COME SI COSTRUISCE UNA CITTA’ …

Schermata 2013-04-15 a 10.34.09

L’ONORE DELLA CRONACA … NERA …

 

REPORT Puntata del 04/05/2008

I RE DI ROMA

 

“PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
I progetti dell’EUR hanno un nome e un cognome: il mega centro commerciale più residenze e uffici denominato Eur Castellaccio per 800 mila metri cubi, è del costruttore Parnasi; l’area dell’ex Velodromo che diventerà la Città del benessere con piscine e negozi è di Aquadrome, società mista tra Eur Spa, partecipata dal Comune di Roma e dallo stato, e Condotte Immobiliare, del gruppo Ferfina; i 400 appartamenti di lusso realizzati al posto dei tre palazzi del ministero delle Finanze sono dei costruttori Toti, Ligresti e Marchini; i 150 mila metri cubi di piazza dei Navigatori, dove si stanno edificando tre palazzi per uffici e negozi, sono della famiglia Bellavista Caltagirone, cugini di Francesco Gaetano, e infine il Centro Congressi per 11 mila addetti progettato da Massimiliano Fuksas, realizzato dalla società Condotte e di proprietà di Eur Spa. All’architetto Fuksas abbiamo chiesto perché ha rifiutato di progettare le famose centralità.

MASSIMILIANO FUKSAS – ARCHITETTO
Quando qualcuno mi viene a chiedere una lottizzazione o questi progetti delle centralità, così, molte volte io rispondo con una frase abbastanza sprezzante forse, dico: io non ho fatto queste cose quando ero giovane ed ero povero in canna perché dovrei farlo oggi. Quello che manca e’ di risolvere di studiare come far vivere il maggior numero possibile con una qualità di vita altissima e con un consumo energetico limitato. Ecco, gli architetti non si sono occupati di questo, i costruttori non se ne sono occupati per niente. Che a Roma e in Italia non ci sia stata un’evoluzione anche degli imprenditori o dei cosiddetti “palazzinari” è evidente. Quello che si costruisce è molto simile a quello che si costruiva negli anni Settanta.”

Report I RE DI ROMA

Eddyburg.it – La Capitale fa Shopping

Schermata 2013-04-15 a 11.59.22

“Occorre chiedersi se questo sviluppo dissennato della città sia il frutto di un disegno scaturente dal Piano Regolatore o questi sia stato snaturato attraverso l’utilizzo dello strumento dell’Accordo di Programma.
Per la cronaca,  occorre ricordare, avendo come riferimento la storia di Eur Castellaccio – Spinaceto,  due  comprensori, già di proprietà delle soc. IMI e IMEF ma controllati dalla Sicilcassa, che avevano  una destinazione urbanistica M2 “Servizi” e che la soc. Parsitalia, “attribuendonese la disponibilità”, che non ha mai avuto, ha richiesto all’amministrazione comunale la sottoscrizione di un Accordo di Programma che prevedeva la possibilità di far confluire su tali aree la cubatura cancellata dalla Variante delle Certezze di Pratone delle Valli e successivamente di quella di Volusia, complessivamente stiamo parlando di 350.000 mc di edilizia residenziale, non bastava, con lo stesso  Accordo di Programma si faceva riconoscere  ulteriori 400.000 mc. scaturenti dalla potenzialità edificatoria del comprensorio Eur Castellaccio, ridotta al 50% .
Nel momento della ratifica dell’Accordo, non avendo mai avuto la disponibilità dell’area, si è fatta sostituire dal consorzio Europarco, costituito hoc con la partecipazione di Sicilcassa, andando ad interrompere una procedura ad evidenza pubblica per la vendita all’asta di tutte le proprietà delle due società IMI e  IMEF ( proprietà Finocchiaro – Graci) .
Dato che “l’appetito vien mangiando” si è fatto approvare un planovolumetrico attraverso il quale gli veniva riconosciuta la “centralità metropolitana” inserita di peso nel nuovo PRG, con la possibilità di essere operativi con una semplice DIA.
Ha realizzato, previa sottoscrizione di un preliminare di compravendita, la nuova sede del Ministero della Sanità, il Centro Commerciale Europa 2, e , attraverso un ulteriore atto di bontà dell’amministrazione Capitolina, le due Torri ispirate alle torri medievali di avvistamento, queste prenotate prima dell’idea dalla Provincia di Roma per la modica somma di 263 milioni di euro, la nuova sede dell’ATAC e abitazioni di lusso commercializzate alla modica somma di 13.000 € /mq, con lotti a partire da 35mq in su.
A ben pensare lo strumento dell’Accordo di Programma è stato istituito dalla legge 267/90 art. 34 che prevede un interesse pubblico.
Ma quale interesse pubblico l’amministrazione Capitolina avrà mai avuto?
Occorre rileggere puntualmente la storia di questa iniziativa di interesse squisitamente privato ma che l’amministrazione pubblica, ovvero chi gestiva la macchina tecnico-amministrativa in quegli anni, ha inteso farla propria e, gestita attraverso lo strumento dell’accordo di programma, in barba a qualsiasi interesse pubblico.
Ricordo, per restare nel merito di questa iniziativa che, affare nell’affare, la neo soppressa Provincia di Roma, le sue competenze confluite nella città Metropolitana e nella Regione Lazio, ha previsto il pagamento dell’enorme balzello attraverso la vendita del proprio patrimonio immobiliare lasciandoli a disposizione  di  un Fondo riconducibile alla solita famiglia PARNASI .che ne curerà la vendita, a favore di chi?.
Forse è di questo che la città di Roma aveva bisogno, immobili venduti alla stratosferica cifra di 12.000 euro a mq ?
Delle due Torri che svetteranno sui cieli dell’Eur , una sede della neo soppressa Provincia di Roma?
Questo è un esempio del vero male che affligge il nostro Paese e, nel caso, la nostra città.
Male  riconducibile a quei comportamenti furbetti di chi aggira ed interpreta la norma  arrecando ingenti danni alla cittatinanza, proprio in un momento in cui si è chiesto al ceto medio ed quello più basso sacrifici e sacrifici e lasciando illesi i soliti paperoni.”

 

 Vista da chi stava nella Prima repubblica – CarpOnline.it

Schermata 2013-04-15 a 11.57.36

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

2 Responses to COME SI COSTRUISCE UNA CITTA’ …

  1. maria stella ha detto:

    C’è una cosa che mi sento ripetere da domenica sera. Da tutti e, fra questi, anche da colleghi: “ ma che non lo sapevi ?”. Che cosa avrei dovuto sapere che Castellaccio – dove forse si sarebbe potuto trovare un posto più adatto per il Palazzo dei Congressi o, continuo a pensarlo anche se è stato Cederna ad indicarne la localizzazione, l’Auditorium – era un’area di proprietà dei costruttori catanesi acquisita a bassissio costo, con conseguente perdita patrimoniale della banca che aveva concesso mutui alle mprese, previo cambio di destinazione d’uso assicurata dal Sindaco pro tempore (Veltroni) al gruppo Parnasi? Io, lo ammetto, mi sono sempre chiesta come mai, quell’area, fosse oggetto di una compensazione ancor prima che tale pratica venisse inventata dal PRG. Poi sapevo che il progetto generale e la torre residenziale era stato fatto da Purini. Poi andando sul cantiere ( sui bordi) sapevo che esecutivi e direzione lavori fossero stati dati ad altri gruppi professionali. Questo mi aveeva molto turbato.Facendo di conto sapevo poco. Così ora mi resta una domanda. Perché di come stanno le cose, come si sono determinate le condizioni che hanno prodotto un’architettura che mi interessa (eurosky/torre), devo aspettare una trasmissione televisiva e leggere le riflessioni dell’ex cassiere della D.C grazie alla sua attività di talpa professore? Quando l’Accordo di Programma è passato per la ratifica al Consiglio Comunale nessuno ha detto nulla? I miei colleghi di studio mi dicono che loro lo sapevano da sempre. Che bastava leggere Berdini o,ora aggiungono, Dinamopress, che non basta aspettare Muratore… Ma loro sono più giovani, leggono il manifesto e frequentano i centri sociali. Io quando ho tempo, e ne ho purtroppo, continuo a girare per la mia città. Forse invece di sollevare la testa verso l’alto dovrei iniziare a guardare meglio sotto l’ombra degli edifici. Ci proverò. m.s.

  2. Pingback: “ma che non lo sapevi ?” … | Archiwatch

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.