Strani incontri in pineta …

Omaggio estivo … a un maestro dimenticato …

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qualche nostro giovane … lettore passeggiando incauto per la pineta di Fregene alla ricerca della casa di Nino Dardi si deve essere imbattuto nel rudere precoce di un’altra casa d’Architetto …
quella di Giuseppe Perugini …
nome, probabilmente, quasi misterioso per le ultime generazioni, …
ma sicuramente una delle figure più sensibili del dopoguerra romano …
che, alla fine degli anni sessanta … appena dopo Valle Giulia …

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8 risposte a Strani incontri in pineta …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Mi basterebbe soltanto la “gran pietra” delle Fosse Ardeatine per annoverarlo fra i maestri. Tutto il resto lo devo studiare…
    http://www.casadellarchitettura.it/monitor/d/cd.asp?id=00012
    saluti
    cristiano

  2. stefano salomoni ha detto:

    se le “ultime generazioni” fossero giustamente guidate dalle penultime…..

  3. Leticia Melara e Elena Pellegrini ha detto:

    Noi siamo con il cuore dolente.. Innamorate follemente di quella creatura abbandonata a se stessa, senza mamma e senza papà; Orfana e sconosciuta. Noi abbiamo scavalcato le sue pendici alla ricerca di un mondo perduto. E’ la casa di 007 appena atterrato con un insolito velivolo dalla vicina Luna.
    Improvvisamente però la sua precoce scomparsa (quella di Bond) ha segnato il declino miserevole di quest’Essere a più gambe e noi, inquanto portatrici della bandiera che sventola in nome di un’architettura dimenticata, la vogliamo ricordare come intrepido esempio di architettura d’avanguardia. Piangiamo come i neoclassici piangevano sui ruderi dell’antichità classica.
    Torneremo un giorno a coccolarla un po’, magari potendoci anche entrare e viverla come il Maestro avrebbe voluto.
    Lacrime sincere..
    Elena e Leticia

  4. annarita ha detto:

    io e mio marito casualmente ci siamo imbattuti e subito innamorati di questo capolavoro. Siamo molto curiosi e vorremmo tanto sapere come mai la casa e’ abbandonata. Ci sono dei proprietari? E’ una casa da sogno… in cui sarebbe cosi’ bello se qualcuno ci abitasse e potesse continuare a far vivere in un sogno qualcosa che non ha tempo
    ciao
    Annarita

  5. sergio 1943 ha detto:

    E’ stato il mio relatore. Ricordo la sua disponibilità. Solo un lato del suo carattere gli rimprovero: la troppa condiscendenza verso i prepotenti che si erano impadroniti della Facoltà dopo Valle Giulia. Non era l’unico professore che si sottometteva a quelle protervie. Ma in quei giorni non ci voleva nulla a passare per un fascista ed essere ostracizzato. Furono in pochi a difendere la loro dignità e a rifiutarsi agli esami di gruppo e ai 27 politici. Mi viene in mente, prima di tutti, Bruno Zevi che, piuttosto che piegarsi alle prepotenze (mi ricordo una sua lezione interrotta da un corteo starnazzante), dette le sue sofferte dimissioni. Mi ricordo la nobile figura di Saverio Muratori, ridotto a tenere le sue lezioni in una specie di fortilizio assediato. Voglio ricordare due flash del mio professore e relatore: il giorno che la Facoltà concesse a Richard Neutra la laurea “ad honorem” e il Senato Accademico si presentò (forse per l’ultima volta?), con il tocco tra i lazzi e gli scherni della studentaglia e Perugini era rosso di imbarazzo e di vergogna; mi fece tanta pena! E una mattina sulla soglia della facoltà a Fontanella Borghese, circondato da una muta scatenata di laureati che da un lato pretendevano la sua firma come avallo alla qualifica di assistente e dall’altro rissavano come cani su di un osso per vantare e negare reciprocamente asserite benemerenze e lui, il Perugini, in mezzo a quella canea, sempre con il suo timido sorriso d’imbarazzo. Avrei voluto urlargli: Ma prendili tutti a calci in culo!

  6. eduardo Alamaro ha detto:

    Finchè c’è ricordo non c’è morte! Nel quarantennale del ’68 è bello questo crudo squarcio d’epoca di “Sergio 1943”. Perugini rivive nobilmente nelle sue parole. Sarà contento, ovunque egli sia. Ho scritto qualcosa di simil taglio per Napoli e il suo sessantotto ad “Architettura”. Appuntamento a giovedì, “intermezzo” della rivista di Lpp, “PresS/Tletter”. Grazie per lo “spot” e un invito: blognauti di tutta l’architettura web: uniamoci in un superblog. Ad arte, applicata!! O no? Saluti, Eldorado

  7. gino ha detto:

    questa casa è semplicemnte orrenda! dovrebbe essere demolita il piu presto possibile! rovina il paesaggio e sembra la casa dell’orrore..oscena. speriamo che al suo posto sia costruita un vera villa e che quel ”coso” messo lì lo levino.

  8. Leticia Melara ha detto:

    Intanto non è una casa. E’ uno studio.
    Eppoi è bellissima. Spero che la risistemino. Mi piacerebbe tanto riqualificarla :)

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