NEI MEANDRI DELLA MELANDRI …
L.C. nel sottoscala …
una mostra piuttosto “difficile” …
molti materiali, alcuni splendidi, …
una mostra ottima, assieme al catalogo (quasi 450 pagine), forse per gli addetti ai lavori, …
ma, credo, piuttosto inaccessibile per un pubblico “normale” …
che uscendo non potrà non chiedersi: LC CHI? …
chi era? che voleva? che ha fatto …
perché ancora se ne parla? …
Le Corbu? Chi era costui? …
potrebbe essere quindi un interrogativo più che legittimo …
dopo il percorso tortuoso nei maxximeandri della Melandri …
sull’allestimento, abbiamo già detto …
e, per carità di patria, è meglio non infierire ancora …
naturalmente alcuni “pezzi” eccezionali ci sono, …
(taluni da mozzare veramente il fiato), …
ma non più di una ventina …
che avrebbero fatto, da soli, la fortuna di una qualsiasi mostra, …
ma anche tante, troppe, fotocopie …
si sa che mettere in mostra i taccuini è cosa, da sempre impossibile, …
ma la fotocopia a go-go (peraltro a confronto diretto con qualche sparuto originale) …
è semplicemete offensiva e ce ne sono a fiumi …
nel casino generale, comunque …
le grandi tavole, le gigantesche lavagne gessate, …
quelle bellissime inguattate da Bottoni dopo la conferenza di Milano …
o i cinque extra-strong imboscati da Bottai …
in occasione del fallito tentativo di parlare col “capo” …
basterebbero da soli a garantire il successo dell’iniziativa …
e, se fossero stati giustamente valorizzati, …
l’intera qualità dell’iniziativa ne avrebbe tratto gran giovamento…
comunque, materiali da non perdere e che difficilmente potremo rivedere …






Come Le Corbusier chi?
ECCOLO!
Dritto dritto dalla macchina del tempo archiwoccicca!
Pure con le matite colorate in mano.