Via Giulia, addio al progetto dell’albergo – Corriere Roma
ma speriamo che la “ricucitura” vada avanti lo stesso …

ma speriamo che la “ricucitura” vada avanti lo stesso …
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“Il costruttore (?) non sarebbe contrario alla realizzazione di residenze artistiche, laboratori didattici e teatrali, richiesti dagli abitanti” conclude l’articolo del Corriere-Roma: e chi sarà mai questo costruttore-Innominato e come sarà stato individuato? La proprietà delle aree private? Basta che poi non finisca come a Pavia dove gli alloggi del Campus universitario, progettato in deroga alla zona di vincolo paesaggistico dal prof. Angelo Bugatti dell’Università medesima, sono stati poi venduti a privati. Il rischio di farsi menare per il naso mi pare bello forte…
Sergio Brenna
Via Giulia, addio al progetto dell’albergo «Mancanza di fondi».
Sospeso anche l’abbattimento del muro all’Ara Pacis.
E… e… tenetevi forte :
L’importo previsto a tre scuole di periferia.
Non ci si crede!
Fosse che Alemanno segue Archiwatch ?!
La stroncatura di Giuseppe Strappa sul Corriere dela Sera:RINASCIMENTO_UMILIATO.
Temo “i moderni” anche quando dicono cose sensate.
Sono pericolosi: guardano i fagioli e poi fregano il lardo.
Nella situazione attuale forse è meglio ricucirsi gli strappi ed i buchi ( di bilancio… in primis..) provocati da 40 anni di gestione spensierata . In attesa di tempi migliori….
Tranquilli ! ….non c’è fretta…!
Saluto
A proposito della stroncatura di Giuseppe Strappa e con riguardo alla sua frase: “…E, al di sotto, le ossa degli stabula romani, centro e ragione dell’intera operazione, sepolte tra fondazioni e parcheggi”, voglio qui ricordare come fosse bella la Via Latina, all’uscita della Porta, Ville immerse nel verde, villini, pure qualche trattoria con vista sulle Mura e, più oltre, sulla Caffarella. Poi vennero gli Unni: le ville scomparvero, di qualcuna si salvò, per nobilitare il condominio “di lusso”, il portale e qualche pino, la strada, stretta tra abitazioni a più piani, mantenne (la speculazione sui valori fondiari é una cosa seria) la stessa larghezza della via consolare percorsa dai carretti. Allo stesso modo nella borgate abusive le strade di campagna percorse dai braccianti diventarono le strade di quartiere (ricchi o poveri, se dobbiamo guardare al nostro particolare mentre le amministrazioni guardano dall’altra parte, siamo uguali). Gli sbancamenti portarono alla luce, tombe, lastricati ma tutto venne rapidamente ricoperto dai cantieri. Adesso, forse chiedendo alla Sovrintendenza, si può andare vedere in qualche cantina notevoli tombe dipinte attraversate brutalmente da pilastri in cemento armato e, se vi capita di andare in un ristorante conosciuto della zona, dopo aver chiesto dov’è la toilette, scese le scale, vi potete trovare, passando davanti le porte con le silouette di un gentleman e di una madam, su una botola trasparente-vista sepolcro perchè il magnanimo costruttore ha pensato a voi e alle vostre soddisfazioni.
Secondo me l’idea di intervenire lì è giustissima e credo sia il caso di tentare, smettendola con tutto questo scandalo per la cementificazione in un’area che è a dir poco squallida e irrisolta, oltre che in balia della sosta selvaggia. Il problema della procedura però è evidente; prima un concorso ad inviti gratis, un po’ campato in aria e senza un chiaro scopo (oltre che con risultati imbarazzanti), ora il bando in project financing quasi casualmente proposto dall’impresa di costruzioni che sta realizzando il parcheggio. Roma non meriterebbe una selezione migliore per un intervento in un’area così importante? Forse un bando internazionale aperto per avere uno studio di fattibilità (su cui poi lanciare il project financing) o gli architetti si scandalizzerebbero?