A proposito della vicenda relativa alla minacciata demolizione della Scuola Cesare Polacco al Lungotevere Sanzio …
Riceviamo dal figlio del progettista Angelo Di Castro la seguente segnalazione che volentieri vi sottoponiamo: …
“-La scuola di Lungotevere Sanzio è stata inclusa dal Comune nella carta per la qualità tra gli edifici moderni di “rilevante interesse architettonico o urbano”.
-È indicata in diverse pubblicazioni come esempio di architettura estremamente valida (servizio a firma di Sara Rossi in “L’Architettura. Cronache e Storia” n.47 (1959), Ar n.4 (1998),…) ed è inclusa nella “Guida Di Roma Moderna” di Irene de Guttry (De Luca Editore) come esempio di allineamento dell’edilizia scolastica romana con “le più avanzate tendenze internazionali di ricerca in questo campo”.
-In AA.VV. “Angelo Di Castro. Disegni Pitture Architetture” Edizioni Kappa (1983) lo stesso Portoghesi segnala (pag.23) questo edificio molto positivamente e Mariano indica la scuola di Lungotevere Sanzio come sintesi di tutti quegli elementi che hanno contribuito a “creare uno stile Di Castro da molti ripreso”.
Si veda anche L. Finelli, F. Foå. “A. Di Castro Arhitetto Romano”. Edizioni Kappa 2000.
-L’archivio di A. Di Castro, dichiarato di notevole interesse storico (13 maggio 1991) è all’Archivio di Stato. (AA.VV. “Guida agli archivi privati di architettura a Roma e nel Lazio” Gangemi Editore (2002)).”
Da tale premessa discende quindi l’appello promosso dalla Fondazione Bruno Zevi:
CONTRO LA DEMOLIZIONE DELLA SCUOLA ELEMENTARE VITTORIO POLACCO SU LUNGOTEVERE SANZIO
Oltre che per le indiscutibili qualità architettoniche di sobrietà, eleganza e funzionalità, la scuola assume rilievo dal punto di vista storico in quanto segna la rinascita culturale della Comunità Ebraica di Roma all’indomani della seconda guerra mondiale.
La Fondazione Bruno Zevi si associa agli eredi di Angelo Di Castro nell’appello al Sindaco di Roma per la salvaguardia e la valorizzazione di un edificio moderno giudicato dallo stesso Comune di “rilevante interesse architettonico e urbano”.
A prima vista la vicenda appare quasi paradossale … un edificio di “rilevante interesse” rischia la demolizione pur essendo altrimenti suggerito dal nuovo Piano Regolatore …
a chiederne poi la salvaguardia appare addirittura, tra gli altri, il nome del Direttore Generale per l’Architettura contemporanea …
ma … invece di firmare appelli (rivolti, al fondo, a se stesso …) … non gli sarebbe bastato di esercitare istituzionalmente i suoi poteri/doveri? …
a questo punto, …
paradosso per paradosso, …
mancherebbe solo che a firmare l’appello …
fosse lo stesso sindaco …



