META SUDAN (3) … SPAvaLDING …

GHK Grand Hotel Khartoum copia  KIRI

 KHARTUM IMPORTA ROMA INTERROTTA

 Giocando con Roma1

Anzi, con Khartum attraverso Roma.

Per il ciclo “Incontri Internazionali d’Arte ludica”, presso il suq El Traian, un tantino fuorimano, è in corso la mostra dal titolo “KIRI – Khartum Importa Roma Interrotta”.

La locandina segnala:

La manifestazione propone incoerenti adattamenti alla celebre mostra romana del 1978, opera dei dodici contemplatori del riferimento topografico del Nolli (1748), oggetto nel 2008 di una serenissima rivisitazione.

KIRI rappresenta una lettura deviata su Khartum spalleggiata dalla importazione di improbabili mimetismi suggeriti da alcuni  parafrasando la famosa frase di Argan “esercizi di stretching dell’Immaginazione alle parallele dell’Inezia”.

Da questa parte.

Considerato il tridente romano e dintorni l’oggetto della spericolata vernice, concediamoci dunque una Via del Babuino percorsa dal Nilo Azzurro; mentre a ponente, Romolo Gessi (chi lo osanna, chi lo condanna), amico del Gordon Pascià, naviga a vista su Via di Ripetta, alias Nilo Bianco. Non esattamente “Bianco Meier”.

Li vedete i due fiumi? Troppo shopping?

Per cortesia, tre minuti di solo shipping!

Un boccaglio al sileno parlante, una vela alla Barcaccia.

Dopo tanto fluire verso nord i due fiumi, giungendo qui a Khartum, confluiranno nel grande Nilo/Via Flaminia, guadagnando molto più avanti il mare, nei pressi del Cairo/Rimini.

Lungo il percorso –onorati della presenza del dottor Nilo Del Fancelli in prima riva, giunto per noi da Piazza Navona– si contano ben sei cateratte: fatti i dovuti rapporti di scala, la più vicina dista circa sessanta chilometri dalla capitale sudanese, approssimativamente in zona Maxxi.

Dico bene dottore?

E chi vede niente? Boh! Le cataratte? Dirà bene! Ma la prossima volta, provate a sostituirmi con altri sosia, tipo quei due scansafatiche sempre adagiati al Chiaramonti e al Campidoglio. Poi vi giro i loro numeri di telefono…

Queste le chiuse artificiali che non consentono la navigazione poiché i sino sin qui sono giunti. Esemplare dimostrazione, la diga-centrale idroelettrica di Merowe/Ponte Milvio, fuori planimetria nolliana.

E adesso corri, dato che sei il capogruppo, dagli egiziano-romagnoli e prova a convincerli –suggerisco a debita distanza– che anche tu hai bisogno di acqua. Ascolta poi cosa hanno da ridire a proposito della nuova diga etiope “Grande Rinascita” (la troverai risalendo l’Azzurro Scipioni, pardon, Babuino, in corrispondenza di Benishangul Gumuz/Via del Tritone). Se decideranno di non prenderti a morsi, caro nostro messaggero, torna per ragguagliarci su questi due macelli!

Questa è la downtown: Garden City/Pincio (una palma ogni ventimila palmi romani), Mogram/Via della Penna; lungo la congiunzione Blu-White c’è l’Isola di Tuti/Piazza del Popolo, alla deriva verso Passeggiata di Ripetta.

Poco più a nord, Shambat Bridge/Porta del Popolo e Al Zaim Al Azhari Road/Muro Torto.

Su Piazzale Flaminio: la parte a nord-ovest –Vigna Sebastiani, area già impegnata dalle stecche funzionali dardiane (non si tratta di frecce)– rappresenta in questa realtà la città di Omdurman.

A nord-est noterete un grande cerchio. E’ l’area di gioco del “Nuba wrestling” –punta di Diamante della zona Bahri/Valle Giulia– combattimento nobile, alla stregua delle Belle Arti marziali: due squadre si sfidano in duelli con l’obiettivo di costringere l’avversario a terra. La struttura è sempre colma di spettatori; datteri e legumi, qui sono a buon mercato.

Infine, il Corso: all’antica Via Lata, temporaneamente sudanizzata, si sovrappone la grande Africa Street; nei pressi della casa di Volfango, una serie di Grand Tour Operator marcano la presenza dello scalo internazionale: questa pista aLata, parallela alla Lata per almeno quattro chilometri, divide Khartum in due parti (che sia il famoso raddoppio di Via del Corso?). Un vincolo urbano –non esistono sottopassini– attraversabile solo agli antipodi: Buri Road/Via della Fontanella, sopra; Jireif Turn/Via dei Condotti, sotto.

Inutile ipotizzare la sostituzione con una nuova aLata in altro sito. Scherzate?

L’aeroporto al centro della città “è troppo comodo”!

E pensare che il Delegato alle acque bianco-azzurre di Roma, nostra cabina di regia, ora in fuga verso le ridenti isole Kiribati, aveva mostrato considerevoli perplessità in merito alla organizzazione di KIRI; poi, fomentato forse da una malsana promessa d’avanzamento di carriera, negli ultimi tempi si era deciso ad approvare con smania, questo e quel permesso. Prendendo ahilui, con inenarrabile meticolosità, tanti fischi per tanti fiaschi.

L’ultima disposizione del kiribato ordinava:

Visto il programma della manifestazione denominata “KIRI”,

si rilascia nullaosta alla navigazione su Babuino, Ripetta e Flaminia,

previo transennamento al Corso per atterraggio e decollo aeromobili.

Con immediata efficacia esecutiva,

Roma/Khartum, lì/là…

1 G. Muratore, Giocando con Roma, “La Repubblica” (21/05/1978),  p. 14

Scelti a sorte, se ci credete, si considerino protagonisti di questo amichevole match, due edifici anvedinistici…avvenirissici…A-very-NYstici: GNtower (GN) e CHhotel (CH).

Un terzo, il Grand Hotel di Khartum (GHK), in veste di “padrone di casa”.

E una prestigiosa ditta specializzata nella creazione di attrezzature per il tennis:

SPAvaLDING

GN Tower copiaCH hotel da tripadvisor.co.uk copia

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1 Response to META SUDAN (3) … SPAvaLDING …

  1. Sergio Brenna ha detto:

    Ci sarà un motivo per cui in tutti questi esempi i piani alti debbano avere una minor estensione di quelli bassi, visto che portare lassù persone e rifornimenti ha un costo sicuramente rilevante da ammortizzare? La logica economica vorrebbe semmai il contrario, quella architettonica di dubbia interpretazione, quella sociologica: un empireo per pochi eletti…

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