LA CULTURA E’ SEMPRE VISSUTA E SEMPRE VISSURRA’ …

PiazzaRisorgimento

“Questo edificio in Piazza Rinascimento a Roma è costituito da tre case in linea che per nostra disgrazia sono disegnate come un unico smisurato palazzo cinquecentesco. Tipologicamente sono indubbiamente interessanti 1) l’interpretazione umbertina dell’architettura rinascimentale e 2) la reinterpretazione ancor  più rinascimentale a opera di un architetto contemporaneo cui non tiene in conto di dover restaurare un palazzo NEOcinquecento ma lo considera alla stregua di un autentico palazzo rinascimentale usando il paradigma del restauro marconiano. Fosse una scelta ironica, passi, ma purtroppo è l’esito di una decisione seria e compunta, perfino ordinaria nella sua convinzione di essere la più appropriata e ovvia. Di fatto, con quel mandare in pezzi l’organismo architettonico sia alla scala urbana della piazza spezzando i corpi scala che a quella della singola facciata frantumandone la plastica, una decisione completamente sbagliata. Non c’è né da disperarsi né da sorriderne, in fondo, se volete, l’architetto eclettico aveva fatto un operazione altrettanto ridicola e profondamente ignorante – secondo un metro razionalista – prendendo a modello l’architettura di Domenico Fontana. La lezione è nell’avere coscienza di quanti danni possa fare la propria presunzione di essere colti e imparare ad andarci piano con la fuffa. E vale anche per me che tengo come valida un’organicità giovannonea dell’architettura. Non se ne viene a capo con qualche sicurezza per prendere decisioni ma solo con più consapevolezza di quello che si può  fare come progettisti. E forse tocca tenere per buona solo la stima che Pasolini riservava agli analfabeti oppure agli “specialisti” disprezzando tutte le ben educate vie di mezzo.”

Giancarlo Galassi :G

P.s.: rispetto a questa immagine da Google Maps, risalente a qualche anno fa, ora la situazione è addirittura peggiorata. Anche la casa in linea sulla sinistra è stata restaurata, ovviamente in modo differente ma non meno errato (se non ricordo male invertendo il chiaro degli elementi architettonici con lo scuro degli sfondi) rispetto a quella sulla destra.  «Giustamente».

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4 Responses to LA CULTURA E’ SEMPRE VISSUTA E SEMPRE VISSURRA’ …

  1. arsenale ha detto:

    Magari il povero ignorante architetto ha operato in modo “rinascimentale” perché credeva di essere proprio in una inesistente Piazza Rinascimento invece che nell’umbertina Piazza Risorgimento!

    • ops… grazie dell’osservazione… che lapsus !
      Piazza Risorgimento, lato S.Pietro.
      C’è anche un cui da rimpiazzare con un che…
      Del resto non c’è tempo di stare a revisionare le bozze che uno ha in testa.
      Non c’è tempo per niente.
      Accontatevi della mia pochitudine.

  2. sergio 43 ha detto:

    Caro Giancarlo, quanti reati si compiono per una giusta esigenza di manutenzione (che a volte è anche abbastanza inutile se la qualità dei materiali è alta). Ti racconto due episodi con cui mi frequentavo quotidianamente e che, senza esagerare troppo, mi hanno ferito. La casa di mio suocero, un bel palazzone anteguerra in una traversa di Via Taranto, aveva le facciate sapientemente trattate a finto travertino. Era uno spettacolo e lo stucco aveva retto benissimo in tutti questi anni ma la famigerata Assemblea Condominiale decise di ritinteggiare il tutto. Risultato: un colore orribile e tutte le fessurazioni e i buchi del finto marmo erano scomparse sotto “l’americana” spianatrice (per fortuna il palazzo gemello accanto, a quanto mi risulta, è, fortunosamente e fortunatamente, rimasto allo stato originale). Secondo episodio: la casa dei miei genitori è in una traversa di via Appia Nuova e fa parte dell’impianto urbanistico a stella di Piazza dei Re di Roma. La loro casa, costruita negli anni ’60, riempì l’ultimo lotto ancora disponibile perchè fino ad allora era stata la sede di una grosso deposito di legname. Quindi la strada era un palinsesto di tutti gli stili dei tempi passati, dall’anno del Piano del San Just agli anni ’60 appunto. La casa più graziosa era evidentemente la prima, costruita in esecuzione del Piano, diciamo 1910?. Non eccezonale ma il primo marcapiano era delizioso; una sfilata di sorridenti bambini che fingevano di fare la pipì sulla testa dei passanti (dicono porti bene), tante copie di bruxellesi Manneken Pis. Anche questa casa aveva sopportato benissimo gli anni trascorsi (beata calce e maledetta chimica!) ma la famigerata Assemblea Condominiale dove, come ognuno sa, vince sempre l’ignoranza più grassa, decise di intervenire. Risultato: colore orribile e tutti i Manneken Pis rasati da una ventata moralizzatrice. Adesso il marcapiano è una strisciata muta di intonaco invece di un allegro segnale sulla via. Sic transit gloria mundi!

    • Caro Sergio,
      sono i pericoli della democrazia diffusa in architettura. Tutti sanno cosa è meglio per casa loro.
      E’ una vita che “abitano”.
      Forse la “ggente” dovrebbe avere la moderazione di fermarsi loosianamente all’architettura di interni della propria casa.
      Ma so che l’amico Mazzola non sarebbe d’accordo e non saprei dargli torto visto gli eccessi “culturali” dei cosiddetti architetti esperti.

      Sottoscrivo il finale del tuo post e vada come vada.
      Amen.

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