-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Cerca
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- LA TECNOLOGIA AVANZA ... fuijmme ...
- PAOLO MARCONI ... UN MAESTRO ... UN AMICO ...
- Giorgio Grassi ...
- Oggi ci ha lasciati Pietro Barucci all'età di 100 anni.Il Centro Studi, le figlie Clementina, Valentina, Luisa, tutti i nipoti e i pronipoti, si stringono a lui in un caloroso e forte abbraccio e porteranno per sempre con loro i suoi insegnamenti, la sua grande volontà e voglia di vivere. Grazie nonno ci mancherai molto!!Per tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto, i funerali si terranno lunedì 8 maggio alle ore 16:30 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.❤️#pietrobarucci
- “Mauvais Le Corbusier”…?
- Palmarola 1970 o ... degli «Ortiveri» …
- IL MOSTRO DI GALLIPOLI ...
- …
- Enigmistica Romana: Scopri l'intruso ...
- Il cielo sopra Berl ... sopra Roma ...
Commenti recenti
- valentinabarucci su Un ricordo di Patrizia Pizzinato di Simone Ombuen
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- VENERDI’ 30 OTTOBRE 2026 alle ore 17:30 il Centro Studi Giorgio Muratore. Osservatorio sull’architettura inaugura le attività del nuovo anno con l’invito alla presentazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983” a cura di Clementina Barucci e Bruno Regni. Campisano Editore.
- E’ appena uscito il volume di Mauro Sàito, “Passeggiate architettoniche”, dedicato a trenta itinerari in Basilicata alla scoperta delle architetture del ‘900.
- Il Centro Studi Giorgio Muratore ricorda con grande affetto Susanna Nobili, con le parole di Flavia Rossi.
- AUGURI DARIO! 10 Agosto..
- Pubblicazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983”.
Archivi
Interno … moderno …
Pubblicato in Architettura
4 commenti
Muri … ai pittori …
Sergio Marzetti così commenta a proposito di MAXXIMANIA e di senso del mostruoso: …
“L’hanno già fatto e lo faranno ancora, sig. PI! Fior (sic) di sociologi, di politici e di mamme “so’ piezz’ e core” hanno difeso i pargoli perchè quest’ultimi si “debbono esprimere” su case e monumenti! Le racconto due episodi:
1) (questo forse l’ho già raccontato!) Alla mia tarda età, ad agosto, ho portato per la prima volta mia moglie a Praga. Mi aiutava ad ammirare la bellezza della Capitale Ceca i chiari colori dei palazzi della Capitale Ceca lindi e pinti (a proposito, bellissimo lungo la Moldava il “Ginger e Fred” di Gehry!) quando ho visto anche qui un oltraggioso scritto, “Roma Caput Mundi” e “Forza Roma”, deturpare un dignitoso palazzetto asburgico. Poi altre rare tags ho viste purtroppo in qualche angolo oscuro e degradato di Praga. La differenza con Roma, anzi con l’Urbe (alla faccia di chi ha in uggia questo nome ma, vedete, ogni anno il Santo Padre ci benedice Urbi et Orbi!) purtroppo é che vedi una città completamente degradata!
2) L’altro giorno su TG-Regione Lazio un simpatico signore ci accompagnava in visita alle strade dedidicate ad antichi mestieri: via dei Giubbonari, via dei Balestrieri, via dei Chiavari, via dei Sediari, oscuri passaggi ad arco, cortiletti assonnati….Tutta fatica sprecata! Era inutile farci vedere tanta delicata misura! Ogni sua parola, ogni sua spiegazione era annichilita da ciò che vedevi alle sue spalle! Chilometri quadrati di scarabocchi, firme, scritte!
Allora, come mi piace esprimermi nella lingua dove il “dolce raddoppiar di consonanti suona”, e come diceva il glorioso Marchese del Grillo: “Posso esse’ ‘n pò incazzato?”.
Se non si possono sbattere in galera questi pargoli, perchè non rinchiuderli nel MAXXI e lasciarli “esprimersi” in santa pace, nostra e loro?
Ma fuor di paradosso! Parliamo di architetture che la città ha fatte proprie perchè in scala con le sue ossa. Lei citava il San Carlino! Ha avuto modo, per esempio, di vedere come i Passarelli hanno completato il particolare contesto di via delle Quattro Fontane e relativo incrocio dominato dal Borromini, lì da dove si riescono a vedere ben tre obelischi, con la loro sede dell’IMI? Vuole vedere un vero Museo moderno? Vada nella Città del Vaticano a vedere il Museo Profano di questo Studio Romano e del suo rapporto calibrato con la Pinacoteca. Vuole vedere un gesto da Archistar quale io condidero Lucio Passarelli? Vada a vedere l’Edificio Polifunzionale di via Campania e sul quale ci siamo accapigliati in questo blog, come era giusto trattandosi di un edificio molto complesso ma che conteneva il giusto rapporto con il quartiere e con le Mura Romane. Mi dice , sig. PI, qual’è il rapporto dell’Ara Pacis e del MAXXI con la nostra città? Io sarò tardo, obsoleto, antiquato ma non l’ho capito. A me sembrano due aliene astronavi marziane calate in una città che ne ha viste e subite tante. Come “Un Marziano a Roma” di Ennio Flaiano anche questo edificio, dopo un primo momento di curiosità, verrà digerito ma, mi creda, sarà sempre una cattiva digestione. Non voglio apparire, proprio io romano, un provinciale. Ben vengano e si confrontino in un concorso i migliori architetti che, data la sua importanza nella storia nell’architettura, questa città merita. Ma ci facciano vedere che hanno la sensibilità per comprenderla e non ci costruiscano un edificio come se, citandola, mr. PI, pensassero di essere a Londra o a Cincinnati. Va di moda dire che Roma dovrebbe accogliere i gesti più arditi così come Parigi ha assorbito il Beaubourg. Bene! Quando andai a Parigi per vedere questa meraviglia, che entusiasmò anche me, feci una foto che amo molto dalla cima dell’edificio di Piano. Tra i tiranti e i puntoni del Beaubourg riuscii a traguardare insieme, con la mia fotocamera, l’articolato sistema gotico di sforzi lineari in pietra di Notre Dame e il leggero intreccio ricamato di tiranti e puntoni della Tour Eiffel. Piano aveva colto e concluso il percorso secolare gotico di questa città sulla Senna che, con il classicismo rinascimentale prima e le demolizioni hussmanniane con le accademiche ricostruzioni neo-classicistiche Bueaux Arts poi, era stato in buona parte obliterato. Roma, credo, é molto più difficile di qualsiasi altra Capitale perchè, con i suoi tridenti, i sistemi sistini, colonne onorarie, obelischi, piazze maestose e piazzette ornate di capolavori, é l’archetipo che ogni paese ha dovuto copiare. Per chiudere con un pò di autoironia e per dimostrare come la città sia difficile, voglio ricordarle l’ultimo importante concorso svoltosi con tutti i crismi a Roma, quello per l’ampliamento della Camera dei Deputati, conclusosi con diciotto (sic!) premiati ex aequo. Dopo quasi mezzo secolo Piazza Montecitorio ci immusonisce ancora con il suo boschetto di pini asfittici che, ombreggiando i fianchi esposti degli edifici superstiti alle demolizioni del Basile, tutelano un parcheggio di auto blu protetto da bandoni di latta. Che strano! Mentre, approfittando di un atto d’imperio che la nuova legge sul potere dei sindaci offriva loro, Rutelli e Veltroni hanno in breve tempo (sempre con un sacco di quattrini!) potuto realizzare, con l’Ara e con il MAXXI, questa operazione più di marketing che di architettura, le varie Presidenze della Camera susseguitesi nel tempo, salvo quel primo timido tentativo, non hanno più avuto il desiderio o la velleità di sanare questa ferita nel cuore politico di Roma!”
S.M.
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
Da Torino … MVRDV meets Barucci! …
Cristiano Cossu ci segnala:
“Il bello dell’architettura vera è che non hai bisogno di inventare nulla: http://europaconcorsi.com/projects/113026-Casa-INCIS-oggi-ATC-in-Corso-Taranto-80-a-Torino-1966-75-/images http://europaconcorsi.com/projects/104019-Celosia-Residence/images saluti
c
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
Attenti alle curve! Bernini/Ouroussoff
Riceviamo da Isabella Guarini il seguente commento:
“In occasione dell’inaugurazione del Museo d’Arte contemporanea del XXI°secolo in Roma, dal grattacielo del New York Time in cui lavora Nicolai Ouroussoff ha sentito il rombo del tuono che “scuote la città… riportandola nel presente” e scrive: “Le sue linee sensuali sembrano catturare le energie della città portandole nel suo ombelico, rendendo timido tutto ciò che si trova attorno Anche il Bernini, suppongo, ne avrebbe apprezzato le curve.”
Per qualificare l’evento architettonico contemporaneo del XXI° secolo in Roma, Ouroussoff impersona il pensiero del Bernini, anche se cerca di ripararsi con “I suppose” e basa tale reincarnazione sull’uso delle linee curve. Da qui derivano molte perplessità e dubbi. C’è da chiedersi, infatti, di quali linee curve si stia parlando, se quelle dei panneggi con cui il Bernini avvolgeva i corpi in estasi o tormentati, ma sempre rispondenti agli ideali classici, o delle curve ellittiche, come deformazioni del cerchio, per le chiese e per la sua più famosa opera urbana che è il Colonnato di Piazza San Pietro. Se la continuità, tra l’edificio del Museo d’Arte contemporanea del XXI° secolo e l’architettura del Bernini è ridotta alle sole linee curve, si tratta di un richiamo alle caratteristiche divulgative dell’arte Barocca come semplice reazione alle forme geometriche primarie del Rinascimento, mentre l’essenza creativa dell’architettura del Bernini, e di tutta l’arte Barocca, è la complessità. Le masse murarie sono plasmate per risolvere il conflitto tra l’interno e l’esterno e sono medium per mettere in relazione i vari livelli di significati, privato-pubblico, funzionalità-simbolo, con una gerarchia di elementi dalla scala dell’edificio a quella urbana e paesaggistica. A mio parere il Bernini concretizzò una sintesi architettonica dei vari livelli ambientali e di significato, in maniera paradigmatica, nella Chiesa dell’Assunta in Ariccia. Come un piccolo Pantheon, la Chiesa vera e propria è avvolta in un porticato, che, con le due facciate laterali, estende il prospetto della Chiesa sulla Piazza Corte in cui campeggia il lungo fronte del Palazzo Chigi. Ma il porticato anulare non ha solo la funzione di armonizzare le dimensioni dello spazio urbano bensì quella di collegare il livello superiore della piazza e della Chiesa con quello inferiore del borgo mediante scale avvolgenti i lati della Chiesa. Inoltre, le due torri campanarie, che definiscono la facciata posteriore, sono l’elemento di risonanza paesaggistica, con cui si segnala la presenza del centro religioso in lontananza. Con questa piccola, e poco rinomata Chiesa, il Bernini realizza l’unità dei vari significati dell’architettura in simultanea, come mai era avvenuto prima. Certamente non possiamo affermare che l’architettura “moderna” abbia realizzato una simile unità architettonica e tanto meno l’urbanistica, che hanno lasciato irrisolte le contraddizioni tra spazio interno ed esterno, tra città e paesaggio. Contraddizioni irrisolte, che si sono trasferite nell’architettura globale, veicolate dal mito della tecnologia che rende reali le fantascientifiche visioni delle avanguardie. A Roma come a New York nelle monadi globali, senza porte e senza finestre, si agita la disorganica esistenza dell’ istante senza presente.
Dunque, dobbiamo arrenderci a tutto questo? Dobbiamo non vedere e non sentire la lezione della storia che da ogni angolo del nostro paese proviene in maniera preponderante? La risposta, a mio parere, sta nel riconoscimento degli errori sin qui prodotti dalla modernità senza storia e dal futuro senza presente.”
I.G.
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
Quando la politica annaspa … gli architetti …
“Quando la politica annaspa, si fa largo la società incivile” …
“È un intreccio di cemento finanza e banche, burocrazie complici, massonerie, consorterie, comitati d’affari.” …
Per capire un po’ meglio anche l’Architettura di questi anni …
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento












