“Se è possibile individuare un tema uno (1) per distinguere un architetto di valore dagli altri pasticcioni che a ogni occasione ricominciano, l’ossessione inseguita per un’intera carriera da Anselmi è stata dimostrare cosa sia veramente l’architettura escludendo l’edilizia di utilitas e firmitas. Scollarne il poetico valore formale per mostrarcelo ben distinto da quelli di scultura e pittura – e quanti meno bravi di lui sono più scultori o pittori ma assai scarsi architetti.
In questa significativa foto che rubo a Cristiano Cossu fatta di pesi che NON gravano su opportuni piedritti e di percorsi protetti da ringhiere che NON portano da nessuna parte, si vede bene la semplice tecnica compositiva piena di «errori» che utilizzava.
Due righe lunghe quanto un necrologio,
Giancarlo Galassi :G
ps. Se qualcuno ritrovasse (magari un parente) una foto di un suo tavolinetto in travertino e vetro in forma di faraglioni che vidi esposto a Via Giulia decenni fa (niente nel WEB, accidempoli!) , potrebbe scansionarla e mandarla al nostro ospite? Mi piacerebbe rivederlo… allora rimasi incantato per un quarto d’ora buono per tanta felice facilità… ma bisogna vederlo che a parole non si spiega e sarebbe un buon modo per ricordarlo.













