Nativo della Dacia (odierna Romania) come i migliori operai edili nella Grecia di quell’epoca, il suo nome vero era Munesicule. Cercò di nascondere le sue origini straniere a quei classisti di ateniesi iscrivendosi all’Ordine degli Architetti senza le U. Scoperto l’inganno dal perfido Icotino, il suo più acceso rivale, Mnesicle riuscì a convincere l’assemblea dei cittadini che un nome dalla pronuncia improbabile desse un tono postindoeuropeo all’uomo di classe. L’idea era così economica e populista che allo statista Pericole bastò togliere la O dal nome per divenire subito demagogicissimo.
Oppresso dalla moglie, a sua volta vessata da quelle snob delle sue amiche, anche l’odioso Icotino si disanagraficò la vocale riconoscendo indirettamente a Mnesicle il suo primato tra i contemporanei: «E’ il mio maestro di raggruppamento consonantico», amava ripetere, ma, secondo lo storico dell’epoca Tcidte, la frase è da intendersi come ironica e colma di malcelata invidia.
Conquistata per meriti antroponomastici la fiducia degli ateniesi, Mnesicle li convinse che i tornanti della vecchia mulattiera che saliva all’Acropoli fossero così antimoderni che anche uno spartano si schifava a farli. Li sostituì con uno scalone dritto per dritto sicuramente scenografico ma con un rapporto alzata pedata da stiva di trireme: «E’ una memoria della potenza marittima di Atene», scrisse nella relazione al progetto.
Purtroppo i lavori di Mnesicle sancirono il declino della solenne Processione Panatenaica che era tanto caratteristica per gli ipparchi di corsa a cavallo, per le quadrighe seguite da opliti trottanti in armatura, per le affannate mandrie di buoi da sacrificare, per i suonatori, le canefore, i sacerdoti eccetera eccetera: nessuno riusciva più ad arrivare in cima alla ripida scala e a varcare i Propilei.
Munesicule il Dacio e suoi assistenti furono bolliti, inscatolati in piccoli tranci e distribuiti come opere d’arte di Pireo Manzoni alla colta popolazione di Atene. Ne trascriviamo la ricetta dall’etichetta: acqua, miele, piante aromatiche, aromi naturali, spezie, carni di architetto cotte 38% equivalente a 163 gr. di carne cruda magra (76% del peso dichiarato), sale, marsala, gelificante: agar-agar, addensante: farina di semi di carrube, esaltatore di sapidità: glutammato monosodico, conservante: sodio nitrito.






e dopo la presunta architettura “buona come il pane” .. gli architetti “buoni come la carne” … sarà mica per questo che è nato il veganesimo??
che faccio? … ti rispondo?