E HANNO PURE IL CORAGGIO DI PARLARNE …

Sette anni di sfiga …

“L’accesso al museo è una soglia simbolica, una zona di trapasso auto-critico e insieme celebrativo. Attraversarla è una cerimonia che accentua la percezione di una dimensione spaziale e temporale irreale ma allo stesso tempo radicalmente e intimamente materiale”


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Piazze e piazzette … alla griglia … seconda parte …

Da Eduardo Alamaro: …

“Vedo su questo blog le immagini de “Per la gioia dei politici, … per l’orrore degli architetti”.
Allegovi a s-conforto due foto che ho scattato dalla mia finestra, alla piazzetta Stella di Napoli, della cui triste condizione l’Archiwatch già testimoniò quattro anni fa, come passa il tempo web  (vedi: “Piazze e piazzette … alla griglia ….”, 3 – 11 – 2008).
Confrontate queste foto con quelle di allora, quando, ad accompagnamento funebre, scrissi: “…. la Madonna della Stella non è intervenuta, non ha fulminato i grigliatori di Metronapoli, … e lo slargo della storica piazzetta è ormai alla griglia, compromessa definitivamente: è un parcheggio, una periferia urbana, totale degrado, pur stando in pieno centro di Napoli!”
“Che fare oggi?”, concludevo; “Madonna mia, miettece a mano tu!”, imploravo.
Ma ci mise mano il politico. Meglio: la Municipalità che, prima delle elezioni comunali, ripulì e restaurò … e arredò come ben vedete. “Per i bambini della Stella”, ai quali è ora dedicata la piazzetta, con apposita targhetta elettorale.
Il simpatico presidente, all’inaugurazione mi disse, a parte: “Questo è il meglio che potevamo fare, architè …: non è artistico, ma meglio questo che niente!! Almeno non ci sono più abbandonate le macchine … e non c’è più il cassotto dell’Enel … e c’è anche il gioco-bambini!”
Che dire? Così è se vi piace, e se vi pare, giocherelloni miei!
Saluti”

Eldorado

Piazze e piazzette … alla griglia … « Archiwatch

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QUALE FUTURO? …

sergio 43 commented on METROSUB …

“Oggi mi sono dato appuntamento con un carissimo amico, amico sin dalla prima elementare, davanti la stazione del Colosseo. Non avendo lui mai visto la Casa di Augusto e la recente scoperta della Coenatio Jovis neroniana sul Palatino, mi ero prestato a fargli da guida. Prendo una linea Atac, poi Metro A e Metro B. La stazione è quella che è. A differenza di quelle moscovite, presenta un unico murale, se non sbaglio di D’Orazio. Ulteriore segno di italica serietà, affisso su un tornello, c’era l’avviso che la Metro era in sciopero dalle 8,30 alle 10,30 mentre, essendo già le 10,00, torme di turisti e scolaresche sciamavano, ignare di tanta minaccia, sul piazzale. Il mio amico aveva sentito la notizia dello sciopero ed era venuto inutilmente in macchina all’appuntamento. Oltre gli architetti neanche i sindacati sono più costituiti da uomini d’onore! Comunque la giornata non va sprecata e il mio amico è soddisfatto della visita sul colle. Scendendo dall’Arco di Tito sono coinvolto in una scenetta che, dapprima di romana ironia, mi lascia poi mortificato. Un robusto ragazzo vestito da legionario se ne sta piantato a gambe larghe davanti la Meta Sudante. Passandogli accanto si rivolge a noi con un sonoro: “Bella la vita!” Gli rispondo con un sorridente: “Perchè? Te pesa l’armatura?” Ci risponde serio: “No! Bella la pensione!” come per dire “Beati voi che ve la godete! Guardate che me tocca fà senza che, con questa recitata, possa sperare di raggiungere la vostra serenità”. Chissà come aveva sgamato la nostra qualifica eppure siamo noi due ancora gajardi giovanotti di sessantanove anni. Mi son chiesto se veramente fossimo già, noi fortunati figli del baby-boom, del boom economico, delle certezze e delle sicurezze, fisionomicamente diversi da tanti di questa generazione che debbono far quadrare il pranzo con la cena giorno dopo giorno senza una speranza di futuro. Con questi amari pensieri sono tornato a casa. Sull’ultimo autobus, seduto davanti a me, c’è un altro giovanotto, vestito con una tuta fluorescente da operaio stradale. Mentre guardo distrattamente la strada il giovanotto, con un gesto rapido, sfila il martelletto che, appeso accanto al finestrino, dovrebbe servire a rompere il vetro in caso di necessità e se lo mette in tasca. “Ma che sta facendo?”, esclamo. “Me serve!” mi risponde tranquillo. Scivolo nel mio romanesco per farmi capire meglio: “E allora vattelo a compra’ dar feramenta! Se fosse necessario, che dovemo rompe er vetro a capocciate?” Non mi risponde neanche e poi non posso educare l’universo mondo mentre la mia fermata si avvicina. Evitando gli stracci depositati a terra, frutto di una precedente e meticolosa cernita nei cassonetti dell’AMA, mi chiedo: “Ma di che cosa stiamo parlando? Quale futuro per la nostra civiltà? Quale senso il nostro civismo? Povera Italia e poveri noi, nessuno escluso!”

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LE CASE DI FREUD …

LE CASE DI FREUD

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METROSUB …

Ettore Maria Mazzola commented on Metro Mosca

“… e quella di San Pietroburgo non è da meno!
Altro che l’abominio di Piazza Annibaliano!” …

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IMPERIALE … BRASINIANA …

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SOTTOPASSO? … NDO’ PASSO? …

I commercianti del Centro “No a sottopasso Ara Pacis”

 Sottopasso Ara Pacis e parking Ripetta

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‘NA BELLA PASSEGGIATA …

Ny, ecco il parco sotto terra

foto

Piante e giardini dove passava la metro

 

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PER LA GIOIA DEI POLITICI … PER L’ORRORE DEGLI ARCHITETTI …

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SCOLAROMANA …

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