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Bravissimo Calder…equilibrista del fil di ferro; da quando ho visto dal vero il suo stupendo circo, con gli animali “finti” in ferro e cartone, ho fortificato l’idea di essere animalisti-vegetariani e della repulsione per chi sfrutta gli animali nei circhi…(anche se non ve ne può fregare una cippa)
MAURO
ricordo un piacevole aneddoto…
Calder e Burri, mio conterraneo, erano amici che si stimavano profondamente…tanto che una bella tela del grande artista umbro se ne restò appesa per tanti anni nel soggiorno dei signori Calder.
Dopo la morte di Calder e, credo, anche di sua moglie, Burri volle ricomprare quella tela, e riappropriarsi di un’opera che aveva ora un valore aggiunto: quello di aver convissuto per tanto tempo con l’artista amico, di averne “visto”, “respirato” l’intimità e, credo io, anche gli atti creativi…
Mi è sempre piaciuta questa piccola storia…forse perchè mi fa pensare ad un’epoca in cui l’opera d’arte era davvero “parte” dell’artista…era un ‘pezzo’ del suo corpo che si staccava e prendeva a vivere una vita propria…