PER LE STRADE DI LUCCA …

lucca

“Pongo alla sua attenzione quest’ultimo esempio di restauro,lungo il viale che costeggia le mura della città vecchia di Lucca. Per le strade di Lucca

Cordiali saluti”
Arch. Nicodemo Dell’Aquila

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5 Responses to PER LE STRADE DI LUCCA …

  1. sergio 43 ha detto:

    EDDI VALIANT: “No! Non sono contento di vederti! E’ che ho una pistola in tasca!”
    JESSICA RABBIT: “Ma non sono io ad essere cattiva! E’ che mi dipingono così!”

  2. E i restauratori di Palazzo Pamphili & S. Agnese in Agone che non sono riusciti a mettersi d’accordo per uniformare il colore delle finestre a destra e sinistra della chiesa del Rainaldi?

    Oppure il secondo restauratore in ordine di intervento che non ha avuto la modestia di adeguarsi alle scelte del primo.

    Non posso pensare che in nome di una “leggibilità” delle diverse proprietà sia una scelta ponderata e voluta…

    Più probabile che il restauro filologico, come ogni operazione logica umana, riesca a deformare popperiamente la realtà.

    Sarò archicefalicamente fissato, me ne sarò accorto solo io, ma per me ci sarebbe da fare almeno una letteruzza di richiamo a chi in Soprintendenza ha così ben soprinteso.

    • Nico ha detto:

      Non posso pensare che in nome di una “leggibilità” delle diverse proprietà sia una scelta ponderata e voluta…

      Lei parla di restauro filologico, o lei è un idealista, o un provocatore, o sottovaluta il concetto di proprietà di noi occidentali! E poi… la mia denuncia era per i graffitari che hanno imbrattato il bugnato…..;-) per quanto riguarda la scelta bizzarra del restauro della facciata, ho piena fiducia di chi l’ha pensata e di chi l’ha avallata….

  3. sergio 43 ha detto:

    Anche Piazza Vittorio meritava maggiore attenzione a questo riguardo. Tra moderni intonaci a go-go e l’orrore di quel palazzo sull’angolo di Via Merulana, sorto abbattendo senza pietà l’edificio che aveva subito delle crepe, come tanti altri palazzi lungo il tracciato della costruenda Metro A, e spezzando l’unitarietà franco-sabauda delle facciate che abbiamo tanto irriso e che adesso non possiamo che rimpiangere, possiamo dire che ignoranza e speculazione hanno conseguito una facile, troppo facile vittoria sul buon gusto e sulla storia. Si parva licet, ve l’immaginate una Place Vendome o una Place des Vosges lasciata mutilare in qualche sua parte? Anche qui sarebbe bastato un po’ di cuci-scuci come venne fatto, senza abbattimenti, negli edifici lungo Via Appia Nuova! In questo particolare caso erano necessari interventi più radicali? Ebbene, quasi negli stessi anni, il piano negozi di un palazzo sulla Via Prenestina-angolo Piazza Telese e relativi pilastri vennero polverizzati da un’enorme esplosione causata dai botti per il Capodanno che un bottegaio criminale aveva ammassato nel magazzino. Ci furono dei morti e tutte le famiglie in un primo momento vennero evacuate. Grazie al “Il Messaggero” e alla sua lodevolissima iniziativa, la solidarietà cittadina reperì i fondi per un nuovo progetto ricostruttivo dei sostegni, permettendo il ritorno nelle case. Morale? Il valore fondiario di un palazzo in zona centrale é notevolmente maggiore di quello di un edificio della lontana periferia, questa la colpa dell’edificio “piemontese” e quindi non ci furono tutele nè veramente, a quel che mi ricordo, le proteste furono molte e inoltre….. “il moderno”!, vuoi mettere “il moderno”? Conclusione? Tutto giù per terra!. La stessa cultura architettonica in facoltà nascondeva le speculazioni in agguato gingillandosi con queste trasformazioni. Mi ricordo un tema del Corso che aveva come oggetto la chiusura del quarto di cerchio non completato di Piazza dei Quiriti. Guai a portare alla prima revisione la proposta di completare almeno la sagoma in pianta della Piazza! Era tutto un accattivarsi la benevolenza degli assistenti con cubi sovrapposti, pennacchi, aggetti. Non c’era danno in quei disegni che almeno servivano a superare l’esame ma per fortuna, consideravo tra me e me, attraversando l’altro giorno la Piazza di fianco alla fontana centrale, quel buco é rimasto intatto. Chissà che cosa si sarebbe stati capaci di fare in quegli anni! Credo e spero che oggi ci sia maggiore consapevolezza e le tante battaglie, anche se per la maggior parte perse, portate avanti dalla cittadinanza, dalle associazioni e da una parte delle forze (sic!) culturali siano di buon auspicio per la città.

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