Gli architetti si appellano …

Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, come tutti gli architetti italiani, l’ Appello degli Architetti al Governo elaborato dal Consiglio Nazionale in relazione alle note proposte del Decreto Bersani … che recita testualmente:

“Il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori si rivolge al Governo affinché favorisca un intervento a salvaguardia della qualità della progettazione nel settore dei lavori pubblici; qualità che rischia di essere gravemente pregiudicata dalla eventuale eliminazione della obbligatorietà delle tariffe minime disposta dal decreto legge Bersani.
La storia del nostro Paese e la cronaca giudiziaria dell’ultimo decennio insegnano che, nel settore dei lavori pubblici, la competizione deve avvenire sulla base della qualità del progetto e non su ribassi che, spesso insostenibili o virtuali, determinano pessime opere o varianti, con aggravio di costi e interminabili contenziosi legali.
Solo un progetto di qualità può assicurare la qualità delle opere pubbliche, così come è nella migliore tradizione del nostro Paese.
Il confronto concorrenziale deve avere ad oggetto la qualità del progetto e deve essere il più ampio possibile.
L’abolizione delle tariffe minime altera la concorrenza in quanto avvantaggia le imprese (che possono trarre profitto dalla costruzione) e, di fatto, estromette dal mercato i progettisti – in particolare, i più giovani – riducendo quella competizione che è la migliore garanzia di qualità.
A tutela della collettività, del paesaggio e della cultura architettonica, gli Architetti italiani e tutti i professionisti della progettazione chiedono che VENGA FATTO ESPRESSAMENTE SALVO IL REGIME DEI CORRISPETTIVI DEI LAVORI PUBBLICI così come stabilito dal Codice degli Appalti e dalla Direttiva Europea 2004/18 che – diversamente da quanto demagogicamente sostenuto – riconosce la legittimità delle tariffe per le prestazioni di interesse generale.”

Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
21.7.06

Finalmente … gli architetti come i farmacisti e i tassinari …
un sussulto di orgoglio corporativo …
a tutela della collettività, del paesaggio e della cultura architettonica …
solo un progetto di qualità può assicurare la qualità delle opere pubbliche, così come è nella migliore tradizione del nostro Paese
…”

Benissimo …

Ma, … cari colleghi, vi siete mai affacciati alla finestra?
Quello che vedete vi convince?
Privato o pubblico non fa poi tanta differenza …
Non avete qualche tremito? Un pochino di vergogna? …

Gomorra … oppure, chiamatela come volete, …
la città italiana contemporanea…
l’hanno costruita, “da soli” … gli ingegneri e i geometri? …

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9 Responses to Gli architetti si appellano …

  1. pinello berti ha detto:

    E TU GIORGIO MURATORE,
    QUANTE TESI HAI SFORNATO NEGLI ULTIMI ANNI ? SEI CERTO DI AVERE FORMATO GIOVANI ARCHITETTI O STORICI MANCATI ?

    vgberti

  2. pinello berti ha detto:

    Caro Giorgio,
    Mi permetti di consigliarTi una lettura per l’Estate?
    di
    MASSIMO CACCIARI (ex professore di Estetica allo IUAV & al San Raffaele di Milano; rieletto Sindaco di VENEZIA: la città delle “trasparenze” di SIMMEL …
    “ARCHITECTURE AND NIHILISM”
    Y A L E UNIVERSITY PRESS, 1993
    NEW HAVEN, CONNECTICUT, USA

  3. simone ha detto:

    è inutile protestare con Bersani, ma con quelli che l’hanno votato….

  4. per una volta mi trovo pienamente d’accordo con il prof.Muratore…quell’appello è di un ipocrisia più unica che rara..però,le cause della pessima qualità ambientale italiana quali sono?…a me tanti anni fà un professore italiano di una facoltà di architettura inglese, mio omonimo, mi disse che in Italia era mancata, a partire dagli anni 60/70, una “committenza iluminata”…e infatti sia nel pubblico che nel privato, ‘sti esempi di qualità vanno cercati con il lanternino…e la colpa è un po’ di tutti..mancanza generalizzzata di cultura..i lavori pubblici, il cui unico requisito richiesto sono spesso i bassi costi…e poi l’università, tutta, caro professor berti, che sforna laureati a rotta di collo ( siamo il paese con il più alto numero di architetti in relazione alla popolazione totale, vedi http://www.archieuro.archiworld.it ), e con una preparazione spesso vergognosa…e qui sopra a discettare spocchiosamente su chi nel bene o nel male riesce a farla un barlume di architettura, anche senza concorso( e anche questa è una loro colpa… mi vorreste dire che se Rutelli avesse chiamato uno di voi, per l’Ara Pacis, avreste rifiutato sdegnosamente ,ricordando che c’era l’esigenza del concorso?ma sìate seri…), e intanto la maggioranza di noi si scanna per una D.I.A. da € 2000,00…in barba delle ex tariffe minime
    ……e quando capita di progettare qualcosa di ex-novo, a chi è capitato, tra le normative bizantine, le richieste dell’immobiliare( o della committenza che ha visto su “cose di casa” una soluzione così bella..) viene fuori quel bel panorama a cui tutti gli italiani sono abituati…

  5. Isabella Guarini ha detto:

    De gestu intellego, quid respondeas. Vale!

  6. GAETANO ha detto:

    le vs risposte sono lo specchio di cio’ che è successo negli ultimi 40 anni in italia.
    Un 40enne che paga i vs litigi e la cura del proprio orticello

  7. antonino terranova ha detto:

    caro giorgio, che ne pensi? certo non eclatante: http://w3.uniroma1.it/diar/edi/editoriale.htm

  8. Andrea Di Loreto ha detto:

    La liberalizzazione delle tariffe non è un problema,
    sarebbe più importante modificare alcuni vincoli di parametro, posti dalla attuale legislazione, sulla possibilità di partecipazione a bandi di progettazione che prevedono anche un incarico professionale.
    Paolo Portoghesi, nel numero primavera 2006 di “Abitare la Terra”, pone una domanda a Veltroni, quale esponente del centro-sinistra e non in qualità di primo cittadino romano, sulla opportunità di modificare la Merloni a tale proposito.
    Infatti è vero che la professione dell’architetto si è ridotta al ruolo di semplice servizio tecnico.
    In fondo, quale garanzia di tariffa minima può essere mai utile, se poi i nuovi architetti dovranno adattarsi a fare i centralinisti per le soc. telefoniche, in mancanza di lavoro vero e serio?

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