L’insostenibile bruttezza delle metropoli …

Graziella Tonon, “Il paesaggio umiliato, insostenibile bruttezza delle metropoli”, Ogni uomo è tutti gli uomini Edizioni, Bologna, 2007, …

La dismisura non è simbolo di una maggiore urbanità.
Non serve neppure a distiguere il sacro dal profano, gli edifici pubblici da quelli privati, come un tempo la cattedrale e il palazzo comunale …

Una tesi oggi molto in voga tra gli architetti sostiene che il junkspace è il segno dello spirito dei tempi e che ai tempi bisogna adeguarsi.
E’ una affermazione sbagliata, pericolosa, che trascura totalmente l’esperienza concreta degli esseri umani. Se le si desse ascolto, occorrerebbe sostenere il contrario: che è lo spirito dei tempi con i suoi valori dominanti a dover mutare perché uno “spazio spazzatura” è umanamente inabitabile

Un pamphlet da non perdere …
una collana con una serie di titoli molto promettenti …
per informazioni: bo_baiesi@tin.it

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1 Response to L’insostenibile bruttezza delle metropoli …

  1. Emmanuele Pilia ha detto:

    Credo sia una sciocchezza parlare in termini di dimensioni come discrminante. La Tonon cita Rem Koolhaas. Bene, è lo stesso Koolhaas che parla di densità, e non di dimensione. La grandezza degli edifici appare un termine di paragone arbitrario come la sua “bellezza”. Non credo acquisterò quel libro.

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