Di fronte alla scalea intitolata a Bruno Zevi …
negli spazi dell’aborrito Bazzani …
casualmente insieme … quasi una beffa …
il secessionista apuano … e … il ceco sordo …
scherzi del destino …
Due mostre la cui contemporaneità, … forse, danneggia entrambe, …
ché, come al solito a Roma: … quanno troppo … quanno gnente …
differenze? … un abisso culturale e scientifico …
stentoreo e pacchiano l’allestimento simil-littorio per il secessionista apuano … che si concentra attorno ad uno dei più volgari, costosi e presepiali plastici mai visti in circolazione … e mette in mostra senza troppa coscienza i pur cospicui materiali dell’archivio Del Debbio …
senza pretese, educatamente sottotono, l’allestimento per Loos … che si conclude in fondo all’ultimo ballatoio con il plastico originale di casa Baker … una vera “reliquia” che, da sola, vale la fatica di tutte e due le mostre messe insieme …
competenza, qualità, intelligenza e leggerezza non sono acqua fresca …
gli stessi cataloghi ne restano, ulteriore, testimoninza …
D’altro canto … gli instancabili maneggi politico-burocratico-mondani dei nostri ministeriali pasticcioni, … anche questa volta, dimostrano tutta l’inadeguatezza dei loro pur faraonici apparati …
era senz’altro ora di dedicare attenzione e spazio adeguati allo spesso e ingiustamente dimenticato Del Debbio, ma quando, con tanto dispendio di apparati, non si riesce ad andare oltre quello che era a tutti noto, da decenni …
tale sforzo a che vale? …
la smilza, pionieristica, monografia che Enrico Valeriani aveva curato per l’Accademia di San Luca e pubblicato esattamente trent’anni fa per Editalia, nelle sue quarantotto paginette, diceva già tutto quello che viene oggi sbrodolato nelle quattrocentoquaranta paginone patinate dell’intrasportabile catalogo pubblicato da Idea Book, …
evitando, peraltro, di accanirsi sulla foresta amazzonica …
e, senza nulla togliere al necessario lavoro sistematico, all’implacabile tassonomia, che Maria Luisa Neri elabora, con tanta diligenza da parecchi anni sull’argomento, …
le cattive compagnie che la seguono, a frotte, nel catalogo …
insieme all’ipertrofico e acefalo monumento che oggi si erige all’incolpevole Del Debbio, se mai possibile, si configurano, purtroppo, come un ulteriore vulnus alla sua memoria …




Finalmente una mostra su Adolf Loos, mentre qui a Firenze fanno il Festival della creatività…
“Parole nel vuoto”, direbbe il ceco sordo.
saluti
il materiale esposto mi è sembrato notevole in entrambe le mostre, e fa sempre piacere vedere disegni e schizzi prospettici di tale livello (del debbio), in particolare tutti gli schizzi dello stadio olimpico, scavato/appoggiato nel monte, o una versione della facoltà d’architettura con le testate cieche … certo da una parte plastici didattici sezionati ad illustrare il raumplan dall’altra il megaplastico dell’intero foro italico (con degli amici che lavorano alla galleria si diceva: domenica sera tutti qui a vedere il derby…). ma perchè fare allestimenti “alla maniera di”? e fare un catalogo con una grafica “avant garde” alla maniera (magari…) della grafica d’epoca?