Sergio Brenna su: NEL SEGNO DI CESARE …
“Sono stato a visitare la piazza pedonale sopraelevata inaugurata a Sant’Ambrogio e tanto decantata persino da alcuni critici dello strumento urbanistico che l’ha generata (cfr. http://www.arcipelagomilano.org n.43). Paradossalmente ciò che infastidisce di più non sono i facili effetti “sorpresa” da centro commerciale che ti circondano ad altezza d’occhio (valgano su tutti le “trombette dorate” stile audiofono ottocentesco che circondano e connettono i piani del pozzo vetrato a destra delle scale mobili che salgono dalla stazione Garibaldi), né gli edifici vetrati di Pelli & Co. che la sovrastano da ogni lato, ma “l’immobiliarismo compassionevole” del vicino Bosco Verticale di Boeri con i suoi balconi dall’aggetto sproporzionato su cui svettano alberelli stenti che non cresceranno mai e che se creacessero farebbero più danno che bene.”






concordo con il tuo punto di vista
“Immobiliarismo compassionevole”, una definizione a dir poco geniale, che rispetta il carattere dell’edificio e del suo autore, come architetto e, togliendo immobiliarismo, anche come politico, nel senso che fa compassione.
Complimenti
Pietro
il bosco verticale è l’edificio più disonesto del mondo.
metterei al finestrino su un treno (Italo, peccato ha i vetri fissi) chi ne ha comprato un appartamento e dalla banchina lo prenderei a schiaffi come nella scena cult di Amici Miei.
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