. Per cui oggi ci troviamo di fronte a padre e figli. Santoro+Travaglio.
evidentemente mark twain nel sessantotto non era tra le letture preferite…I’ve never let the schooling interfeer with my education.
ma forse per tow sawyer non funzionava come per i vari ferrara, mentana e compagni (a).
Leggendo questi post..mi sembra di essere capitato su uno dei tanti programmi della De Filippi!! INSULTI, SALTI PINDARICI (…da Pinello a Pinelli…), e soprattutto sempre meno Architettura…..ahimè PAROLE NEL VUOTO…
Ma come si permette, Sig. Uno Dei Tanti! Paragonarci alla Sig.ra De Amicis! … Sono allibito e indignato :-)
saluti, nonostante tutto
cristiano
ma pinello è un grande!
nn capisce mai nulla!………
ma cosa c’entra l’anarchico pinelli e la sua famiglia con gli ingnoranti che insegnano all’università, cui io mi riferivo?
Cari amici muratorini,
vi leggo con piacere impegnati anche Voi in questo blog nella “Sessantotto”. Fino a tentativo di coniugarla e rileggerla nell’oggi, nel 2008. Mi pare di capire che abbia avuto successo la chiave del Tradimento. Italica e collaudata chiave usata ancora una volta dai voltagabbana di turno. Dai ribaldi e ribaltonisti di massa. Quelli che son passati armi e bagagli (ideologici) dall’eschimo alla giacca e cravatta. Dal faccia a faccia (di schaffi) al porta a porta dei media. Da padrone a padrone dell’architettura. Dal potere operaio al godere operato. Magari anche benedetto dal Signore (di turno).
Sulla Sessantotto ho scritto qualcosa per Lpp, forse lo sapete, ve lo avevo annunciato per tempo. Ve voglio bene assaii, specie Isolabella & Pinello!
Insistendo su questa strada, ho usato però un’altra chiave di apertura di quel mondo interrogativo dell’infanzia ’68. Forse più aderente, spero, a quello che si può fare concretamente oggi, nel 2008. Voi direte: e cioè?
E no! Vi ho scritto solo per fare un annuncio, uno spot, se si può, se me lo si concede. Solo per dirvi di andarvelo a leggere domani, su Lpp, sulla “PresS/Tletter”. Nell’Intermezzo tra un atto e l’altro della tragedia (o commedia) dell’architettura nostrana bloggata.
A presto! Blognauti di tutto il mondo dell’architettura, uniamoci!!!
Un saluto cordiale, Eldorado