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Pubblicato in Architettura
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UNA CHIESA BELLA? …
Quando si può dire che è una chiesa è bella
trovato per caso …
ma …
ci casca a fagiolo …
misteri del web …
Pubblicato in Architettura
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SPAZIO SACRO E ARCHITETTURA …
sergio 43 commented on: COLLA PIPPA E COR FIOCCHETTO E…
“Interessante (almeno per me) linea di considerazioni sull’edificio religioso, nei suoi valori sostanziali e architettonici. Torno, se qualcuno ricorda, sulla mia sorpresa di giovane studente praticante e cattolico quando vidi, in un episodio dei lontani anni sessanta, che le soluzioni studiate per un luogo di culto erano poi state usate indifferentemente, dato l’infelice risultato del concorso, per un locale commerciale. Era una delle prime chiese post-conciliari e vicina alle nuove regole liturgiche (considerate che ero cresciuto all’ombra di San Giovanni in Laterano e, per le messe domenicali, si frequentavano indifferentemente Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni a Porta Latina o le più recenti Natività e Ognissanti. In tutte ritrovavi il rassicurante e romano impianto basilicale che aveva attraversato i secoli. Quando andai la prima volta in Terrasanta mi sentii stranito, stretto tra due diverse culture, e oramai assuefatto, come sulla casa di Pietro a Cafarnao, alle moderne soluzioni chiesastiche. Mi sentii finalmente a casa soltanto quando entrai nella chiesa della Natività di Betlemme con il suo classico impianto basilicale-costantiniano). Questo fenomeno di trasferimento di significato da una categoria all’altra è diventata quasi universale nella nostra cultura. Mi veniva di confrontare ciò che riguardava, anche per i non credenti, il nostro nuovo indirizzo del sacro con quello che riguardava le altre religioni, monoteiste in specie . Forti (o deboli, non so) di non aver sentito l’esigenza di confrontarsi con la modernità, i loro luoghi di raduno non sono cambiati nella sostanza liturgica. In una Sinagoga di Wright, nella Sinagoga di Roma o nelle nuove Sinagoghe davanti il Muro del Pianto puoi riconoscere lo stesso impatto formale e lo stesso impianto sacrale. Mi ha stupito ancora di più la mia prima visita a Istanbul. Venendo dall’aereoporto e attraversando per chilometri la nuova città in rapida crescita vedevi innumerevoli moschee costruite o in costruzione. Erano copie, ma pienamente convinte di se stesse, della filiera Santa Sofia, Moschea di Solimano, Moschea Blu, ecc. oppure, volendo personalizzare, la filiera Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto, Mimar Sinan, Mehemet Agca fino ai fedeli esecutori di oggi. C’è qualcuno che conosco che sta lavorando in Turchia, insieme ad architetti locali, a varie operazioni residenziali, commerciali e di servizio che sono figlie pienamente inserite nell’invadente circuito della cultura occidentale. Qui arriva il dilemma e non so darmi una risposta. Quei moderni architetti turchi, ove fossero chiamati a disegnare una moschea, potrebbero esprimersi con la massima libertà progettuale o dovrebbero, oppure, meglio, si sentirebbero naturalmente portati a partire dal consueto impianto centrale coperto da cupola con i minareti intorno? Addirittura, quando, come adesso, è necessario seguire con nuovi luoghi di culto l’espansione della città, le autorità religiose stanbuliote si affidano unicamente ad architetti specializzati? Si potrebbe ipotizzare anche da noi, come c’è l’architetto specializzato in giardini, l’architetto specializzato in urbanistica, in restauro dei monumenti, l’architetto specializzato in luoghi di culto? Domande oziose! Però non è una risposta oziosa, caro Giancarlo, quella data dalla corrente religiosa che tu hai richiamato. Da questo punto di vista non si potrebbe più parlare di “codici deontologici traditi”, ” di biechi prestanome” ma, riportando la divertente definizione falsocasciolesca, di semplice “brand” religioso, proprio come una “marca” era ed è l’impianto basilicale costantiniano del cui esecutore si commemora con una bella mostra, dopo Milano, l’Editto. (Ah! Vuoi sapere perchè per me dietro l’inventore della “basilica cristiana” c’è, non un architetto, ma direttamente l’imperatore? Sconfitto Massenzio, imposessatosi dell’enorme costruzione del suo avversario nel Foro. posto il suo acrolito nell’abside ricavato nel lato lungo, Costantino si accorse evidentemente che il popolo trovava difficoltà a rivolgersi, attraverso gli enormi pilastri, alla statua di culto. La posizione migliore era naturalmente quella che poneva il fuoco dell’adorazione sul lato corto. Ci sono voluti più di mille anni perchè un rivoluzionario come Michelangelo, rigirasse di nuovo la direzione dello sguardo dei fedeli)“
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ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.3: KIKO ARGUELLO …
Quello che abbiamo rivelato alla cultura architettonica in questo blogghetto, e di cui voi siete stati testimoni tra crisi e ironia, sull’occasione dell’antologia delle nuove chiese romane curata da Marco Petreschi, è stato un modo di intendere e realizzare architettura che non può lasciare indifferenti.
Per quanto non ci piaccia, per quanto contraddica ogni cosa imparata sull’architettura studiando all’università, (Scuola Romana, Tendenza Milanese, Movimento Moderno, Storicismo ecc.), la realtà di queste architetture anastatiche di Kiko Argüello manda in frantumi ogni castello di carte intellettualistiche.
La chiesa standard dei neocatecumenali , impostata su un ”progetto guida” che immagino venga “suggerito” con insistenza alle commissioni diocesane locali, è alla fine dei conti, anche nel panorama del moderno romano, l’unica chiesa che, nella sua disturbante e piatta funzionalità simbolica, risalta sul brusio di fondo architettonico delle altre, sul loro sbriciolamento culturale, sul loro non appartener più ad alcuna comunità civile ma solo alle illusioni del suo egocentrico architetto-autore.
Il fondatore di un movimento ecclesiale, il santo prossimo venturo, che progetta le chiese per la sua sottochiesa e dipinge anche i quadri al suo interno, circonda i fedeli delle sue reliquie di domani. La madonna di San Kiko Arguello come una prossima madonna di San Luca.
L’arte e l’architettura perdono ogni tentativo di “rappresentare” la sacralità perché coincidono con il sacro! Sono sconvolto dal pensiero che forse trovi un esito positivo, però con una petizione di principio al limite della blasfemia, il famoso tentativo andato male di S.Paolo all’Areopago di ridimensionare il portato dell’arte.
29«Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo credere che all’oro, o all’argento, o alla pietra scolpita ad arte e con ingegno umano sia simile la Divinità; 30 e Dio, non tollerando più i tempi di siffatta ignoranza, fa oggi annunziare agli uomini tutti e da per tutto che facciano penitenza». At. 17
Giancarlo Galassi :G
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NELLA CITTA’ CHE SALE … MEJO DE ROSSI E PORTOGHESI MESSI ‘NSIEME ……
Parrocchia San Massimiliano Kolbe a Via … – Diocesi di Roma
Chiesa di San Massimiliano Kolbe – Wikipedia
La nuova chiesa di Prato Fiorito dedicata a San Massimiliano Maria …
Immagini relative a chiesa massimiliano kolbe
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